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Wall Street torna a sognare i 20mila punti, Milano riparte e chiude a…

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la giornata dei mercati

Wall Street torna a sognare i 20mila punti, Milano riparte e chiude a +0,33%

Andamento titoli
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Dopo una seduta fiacca e in cui ha cambiato più volte direzione, Milano riparte e chiude in positivo (+0,33%) mentre a Wall Street il Dow Jones chiude in ribasso dello 0,16%, dopo che in mattinata aveva flirtato nuovamente con il record dei 20.000 punti, livello che potrebbe essere toccato nei prossimi giorni. Il Nasdaq guadagna lo 0,36% a 5.551,82 punti, mettendo a segno un nuovo record. Invariato l'indice S&P500 a 2.268,92 punti.

Continua invece l'avanzata del listino di Londra, ancora una volta migliore d'Europa grazie ai titoli minerari. A Piazza Affari pagano dazio i petroliferi con Saipem(-4,2%) e Tenaris (-0,7%) alla luce della nuova flessione del greggio (-1,4% il Wti a 51,2 dollari) ma soprattutto non ripartono le banche dopo il passo falso di ieri: Ubi Banca cede l'1,3% mentre Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpmchiudono la seduta attorno alla parità. Tra i titoli positivi, invece, spiccano quelli della galassia Agnelli conExor (+2,4%), Cnh Industrial (+2,2%), Ferrari (+1,2%) e Fiat Chrysler Automobiles(+1,1%) sempre sotto i riflettori per le mosse in Usa. Sotto i riflettori anche il lusso con Moncler (+2% grazie alla promozione di Mediobanca) e Luxottica Group (+1,5%). Sul mercato valutario, il rapporto euro/dollaro si attesta a 1,059 (ieri a 1,056), mentre l'euro/yen è pari a 122,23 (123,01). Il dollaro/yen passa di mano a 115,36 (116,45).

Le scorte americane record riaccendono Wall Street

Dopo il calo del mese precedente, in novembre le scorte di magazzino all'ingrosso negli Stati Uniti sono salite a un passo superiore alle previsioni e al ritmo più rapido da novembre 2014: segno di una ritrovata fiducia degli imprenditori per il futuro. Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Commercio americano, le scorte sono cresciute dell'1%, meglio del rialzo dello 0,9% atteso. A ottobre il dato era calato dello 0,1% (rivisto al rialzo dal -0,4% della prima stima). A sostenere il dato è stato l'aumento degli stock di prodotti agricoli, auto e petrolio. Le vendite all'ingrosso sono cresciute dello 0,4%, meno dell'1,1% del mese precedente. Alla luce del rialzo delle scorte, all'attuale ritmo di
vendita, occorrerebbero 1,32 mesi per esaurire completamente le scorte, più degli 1,31 mesi di settembre.

Banche deboli, scattano realizzi su Banco Bpm

Dopo il passo falso di ieri non ripartono i titoli degli istituti di credito. A partire da Unicredit, nell'attesa dell'aumento di capitale da 13 miliardi di euro. Operazione che verrà sottoposta all'approvazione dell'assemblea dei soci di giovedì. Deboli anche le azioni di Intesa Sanpaolo e di Ubi Banca. Banco Bpm, dopo avere esordito in vivace rialzo, ha imboccato al strada del ribasso, risentendo dei realizzi, dopo la corsa registrata la scorsa settimana. «Corsa innescata anche dallo scoperto», ha spiegato un trader.

