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UniCredit in evidenza, per analisti il titolo sconta già l'aumento di capitale

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Unicredit in evidenza a Piazza Affari, dove i titoli dell'istituto hanno chiuso in rialzo del 2,13% a 2,3 euro (nuovo massimo post Brexit), facendo segnare una delle migliori prestazione del Ftse Mib. Sono passati di mano 190 milioni di pezzi, a fronte di una media di 148 milioni in un'intera seduta dell'ultimo mese. Sul listino milanese l'intero settore bancario italiano ha allungato il passo nel pomeriggio grazie alle rassicurazioni di Mario Draghi. Il presidente della Bce ha sottolineato che le banche sono in condizioni migliori rispetto al 2009. In aggiunta ha ricordato che il bail-in prevede «tutta la flessibilità necessaria per gestire condizioni straordinarie».

Le quotazioni di UniCredit hanno inoltre continuato a beneficiare della nomina del nuovo a.d. Jean Pierre Mustier, da cui il mercato attende una profonda ristrutturazione delle attività del gruppo. «Con un nuovo Ceo la banca dovrebbe realizzare una profonda ristrutturazione delle sue attività e ridefinire i mercati e le linee di business in cui può sfruttare vantaggi competitivi», sottolineano gli analisti di MainFirst Bank, che hanno alzato la raccomandazione sul titolo a "outperform" da "neutral".

«Nonostante le recenti conferme sulla natura di player europeo di UniCredit», Mustier non si farà condizionare da dogmi sulla futura collocazione dell'istituto, ritengono gli esperti. «Dopo la vendita del 10% di Fineco e Pekao - aggiungono - altre cessioni possono essere imminenti. Basandoci sull'assunzione che un livello appropriato di Cet1 è pari al 13% - proseguono - stimiamo che UniCredit avrà bisogno di raccogliere nuovo capitale per almeno 7,5 miliardi», scenario che i corsi di Borsa tuttavia «sembrano già riflettere, visto il notevole sconto sul patrimonio netto tangibile».

UniCredit è quindi il "top pick" di MainFirst Bank, all'interno di un settore italiano che secondo gli analisti «vale il rischio». «Con nuovi flussi di crediti deteriorati ormai in costante declino - sottolineano - le prospettive di redditività sembrano più luminose per le banche italiane».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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