Finanza & Mercati

Con Tinaba paghi con smarphone

  • Abbonati
  • Accedi
FINTECH



Né banca, né carta di credito, né app di pagamento tradizionale. Ma una “tecnologia abilitante” che connette lo smartphone a un istituto bancario e permette di trasferire denaro o fare acquisti con la stessa facilità di una chat condivisa. È questa Tinaba, acronimo di “This is not a bank”, progetto lanciato da Sator Private Equity Fund con un investimento da 30 milioni di euro e un team da 60 persone alle spalle.

L’arrivo sul mercato. Oggi in fase di test e disponibile «su inviti», Tibaba farà il debutto sul mercato nell'ottobre 2016 e inizierà la sua espansione fuori dai confini del mercato italiano nel 2017. Il servizio, avviato in partnership con Banca Profilo e disponibile sui sistemi operativi iOS e Android, entra nel circuito dell'innovazione fintech con un sistema che cavalca i punti di forza delle operazioni mobile.

Come funziona. L'utente può effettuare transazioni e micropagamenti senza costi di commissione, con una serie di funzioni complementari ai “soli” trasferimenti monetari: comprare prodotti in negozio senza passare dalla cassa, aprire conti comuni con gli amici e la famiglia, farsi accompagnare nella scelta dell'articolo dalla app. Matteo Arpe, presidente di Tinaba, fa l'esempio di un acquisto di routine: un libro. «L'utente entra in una libreria, effettua la scansione del barcode di un volume che gli interessa e trasferisce la cifra alla cassa. Senza bisogno di contanti e carte di credito: la fattura viene poi inviato sotto forma di string (i codici, ndr) ed è tutto tracciato».
Insomma: l'avvento del contactless, l'assenza di contatti che sposta l'esperienza di acquisto da luoghi e oggetti fisici (cassa e carta di credito) al dispositivo del consumatore. Il meccanismo si può sfruttare anche per operazioni di piccolo e piccolissimo importo, i micropagamenti affidati per lo più al contante. Molti, però, sono scettici sul fatto che il cliente medio accetti di “trasferire online” scambi che si sono sono sempre svolti di persona. Arpe non è d'accordo: «In genere si usa contante perché gli altri trasferimenti sono più costosi e meno pratici. Tinada evita questo problema, perché si possono fare anche pagamenti di piccolissima entità a costo zero – dice Arpe - E non c'è rischio di sommerso: anche un lavoretto o delle ripetizioni possono essere tracciati».

Target di riferimento. Il target ideale potrebbero essere i giovani, se non i giovanissimi, visto che il sistema è accessibile a tutti gli utenti dai 12 anni in su e ha siglato un'intesa strategica con ScuolaZoo: il network di studenti da 2,5 milioni di iscritti nella Penisola, bacino prezioso per un sistema che guarda alle abitudini dei nativi digitali. Del resto è che l'intero sistema che si apre a una vocazione “social”: gli utenti possono fare donazioni e contribuire a campagne di crowdfunding, senza staccare le dita dallo smartphone. «Quando diciamo che è 'social' intendiamo che si può costruire un portafoglio digitale in autonomia – dice Arpe – Per qualsiasi funzione, dallo shopping alla solidarietà».

© Riproduzione riservata