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L’operazione da 2,2 mld

Peugeot compra Opel: nasce il secondo gruppo europeo dell’auto. Operazione da 2,2 miliardi

(Afp)
(Afp)

Ora è ufficiale: Peugeot acquisterà il 100% di Opel da General Motors per circa 1,8 miliardi di euro, di cui 1,32 miliardi per l'azienda automobilistica e 450 milioni per il 50% di Opel bank; il restante 50% della banca verrà rilevato da Bnp Paribas, portando il valore complessivo dell'operazione a circa 2,2 miliardi. L'operazione, che darà vita al numero due del settore auto in Europa dopo Volkswagen, è stata presentata in una conferenza stampa a Parigi da Carlos Tavares, presidente e amministratore delegato di Peugeot, e Mary Barra, numero uno di General Motors. Il completamento dell'operazione è previsto entro la fine del 2017 e richiederà l'approvazione dei sindacati e delle varie autorità antitrust.

Le modalità dell’operazione
Peugeot pagherà gli 1,32 miliardi per Opel per metà in contanti (670 milioni di euro) e per 650 milioni in warrant su azioni proprie. Questi ultimi, che rappresentano una diluizione del 4,2% per gli attuali soci, non avranno comunque diritto di voto e potranno essere esercitati in un periodo tra 5 e 9 anni dopo la chiusura dell'operazione. «Gm dovrà comunque rivendere i titoli alla conversione» ha detto il direttore finanziario di Peugeot, Jean Baptiste di Chatillon, e non diventerà dunque socio dell'azienda. Attualmente Peugeot è controllata dallo Stato francese, dalla cinese DongFeng e dalla famiglia fondatrice, ciascuno con il 14% del capitale.

Lo scoglio dei fondi pensione
Per quanto riguarda lo scoglio più grosso sulla strada del negoziato, ovvero il finanziamento del fondo pensioni dei lavoratori tedeschi di Opel e inglesi di Vauxhall, Gm manterrà in carico il grosso degli accantonamenti, escluse le pensioni degli attuali dipendenti di Opel in Germania, e finanzierà inoltre per 3 miliardi le obbligazioni pensionistiche che rimarranno in carico a Peugeot.
L'azienda francese potrà continuare a vendere modelli Opel sviluppati da Gm - compresa la recente Ampera-e elettrica - ma solo nei mercati attualmente “coperti” da Opel e Vauxhall, ovvero sostanzialmente in Europa; su queste vetture non dorà pagare royalties. Le vendite di auto a marchio Opel fuori dall'Europa potranno invece avvenire man mano che le vetture stesse saranno basate su piattaforme Peugeot. “Ciò potrà avvenire fin da subito - ha spiegato Chatillon - per la Crossland X, il crossover medio che Opel lancia al Salone di Ginevra”.

Le sinergie
Peugeot conta di ottenere dall'acquisto di Opel sinergie per 1,7 miliardi di euro l'anno a regime (entro il 2026) di cui 1,1 miliardi entro il 2020; il costo delle misure di ristrutturazione è stimato in 1,6 miliardi. L'obiettivo di redditività di Opel è di raggiungere un margine operativo del 2% sulle vendite del 2% entro il 2020 e del 6% al 2026. Tavares ha ancora una volta rassicurato sul fatto che “verranno rispettati tutti gli impegni presi da Opel sui posti di lavoro” e che “l'ottenimento di queste sinergie non è legato a tagli agli organici”. Ha però lasciato chiaramente intendere che a medio-lungo termine “il futuro di Opel dipenderà dalla sua competitività”.

Centro motori diesel di Torino resta a Gm
Il centro di ricerca sui motori diesel che General Motors ha a Torino resterà nel gruppo americano e non verrà ceduto a Peugeot. Lo ha detto Dan Ammann, numero due del gruppo americano. “Il centro di Torino svilupperà i diesel per le attività di Gm su scala globale - spiega Ammann - e continuerà a lavorare anche per Opel e Vauxhall con dei contratti di fornitura”. Nel centro torinese, nato dopo il “divorzio” tra Gm e Fiat nel 2005, lavorano circa 600 ingegneri; alcuni dei motori diesel sviluppati nel capoluogo piemontese vengono utilizzati anche su vetture vendute negli Usa, come la Chevrolet Cruze diesel lanciata quest'anno.

La più grande operazione da Bmw-Rover
L'annuncio dell'operazione Peugeot-Opel arriva alla vigilia dell'apertura del Salone dell'Auto di Ginevra, una collocazione appropriata per la più grande operazione di M&A infra-europea nel settore auto dai tempi di Bmw-Rover (1994). Carlos Tavares, il 58enne numero uno di Peugeot, potrà avviare da lunedì la sfida più importante della sua carriera, dopo il risanamento lampo che in tre anni gli ha permesso di riportare Peugeot da un rosso miliardario a un utile netto di oltre 2 miliardi di euro, con un margine del 6% sulle vendite. Peugeot-Opel avrà 28 stabilimenti nel Vecchio continente (di cui 15 di assemblaggio) e un totale di circa 125mila dipendenti nel solo settore auto europeo (210mila comprendendo anche le attività extraeuropee di Peugeot e la sua controllata Faurecia, attiva nel settore componenti). I due gruppi sommati hanno venduto nel 2016 4,3 milioni di veicoli a livello mondiale, di cui 3,1 in Europa dove hanno avuto una quota di mercato complessiva nelle auto del 16,6%, oltre a un'ottima posizione nei veicoli commerciali.

I primi contatti 5 anni fa
Il primo approccio fra Gm e Peugeot risale esattamente a 5 anni fa, quando il gruppo americano acquistò il 7% di Psa per sigillare l'alleanza industriale; quest'ultima, concentrata sugli acquisti e sulla condivisione di piattaforme, è ancora in piedi, mentre quella azionaria naufragò dopo più di un anno quando Peugeot, in grave crisi finanziaria, dovette essere salvata dall'intervento dello Stato francese; l'operazione vide allora anche l'ingresso nel capitale della cinese DongFeng (con cui Psa era da tempo in società in Cina).

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