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Questo articolo è stato pubblicato il 20 marzo 2015 alle ore 21:06.
L'ultima modifica è del 21 marzo 2015 alle ore 10:40.

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Il riassetto del gruppo Pirelli è in dirittura di arrivo. In serata è stato convocato il board di UniCredit e, in rapida successione, il consiglio di amministrazione di Nuove Partecipazioni. A partire da sabato dovrebbero susseguirsi i vari board dei soggetti coinvolti in modo da deliberare quanto necessario per definire tutta l'operazione. L'obiettivo è arrivare a completare i passaggi richiesti prima dell'apertura di Borsa di lunedì. «Entro il weekend si chiude. Ci sono ancora dei passi da fare», ha detto il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, lasciando la sede di Camfin. Pirelli resterà italiana? Gli è stato chiesto. «Finché non ci saranno i comunicati non posso dire nulla», ha risposto.

L'operazione, per come è stata confermata fino a questo momento, prevede che Camfin (titolare del 26% di Pirelli) conferisca la sua partecipazione nella Bicocca a una newco che vedrà l'ingresso di China Chemicals Corporation. Al riassetto a nord di Pirelli seguirà il lancio dell'opa a 15 euro sul totale delle azioni.

Il tutto per deliberare il nuovo passaggio di controllo della Bicocca, questa volta nelle mani di un socio cinese, ChemChina. L'operazione è stata confermata in mattinata dai grandi soci riuniti in Camfin, Nuove Partecipazioni di Tronchetti Provera, le due banche, UniCredit e Intesa Sanpaolo e i russi di Rosneft. In una nota, dietro richiesta di Consob, Camfin e i suoi azionisti hanno comunicato « che sono in corso trattative con un partner industriale internazionale per un'operazione relativa alla partecipazione detenuta da Camfin in Pirelli». In particolare l'operazione comporterebbe «il trasferimento dell'intera partecipazione detenuta da Camfin (26,2% circa) ad un prezzo di euro 15 per azione a una società italiana di nuova costituzione, controllata dal partner industriale internazionale con un contestuale reinvestimento di Camfin in detta società».

Il pacchetto sul mercato costa già oltre gli 1,87 miliardi calcolati sul valore attribuito dalla stessa società. Una volta perfezionatosi tale trasferimento, verrebbe lanciata un'offerta pubblica di acquisto sulla totalità delle azioni di Pirelli che porterebbe al delisting. Un esito tutt'altro che scontato. Piazza Affari ha preso atto dell'Opa in arrivo sul gruppo della Bicocca ma sembra chiedere un premio superiore per aderire alla proposta (non ancora ufficiale). Nella seduta odierna è stato scambiato il 4,5% del capitale ordinario e le quotazioni hanno viaggiato costantemente sopra il prezzo di 15 euro.

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