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Banca Esperia passa a Mediobanca

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Private banking

Banca Esperia passa a Mediobanca

Alberto Nagel
Alberto Nagel

Banca Esperia (17 miliardi di masse, 80 banker) dopo 15 anni di vita (è nata nel 2001) diventa al 100% di Mediobanca che per 141 milioni rileva il 50% dal suo partner storico Mediolanum che da qualche anno ha avviato in casa la sua divisione private, dedicata alla clientela di fascia alta . Al timone resta Andrea Cingoli, ad dal 2009. Ma il tutto verrà confermato al closing dell’operazione, atteso tra circa sei mesi. L'acquisto del 50% di Banca Esperia comporta per la capogruppo un assorbimento di circa 25bps di capitale (Cet1) per il 60%, derivante dal consolidamento dei residui Rwa, pari a circa 650 milioni di euro.

Impatti sulla gestione dei grandi patrimoni. L’obiettivo dell’operazione è di sviluppare l’attività del gruppo nel segmento private banking (WM). Secondo Aipb il perimetro delle ricchezze finanziarie di investitori che hanno dai 500mila euro in su a ammonta oltre i mille miliardi . Le banche private, quindi anche la nuova Mediobanca Private Banking, hanno la possibilità di crescere ancora visto che oggi la penetrazione attuale degli operatori italiani raggiunge il 68%. Senza trascurare quello che accade all’estero dove il tasso di crescita di questo settore è bene più alto. L'integrazione di Banca Esperia consentirà al gruppo Mediobanca di riformulare l'offerta dei servizi. Nel nuovo polo ci sono Chebanca e Spafid, la fiduciaria del gruppo . In particolare Banca Esperia seguira clienti con patrimoni dai cinque milioni in su, mentre Chebanca si concentrerà sulla clientela dai cinquecentomila euro in su. Senza trascurare il polo Mid- cap molto caro potenzialmente ai clienti imprenditori.

Impatti sul risparmio gestito. Sarà data vita anche ad un nuovo attore nell’asset management con la creazione di Mediobanca Asset Management (MBAM). Attualmente la Sgr di Banca Esperia è Duemme Sgr, guidata da Filippo Di Naro. Con la recente operazione e come previsto dal piano industriale nella ristrutturazione Duemme Sgr andrà a confluire nelle nuova realtà dedicata all’asset management insieme a Compagnie Monegasque de Gestion (già al 100% di Mediobanca) e Cairn Capital (anche lei in casa da anni). Il polo dell’asset management ha attualmente un perimetro di circa 30 miliardi. Ovvero un peso come quello che attualmente ha il Gruppo BnpParibas in Italia ma meno della metà di un asset manager nazionale con Anima che ha 71 miliardi. Alcune specialità create da Duemme Sgr come i fondi filantropici molto probabilmente saranno mantenuti ed anzi ampliati, insieme ad altri nuovi segmenti di mercato che il gruppo intende sviluppare.  Considerando tutto il polo wealth, secondo il piano gli attuali 38 miliardi dovrebbero diventare 59 nel 2019. Mentre sulla sede e la governance dell’asset manager (Italia o una sede estera) e la nomina dei ruoli apicali si attende il closing dell’operazione.

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