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Ubi Banca, utili a 1,2 miliardi entro il 2020 con le tre good bank

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Ubi Banca, utili a 1,2 miliardi entro il 2020 con le tre good bank

Victor Massiah, amministratore delegato di Ubi Banca (Ansa)
Victor Massiah, amministratore delegato di Ubi Banca (Ansa)

«Non è un bail out, è un deal che verrà chiuso quando le condizioni che abbiamo posto saranno soddisfatte». Così il numero uno di Ubi Banca, Victor Massiah, durante la conference call di presentazione dell'offerta vincolante di tre delle quattro good bank (Popolare Etruria, Banca Marche, CariChieti) nate dal piano di risoluzione di fine 2015, al prezzo simbolico di un euro. Tra le condizioni poste c'è la cessione di 2,2 miliardi di euro di crediti lordi deteriorati da parte dei tre istituti. Ubi si attende utili netti a 1,2 miliardi per il 2020 dall'entità combinata con le tre good bank sulle quali ha deliberato un'offerta vincolante al fondo di risoluzione.

La Borsa ha mostrato di apprezzare, spingendo il titolo Ubi Banca oltre i 3 euro e fino a un massimo di 3,162. Per gli analisti di Equita, i termini sono leggermente meno favorevoli del previsto in termini di capitale, «perché nell'immediato Ubi non può riconoscere il badwill (circa 400 milioni) derivante dall'acquisizione». Post aumento di capitale di Ubi quindi il Cet1 2017 resterà stabile all'11% e dovrebbe aumentare a fine 2020 al 13,5% (contro il 12.8% previsto). Equita ritiene che l'operazione sia neutrale per Ubi in termini finanziari, ma gli analisti restano scettici sul deal dal punto di vista strategico. Un altro broker milanese sottolinea che, secondo la società, la possibilità di contabilizzare il 40%/60% del badwill (400/600 milioni) insieme alle DTa (Deferred Tax Asset) dovrebbe permettere alla società di arrivare a un Cet1 ratio 2020 in area 13,5% (contro il 12,8% fissato nel business plan). «Secondo le nostre stime - scrivono gli analisti - includendo gli utili delle 3 good banks il Rote 2020 dovrebbe attestarsi in area 8% e quindi non ancora in grado di coprire il cost of equity».

Tuttavia l'acquisizione delle tre good bank, secondo l’amministratore delegato, «è coerente con la premessa che abbiamo più volte dichiarato: avere una crescita di valore a due cifre. È un deal che migliora il potenziale sull'economia di scala e viene chiuso con istituzioni che si sono dimostrate forti, difendendo la base di clienti in un momento di crisi importante». La banca lombarda dovrà aspettare la risposta sull'offerta per le tre good bank dal Direttorio della Banca d'Italia, che si riunirà martedì: «Siamo ottimisti che darà risposta positiva, ma al momento dobbiamo parlare di un'offerta vincolante».

«Ubi Banca procederà con il proprio aumento di capitale da 400 milioni il prima possibile», ha poi spiegato agli analisti Massiah, senza dare indicazioni temporali più precise anche perché - ha sottolineato - «non dipende da noi, c'è bisogno di vari passaggi autorizzativi e poi la nostra offerta per le good banks deve essere accettata». L'aumento da 400 milioni si contestualizza nell'acquisizione per le tre good bank. Intanto i consigli di amministrazione di Nuova Banca Etruria, Nuova Banca Marche e Nuova Carichieti, riunitisi fra ieri e oggi, hanno dato le deleghe agli amministratori delegati per procedere con la cessione degli Npl ad Atlante.

«Io sono ottimista su Ubi, poi se sbaglio non so», ha commentato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, in sede di replica davanti alle commissioni Finanze di Senato e Camera, riferendosi all'operazione di acquisto delle tre good bank «Sono convinto - ha aggiunto Padoan motivando la propria valutazione positiva - che alcune operazioni che stanno andando in porto sono importanti per il sistema italiano».

Resta la grande incertezza sulle ripercussioni in termini di occupazione. Nella giornata della presentazione dell'offerta vincolante di acquisto a un euro da parte di Ubi per 3 Good Bank (Marche, Chieti e Etruria) è questo il clima che si respira tra i lavoratori di Nuova Banca Marche. Dichiarazioni ufficiali però nessuna: i sindacati attendono che il 18-19 gennaio il Fondo nazionale di risoluzione approvi l'offerta per dare il via al confronto sull'impatto della «realizzazione di significative economie di scala» e «razionalizzazione della forza lavoro», che potrebbe comportare entro il 2020 un taglio del 30% dei 4.800 dipendenti delle 3 banche.

«Attendiamo il piano industriale: il confronto per noi si apre dalla prossima settimana, se l'offerta verrà accettata», spiegano fonti sindacali. Numeri certi, per ora, non ce ne sono, ma lo scenario più temuto è un taglio di circa 1.700 dipendenti per le tre Good Bank, fino a 800-900 lavoratori per la sola Nuova Banca Marche.

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