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Più vantaggi con il conto Pir se si investe in imprese innovative

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Più vantaggi con il conto Pir se si investe in imprese innovative

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Al fondo comune e alle diverse formule assicurative Pir compliance c’è una terza alternativa che può rivelarsi più economica e, in alcuni casi, presentare anche altri vantaggi. Si tratta del conto Pir che consente al privato di investire direttamente e con le proporzioni previste dalla normativa, mantenendo i medesimi vantaggi dell’esenzione totale dal capital gain alla fine dei cinque anni.

Nel caso in cui si opti per il sistema di risparmio amministrato, l’intermediario, in qualità di sostituto d’imposta, tiene il dossier titoli nel quale finiscono gli strumenti scelti dall’investitore. Ovviamente è molto importante, soprattutto per chi ricorre al “fai da te”, avere grandi competenze sul tema se non si vuole rischiare di “farsi male”. Selezionare i titoli delle giuste società nel mondo delle piccole e medie imprese, soprattutto quelle non quotate, non è un “mestiere per tutti” e si può incorrere in grandi rischi. Nulla vieta che i suggerimenti di acquisto arrivino da un esperto, il consulente e/o il gestore di turno. Ruolo, questo, certamente più attivo quando si ricorre a una gestione nella quale accanto a titoli di Stato, fondi e altro ci possono essere gli strumenti d’investimento riguardanti le medie e piccole imprese.

Ma se si investe nelle azioni (per ora solo azioni e/o eventualmente obbligazioni convertibili al momento della conversione) di Pmi Innovative, al vantaggio fiscale dato dall’esenzione da capital gain, se ne aggiunge un altro. Vale a dire la detrazione del 30% sull’importo investito. Si tratta di una delle novità della Legge di Stabilità che ha aumentato le agevolazioni legate alle Pmi innovative.

«Da un’approfondita analisi delle novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2017, l’Aim Italia risulta il mercato azionario favorito dagli incentivi fiscali sia sul fronte degli investitori istituzionali, in quanto permette la deduzione del 30% dell’investimento sulle Pmi innovative, sia sul fronte degli investitori professionali e retail – spiega Anna Lambiase, ad IRTop –, in quanto il beneficio della detrazione fiscale del 30% si somma all’esenzione da tassazione dei redditi derivanti dagli investimenti effettuati nel Pir». Come spiega Lambiase oggi su Aim Italia le Pmi Innovative sono solo cinque (Fope, MailUp, Digitouch, Dhh ed Energica Motor Company), ma in base a un’analisi condotta da IRTop circa il 70% delle società già quotate potrebbero avere i requisiti per diventarlo. «Aim Italia risulta il mercato azionario delle Pmi sul quale – conclude Lambiase –, se le aziende quotate otterranno la qualifica di Pmi Innovativa, potrà esserci il maggior impatto derivante dagli incentivi e dai Pir. Il lock-up obbligatorio di tre anni per la detrazione fiscale è inoltre coerente con l’orizzonte di investimento di medio-lungo periodo degli investitori di questo mercato. Stiamo già avendo molte richieste da parte di aziende per essere supportate nell’ottenimento dell’iscrizione nel registro speciale».

Quindi, facciamo un esempio pratico per capire meglio. L’investitore all’interno del contenitore fiscale Pir può investire fino a 30mila euro l’anno (150mila euro in cinque anni) con l’obbligo di mantenere questo investimento per cinque anni. Se vuole sfruttare il vantaggio fiscale legato alle Pmi innovative, può investire quindi su titoli di aziende Aim Italia. Poiché c’è un limite alla concentrazione pari al 10% su ogni titolo, l’investimento massimo annuale per singolo azienda è pari a 3mila euro. Così, se il Pir venisse utilizzato per acquistare un portafoglio di 10 aziende Aim Italia che hanno il requisito di Pmi Innovative si otterrebbe annualmente una detrazione fiscale del 30% pari a 9mila euro sull’investimento massimo annuo di 30mila euro.

«Il doppio beneficio della detrazione su Pmi innovative e dell’esenzione da tassazione dei redditi derivanti dagli investimenti effettuati nel Pir, si può cumulare sempre a patto di rispettare i vincoli previsti dalle due diverse normative – aggiunge Andrea Caraceni, ad di Cfo Sim –. Con queste caratteristiche c’è un indubbio vantaggio per l’investitore sia nel caso del dossier titoli, sia che si utilizzi la gestione patrimoniale. In questo momento, però, una soluzione come la gpm, per certi versi più vantaggiosa per gli investitori, è passata in secondo piano rispetto all’azione delle grandi Sgr che cercano di aggiudicarsi con i fondi una buona fetta di questo segmento Pir ad alto potenziale».
@lucillaincorvat

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