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Parma, debiti e trucchi contabili

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Parma, debiti e trucchi contabili

  • –Gianni Dragoni

Un tempo il Parma era una delle «sette sorelle» del calcio italiano, una grande, grazie ai soldi (e alle relazioni) di Calisto Tanzi, l’ex patron della Parmalat, travolto da un crac da 14 miliardi di euro nel 2004. Adesso a Collecchio non ci sono neppure i soldi per l’acqua calda.

Se, dopo le partite non giocate con Udinese e Genoa, il club dovesse saltare la prossima con l’Atalanta, il Parma verrebbe escluso dal campionato. Per la prima volta la serie A proseguirebbe con 19 squadre. Sempre che qualche altro club non salti prima della fine. Quest’eventualità non sarebbe da escludere se le autorità di controllo, Figc, Lega e Covisoc, facessero il loro dovere con il massimo scrupolo, ad esempio controllando se stipendi e tasse sono pagati con puntualità e ponendo fine alle operazioni di cosmesi contabile, che Il Sole 24 Ore racconta da anni.

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Sui conti del Parma Football club, come sugli ultimi due passaggi di proprietà a 1 euro che hanno visto arrivare la cipriota Dastraso e ora Giampietro Manenti, c'è molta confusione. Che nei conti del club ci fossero cose che non andavano Il Sole 24 Ore lo aveva riferito già il 5 marzo 2014, in un articolo dal titolo: «Parma salva i conti “cedendo” il marchio». Cos'aveva fatto il Parma? Nell'ultimo giorno dell'esercizio al 30 giugno 2013 il club aveva ceduto il marchio e il contratto con la concessionaria di pubblicità sportiva alla Parma Brand Srl. E per questo il club aveva messo in bilancio plusvalenze nette di 30,7 milioni di euro (di cui 22,7 milioni dal marchio), che gli avevano consentito di contenere la perdita netta in appena 3,2 milioni ed evitare una ricapitalizzazione. Ma era una strana vendita: la società compratrice del marchio apparteneva a quello che era l'azionista unico della squadra di calcio, la Eventi Sportivi Spa di Brescia, cioè la holding di Tommaso Ghirardi e altri soci.

Per capire i veri conti del Parma Fc bisogna quindi andare al piano superiore, guardare ai conti del gruppo Eventi Sportivi, perché un pezzo del club è finito dentro la società madre, infatti è questa che Ghirardi ha ceduto il 19 dicembre. Il bilancio consolidato della Eventi Sportivi mostra che al 30 giugno 2013 l'intero “gruppo Parma” aveva una perdita di 34,2 milioni, cioè 31 milioni in più delle perdite ufficiali del solo Parma Fc. Il gruppo Eventi Sportivi aveva un patrimonio netto negativo per 15 milioni, anziché positivo per 23,26 milioni come dichiarava il bilancio del Parma Fc.

Nella stagione terminata il 30 giugno 2014 il bilancio consolidato di Eventi Sportivi - che il revisore PwC non ha certificato - è in perdita per 7,32 milioni e il patrimonio netto è negativo per 21,2 milioni, nonostante 44,1 milioni di plusvalenze da calciomercato: i guadagni principali sono i 9,16 milioni per Belfodil e gli 8,1 milioni per Crisetig, venduti all'Inter. Il gruppo Parma ha un giro d'affari simile all'Udinese, 56,8 milioni, ma costi del personale molto più elevati, 52 milioni contro 30. Anche il valore in bilancio dei calciatori è più alto (85,8 milioni contro 37,5 milioni dell'Udinese) e quindi il Parma deve spesare ammortamenti più pesanti (22,3 milioni). Questi valori si sono gonfiati negli anni con il ricorso massiccio alle comproprietà: i controlli dov'erano? I debiti sono esplosi fino a 201,8 milioni al 30 giugno 2014, quattro volte i crediti.

Secondo il bilancio consolidato di Eventi Sportivi, al 30 giugno scorso c'erano debiti per 24 milioni verso banche (di cui 11,5 milioni tra Banco di Brescia e Credito Sportivo), 40,6 milioni per factoring su crediti per diritti tv e trasferimento calciatori: con Mps (16,8 milioni), Unicredit (12,1), Ubi (6,1), Ifitalia (3,7), Factorit (1,86). Ci sono inoltre debiti per 45,9 milioni verso squadre di calcio per compartecipazioni e calciomercato, 36,3 milioni verso fornitori e 42,27 milioni di debiti tributari, cioè debiti con lo Stato: 24,56 milioni di debito Iva, 8,4 milioni per ritenute su lavoro dipendente, 7,2 milioni di debiti per Irap. Se il Parma salta, chi li paga?

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I CONTI DI EVENTI SPORTIVI*

Bilancio consolidato dell’esercizio chiuso al 30 giugno. In milioni di euro

Nota: * controllante di Parma Fc e Parma Brand Srl - ** Escluse le plusvalenze da cessione calciatori Fonte: bilancio della società