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Petrolio in ripresa dai minimi: il Brent rivede quota 50 dollari

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dopo avere toccato I MINIMI DA SEI MESI

Petrolio in ripresa dai minimi: il Brent rivede quota 50 dollari

  • –con un post da Econopoly

Gli investitori continuano a monitorare l'andamento del petrolio dopo il tonfo di ieri e nell'overnight: nonostante il rimbalzo odierno, il mercato deve fare i conti con una produzione Opec che ha luglio ha raggiunto livelli record e con l'Iran che conta di aumentare la produzione di 500mila barili al giorno non appena le sanzioni occidentali verranno rimosse. E poi ci sono i dubbi sulla tenuta dell'economia globale, Cina in primis.

Prezzo del greggio in ripresa (qui le quotazioni in diretta), questa mattina sui mercati europei, dopo i pesanti cali in avvio di settimana che si sono accentuati tra segnali di eccesso di offerta. Il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord recupera 68 cents dalla chiusura di ieri, a 50,20 dollari. A New York il barile di West Texas Intermediate guadagna 86 cents a 46,03 dollari.

I temi di fondo, comunque, non cambiano. La scorsa settimana l’Opec, il cartello dei Paesi esportatori, ha ribadito che non ha alcuna intenzione di ridurre l’offerta. E secondo la United Overseas Bank di Singapore i prezzi risentono di «segnali sul fatto che i produttori di punta stanno esportando a livelli da record, nonostante un crescente eccesso di offerta».

Sulla debolezza del greggio hanno pesato anche i dati sui consumi americani, ai minimi da 4 mesi, e la forte correzione della Borsa cinese, che preoccupa gli investitori in quanto la Cina è il più grande importatore al mondo di petrolio e dunque un rallentamento della sua economia non può non pesare sulle quotazioni del greggio.

Infine c’è da considerare, come si diceva, la variabile iraniana: l’agenzia di Stato Irna ha scritto che il Paese è in grado di aumentare la produzione di 500mila barili al giorno nel giro di una settimana non appena le sanzioni occidentali saranno rimosse. Un altro fattore che farà aumentare l’offerta globale di greggio.

La caduta delle quotazioni si sta riflettendo anche sui risultati di bilancio delle compagnie: l’americana Exxon Mobil la settimana scorsa ha annunciato la peggior trimestrale dal 2009 mentre la sua concorrente Chevron ha accusato una perdita record di 2,2 miliardi di dollari nelle attività di esplorazione e produzione nel trimestre finito il 30 giugno. Trimestrale molto negativa anche per la major britannica Bp.

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