Fca ancora sotto i riflettori

A Piazza Affari gli occhi sono ancora puntati su Fiat Chrysler Automobiles, in altalena dopo la buona performance di ieri con la quale le azioni hanno superato la soglia dei 10 euro, festeggiando l'annuncio del piano di un maxi investimento da un miliardo di dollari negli Usa e la conferma dei target al 2018, con un possibile ritorno al dividendo anche prima.
Gli analisti di Equita hanno confermato il giudizio di ‘Buy’ sulle azioni di Fca, apprezzando la decisione di investire negli States per produrre 3 nuovi modelli Jeep, oltre a un modello RAM pickup attualmente costruito in Messico. «Probabilmente il piano è stato anticipato a causa delle pressioni del neoeletto presidente Trump, contrario alla delocalizzazione produttiva – hanno commentato - Si tratta comunque di un`ulteriore conferma dell`evoluzione del mix verso modelli a maggior valore aggiunto». I titoli della casa auto sono stati promossi anche da parte di Icpbi. «Pur rimanendo ancora scettici sulla realizzabilità degli obiettivi di piano, riteniamo che ci possa essere comunque spazio per una revisione al rialzo delle stime, sia nostre che di consenso – hanno commentato gli esperti - Ribadiamo pertanto la nostra view positiva sul titolo». Infine Banca Imi ha ribadito la raccomandazione di acquistare le azioni.

Male Saipem, in evidenza i titoli della moda, corre di nuovo St

Saipem chiude come maglia nera delle blue chip pagando la mossa di Goldman Sachs, che oggi ha rimosso le azioni della così detta ‘Conviction Buy List’, pur confermando la raccomandazione di acquistare le azioni ( ‘Buy’). Hanno ripreso a salire le Stmicroelectronics , che nel 2016 hanno vantato la performance migliore del listino. Bene Moncler e Salvatore Ferragamo, nell'attesa di novità che potrebbero emergere dalle sfilate milanesi che si terranno nei prossimi giorni e grazie alla novità del "Patent Box", la nuova legislazione fiscale favorevole al settore che ha portato Mediobanca ad alzare le raccomandazioni su Ferragamo e Brunello Cucinelli. Per la casa fiorentina sale inoltre l'attesa per la presentazione del piano strategico che verrà presentato a inizio febbraio dall'ad, Eraldo Poletto, alla guida del gruppo da inizio agosto.

Telecom sorvegliata speciale

Telecom Italia è sotto stretta osservazione, mentre il mercato si interroga sul futuro della compagnia, in vista del colpo sulla fibra che sta sferrando Enel Open Fiber. Il ceo di Enel, Tommaso Pompei, ha annunciato ieri che la cablatura sta procedendo a ritmo più spedito delle attese. Intanto è scattato il conto alla rovescia per il piano industriale della compagnia di tlc, che si terrà a febbraio. Sullo sfondo rimane inoltre la speculazione che scommette sul ruolo che la società di tlc giocherà nella partita per il controllo di Mediaset, con la guerra in corso tra Fininvest e Vivendi.

In Cina crescono i prezzi alla produzione, torna a salire produzione francese

Oggi sono arrivati dati a luci e ombre dalla Cina. Gli analisti hanno apprezzato l'andamento dei prezzi alla produzione, cartina tornasole della performance dell'industria cinese. A dicembre sono aumentati del 5,5% su base annua, il livello più elevato degli ultimi cinque anni. D'altra parte i prezzi al consumo cinesi, invece, sempre a dicembre, hanno rallentato il passo, crescendo del 2,1% su base annua, rispetto al +2,3% di novembre.

Oggi inoltre l'Agenzia di pianificazione cinese, a dieci giorni dall'annuncio ufficiale del Governo di Pechino, ha indicato per il 2016 una stima di crescita del 6,7% del pil, in rallentamento dal 6,9% del 2015. La previsione è in linea con le attese e rientra nella forchetta di crescita 6,5%-7% programmata dalle autorità.

E a proposito di dati macro, oggi è emerso che la produzione industriale francese è tornata a crescere : a novembre, secondo i dati dell'Istituto di statistica Insee, è salita del 2,2%, dopo aver registrato il mese precedente una contrazione dello 0,1 per cento. La produzione manifatturiera ha registrato un incremento del 2,3% (-0,6% in ottobre).

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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