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Unieuro debutta in Borsa con la cedola al 9%

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MATRICOLE

Unieuro debutta in Borsa con la cedola al 9%

Ansa
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Prima matricola dell'anno per Piazza Affari. Debutta oggi Unieuro, società fondata dal padre dell'imprenditore di Eataly Oscar Farinetti nel '67, che però oggi fa capo a un fondo di private equity che, con la quotazione, inizia il processo di disinvestimento per un'operazione impostata più di dieci anni fa rilevando il marchio Marco Polo, una realtà che ai tempi contava su 25 negozi. L'offerta - curata da Citigroup, Credit Suisse e Mediobanca, con UniCredit come joint bookrunner, e riservata esclusivamente agli investitori istituzionali - è stata ridotta nella quantità e nel prezzo rispetto alle previsioni iniziali. Invece di 8,5 milioni di azioni (pari al 42,5% del capitale) si è deciso di collocarne 6,36 milioni, per un flottante del 31,8% che salirà al 35% (requisito richiesto dal segmento Star dove entrerà il titolo) se sarà interamente esercitata la green-shoe. Con ciò, l'offerta risulta coperta 1,6 volte, con un margine di domanda inevasa.

Il prezzo dell'Ipo è stato fissato a 11 euro, sotto il minimo della forchetta indicativa di 13-16,5 euro. Considerato che, a valere sull'esercizio chiuso il 28 febbraio, è stata comunicata la distribuzione di utili per 20 milioni, il dividendo unitario di 1 euro, che sarà staccato a settembre, offre - per quest'anno - un rendimento del 9% sul prezzo dell'Ipo. La capitalizzazione di Borsa iniziale è di 220 milioni.

La società non incasserà nulla dalla quotazione, perché tutte le azioni al mercato sono state messe a disposizione dall'azionista-venditore, la Srl Italian electronics, che fa capo per il 70,5% al fondo di private equity Rhône Capital II, per il 15% a Dixons Retail e per il restante 14,5% alla famiglia Silvestrini e alcuni manager. C'è un impegno di lock-up di 180 giorni, periodo nel quale non potranno essere cedute altre azioni.

Con una rete di 457 punti vendita, di cui 180 negozi diretti, Unieuro ha ricavi che nell'ultimo esercizio completo, a fine febbraio 2016, superavano 1,5 miliardi. Nei primi nove mesi dell'esercizio chiuso al 28 febbraio (i dati di bilancio non sono ancora stati diffusi), cioè al 30 novembre scorso, i ricavi sono stati di 1,198 miliardi, con un utile netto rettificato di 18,4 milioni rispetto al dato contabile di 929mila euro. Va precisato che la distribuzione dei dividendi - per gli anni successivi a quello in corso - sarà pari ad almeno il 50% dell'utile rettificato. Il dato contabile sconta infatti fattori straordinari, che si esauriranno nell'arco di tre anni, quando utili contabili e rettificati si equivaranno.

Il margine Ebitda rettificato, oggi del 3,2% sui ricavi, non è disallineato rispetto al settore, ma l'obiettivo è di migliorare la redditività in parallelo con la crescita del fatturato, da realizzare anche con acquisizioni. Considerato che il mercato in Italia è ancora molto frammentato - i primi tre operatori hanno, insieme, una quota di mercato del 59% contro per esempio l'88% del Regno unito - Unieuro, che ha una quota del 18%, si propone come polo consolidatore su base, realisticamente, nazionale.

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