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A dicembre raccolta positiva per 11 miliardi. Nel 2015 incassati 141…

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risparmio gestito

A dicembre raccolta positiva per 11 miliardi. Nel 2015 incassati 141 miliardi

Con il dato di dicembre (11 miliardi) arriva l’ultimo tassello di un anno da incorniciare per i gestori: 141 miliardi in 12 mesi, la raccolta più alta mai registrata in precedenza. A spingere sull’acceleratore nel corso dell’anno sono state le gestioni collettive che grazie ai fondi comuni hanno incassato quasi 95 miliardi, decisamente di più rispetto a quanto raccolto dalle gestioni collettive (46 miliardi).

Per quanto riguarda la cronaca di dicembre, da segnalare il balzo in avanti dei mandati istituzionali che, spinti dal risultato del gruppo Generali (5,9 miliardi sulle gestioni istituzionali) hanno incassato 7,5 miliardi contro i 791 milioni registrati a novembre. Più contenuto il dato delle gestioni collettive (3,4 miliardi). Dal versante delle masse gestite, invece, l’effetto negativo dei mercati ha ridimensionato il patrimonio sceso a 1.823 miliardi dai 1.835 precedenti. Il 51,1% è in capo alle gestioni di portafoglio e il 48,9% a quelle collettive.

Sempre tonico il segmento dei fondi aperti anche se in lieve rallentamento rispetto a novembre (la raccolta è stata di poco inferiore a 3 miliardi contro i 3,3 del mese precedente) . Confermano la leadership i prodotti flessibili nelle cui casse a dicembre sono entrati 1,6 miliardi (51,5 in un anno), ma è stato positivo anche il saldo degli azionari e dei bilanciati su base mensile hanno raccolto rispettivamente 548 e 492 milioni (9,5 e 12,5 miliardi in un anno). Hanno riagguantato l’attivo anche gli obbligazionari (489 milioni a dicembre e 14,9 miliardi nel 2015), mentre sono tornati in rosso i monetari (-166 milioni) che in un anno viaggiano però con i conti in attivo per 6,6 miliardi.

Tra le società di gestione, da segnalare la raccolta del gruppo Generali che grazie soprattutto ai mandati istituzionali ha incassato 6,4 miliardi. Positivo anche il bilancio per Intesa Sanpaolo (1,9 miliardi), mentre ha rallentato il ritmo Pioneer Investment (29 milioni). Significativi inoltre i risultati per Mediolanum (470 milioni), Banco Popolare (454 milioni), Amundi (409 milioni) , Azimut (364 milioni) e Ubi (303 milioni). Conti in rosso, invece, Franklin Templeton (-315 milioni), per Bnp Paribas (-247 milioni), M&G investments (-248 milioni) e Arca (-200 milioni).

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