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Finmeccanica, via al riassetto. Rush finale con le assemblee

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Finmeccanica, via al riassetto. Rush finale con le assemblee

È il secondo e ultimo step per mettere definitivamente a punto tutti i tasselli del progetto, fortemente voluto dal numero uno Mauro Moretti, che trasformerà Finmeccanica da holding di gestione di diverse controllate, finora giuridicamente separate, a società unica. Nell’ultima settimana di settembre, infatti, in linea con la tabella di marcia ribadita nella relazione finanziaria semestrale, saranno infatti convocati i prossimi passaggi del piano «one company», dopo che, a fine luglio, i board della capogruppo e di tutte le società partecipanti al processo di concentrazione societaria hanno accordato il loro via libera al riassetto che, come ribadito in più occasioni dai vertici, faciliterà la capacità della società unica «di coniugare, attraverso una struttura divisionale, i profili industriali con quelli di indirizzo e controllo delle proprie attività».

Ad aprire le danze sarà il cda di Piazza Monte Grappa che è in programma il 24 settembre, mentre le assemblee straordinarie saranno in agenda per il 29 dello stesso mese e dovranno deliberare, come noto, la scissione parziale di Alenia Aermacchi (aeronautica), AgustaWestland (elicotteri), Selex Es (elettronica) e la fusione per incorporazione di Oto Melara (blindati, armamenti terrestri, artiglieria navale) e Wass (siluri).

Le operazioni societarie, che saranno deliberate a fine settembre, avranno efficacia con l’esercizio 2016 (anche dal punto di vista contabile e fiscale), come ha ribadito lo stesso Moretti intervenendo qualche giorno fa al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini. «Siamo ancora concentrati nel fare una sola impresa delle tante che abbiamo, e questa cosa avverrà formalmente al 31 dicembre 2015. Dal primo gennaio 2016, ci sarà la nuova Finmeccanica unica, una one company».

Come noto, Alenia Aermacchi, AgustaWestland e Selex Es saranno oggetto di una scissione parziale che sarà messa in campo tenendo ferma la bussola che sta guidando la riorganizzazione voluta dall’ad, intenzionato, con un occhio agli altri peers, a ridisegnare il perimetro dell’azienda concentrandola sempre più sul suo core-business. «Occorre ricondurre l’impresa in una situazione completamente diversa, molto più stabile, con business sostenibili e di alta qualità e duraturi nel tempo», aveva detto lo stesso Moretti nel corso dell’ultima assemblea prima di soffermarsi sulla trasformazione organizzativa. «È evidente che non trascineremo nella Finmeccanica unica impresa tutta la storia delle singole imprese. Abbiamo l’intenzione di far sì che gli involucri, i veicoli societari rimangano a tenersi la storia per poter evitare un trasferimento improprio e un appesantimento gestionale».

Insomma, la scissione parziale sarà portata avanti evitando che le attività non funzionali alla direzione imboccata dal gruppo possano condizionare il percorso di efficientamento, mentre per Oto Melara e Wass scatterà la fusione per incorporazione che chiuderà il cerchio attorno al progetto, tratteggiato un anno fa dal numero uno e ora alle battute finali. Proprio parlando a Rimini lo scorso anno, Moretti aveva rimarcato la volontà di procedere a una riorganizzazione profonda, trasformando in divisioni le cinque principali controllate del gruppo e aveva indicato come «passo più importante» la scelta di dieci manager per gestire la nuova organizzazione. «Di manager - ha detto domenica scorsa tracciando un bilancio a un anno da quell’annuncio - ne ho mandati via duecento e ho individuato i dieci che mi servivano».

Insomma, la squadra che dovrà gestire il riassetto è pronta e il percorso marcia spedito. E, a stretto giro, sono attese novità anche sul fronte della cessione di AnsaldoBreda e del 40% di Ansaldo Sts alla giapponese Hitachi che ha incassato nei giorni scorsi il disco verde dell’Antitrust cinese. Dovrebbe infatti essere ormai vicino anche il via libera del governo francese, necessario per l’operazione dal momento che gli asset in vendita contano una presenza Oltralpe e sono considerati “strategici” dal ministero dell’Economia transalpino. Gli uomini di Moretti hanno portato avanti in queste settimane il dialogo con le autorità francesi e il benestare di Parigi dovrebbe essere ormai questione di ore, come peraltro aveva spiegato lo stesso ad a Rimini confermando quanto anticipato dal Sole 24 Ore (si veda l’edizione del 22 agosto): sul closing «non vedo difficoltà e non ne ho mai viste. L’ok degli americani (nei mesi scorsi aveva acceso un faro anche il dipartimento di Stato americano visto l’oggetto della cessione, ndr) pare che ce l’abbiamo. Quello dei francesi pare stia arrivando», aveva chiosato Moretti al meeting di Cl.

Poi, lunedì scorso, l’ad è volato a Mosca dove, in questi giorni, è di scena il salone aerospaziale Maks-2015. E la rassegna è stata teatro dell’incontro tra il numero uno di Finmeccanica e il presidente russo Vladimir Putin nel corso della visita di quest’ultimo allo stand del gruppo di Piazza Monte Grappa. Moretti, che ha incontrato anche il ministro dell’Industria russo, Denis Manturov, ha ribadito l’interesse di Finmeccanica per il paese e le parti hanno espresso soddisfazione per i vari progetti di collaborazione tra il gruppo italiano e le aziende russe, anche alla luce dell’ultimo tassello messo a segno a metà luglio. Quando Finmeccanica-AgustaWestland ha siglato un contratto per la vendita di dieci elicotteri commerciali AW189 a RN-Aircraft, società controllata dal colosso petrolifero Rosneft. Che, nell’ambito di un accordo quadro siglato a dicembre 2014, si è impegnato ad acquisire, entro il 2025, fino a 160 elicotteri.

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