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Volkswagen, l’ad Winterkorn si dimette

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lo scandalo dieselgate

Volkswagen, l’ad Winterkorn si dimette

Alla fine l'amministratore delegato di Volkswagen, Martin Winterkorn, ha annunciato le dimissioni dopo un confronto durato ore con i membri del board della compagnia di Wolfsburg. «Volkswagen ha bisogno di un nuovo inizio e sto aprendo la strada a questo nuovo inizio con le mie dimissioni», si legge in una nota diffusa dal manager tedesco, il cui passo è stato prontamente accettato dal Consiglio di sorveglianza delle casa automobilistica tedesca. Winterkorn si dice «scioccato dagli eventi dei giorni scorsi» e «dal fatto che irregolarità di tali proporzioni siano state possibili nel gruppo Volkswagen». «Il processo di chiarificazione e trasparenza deve continuare», scrive ancora il manager, che da parte sua nega ogni coinvolgimento diretto nello scandalo della frode sulle emissioni che ha travolto la casa automobilistica tedesca. Winterkorn paga lo scandalo della frode sulle emissioni dei motori diesel Usa, che vede Vw sotto inchiesta negli Usa (rischia una supermulta fino a 18 miliardi di dollari) ed è costata all'azienda in Borsa 25 miliardi di euro in due sedute. Il nome del nuovo ceo della compagnia si conoscerà venerdì.

Il presidio del consiglio di sorveglianza di Volkswagen ha annunciato una commissione speciale esterna, che indagherà sui responsabili delle manipolazioni dei dati, ma intanto, anche in sede internazionale, resta altissima la tensione attorno alla vicenda: il governo tedesco nega di essere stato a conoscenza delle irregolarità emerse in queste ore, mentre l'Unione europea chiede a tutti i Paesi membri di aprire indagini sui loro mercati e riferire alla Commissione.

Il titolo della casa tedesca, dopo un avvio ancora negativo fino al -8%, ha virato in rialzo e rimbalzato fino a chiudere a +5,2%, dopo che nei due giorni precedenti la compagnia tedesca ha bruciato il 31% del valore di mercato, ossia oltre 25 miliardi di euro di capitalizzazione (l’andamento del titolo). L'agenzia Fitch ha annunciato di aver messo il rating dell’azienda sotto osservazione con implicazioni negative, mettendo, così, in guardia sull'eventualità che il rating possa essere tagliato. Secondo l’agenzia di rating statunitense Volkswagen rischia danni alla reputazione derivanti dallo scandalo delle violazioni delle norme anti smog.

La Commissione europea sostiene che sono le autorità nazionali ad essere responsabili dei controlli sulle emissioni dei motori delle auto e chiede che questi controlli siano particolarmente rigorosi: «Discuteremo con loro su come coordinare queste indagini e faciliteremo il loro scambio di informazioni», spiega la portavoce Lucia Caudet.

«Accogliamo con favore le indagini cominciate in alcuni Stati, come Germania, Francia e Italia», ha aggiunto la portavoce. Il ministro per lo sviluppo economico, Federica Guidi, chiede di fare «rapidamente chiarezza» per misurare le eventuali ripercussioni sulle aziende italiane che producono la componentistica per il gruppo automobilistico tedesco.

«Abbiamo chiesto una verifica molto approfondita alle autorità di omologazione tedesche e siamo in contatto con il governo», quindi ora «aspettiamo notizie e poi decideremo di conseguenza» su eventuali misure tra cui lo stop alle vendite, ha confermato il ministro dei Trasporti Graziano Delrio.

«C'è un po' di preoccupazione, è un fatto grave», speriamo «non ci siano scossoni» per i sub produttori in Italia, ha affermato il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi.
«Noi - sottolinea - siamo per un progresso a impatto sostenibile a tutti i livelli». Sull'ipotesi di un effetto domino di controlli anche per altre aziende sulla scia dello scandalo della casa tedesca, Squinzi dice che «questi controlli penso avverranno automaticamente. Ci auguriamo che non sia una pratica corrente anche per altre case automobilistiche».

Gli Usa hanno avviato un'inchiesta penale sulla vicenda e indagini sono partite anche in Europa, Germania inclusa. L'Acea, l’associazione dei produttori, fa quadrato e spiega che «Non c'è alcuna prova che sia un problema del comparto in senso ampio». Sta di fatto, però, «presto» i test sulle emissioni in Europa verranno anche effettuati su strada in condizioni di utilizzo «realistiche».

In un comunicato separato, il comitato esecutivo (presidium) del consiglio di sorveglianza di Volkswagen esprime «grande rispetto» per l'offerta di Winterkorn e sottolinea che egli «non era a conoscenza della manipolazione dei dati sulle emissioni». Il comitato ringrazia Winterkorn per «i suoi enormi contributi negli scorsi decenni e la sua volontà di assumersi la responsabilità in questo caso».

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