Finanza & Mercati

Arbitrati richiesti dagli investitori: pronte le regole

  • Abbonati
  • Accedi
banche in crisi

Arbitrati richiesti dagli investitori: pronte le regole

Il Collegio arbitrale Anac, che verrà attivato per accogliere i ricorsi degli obbligazionisti subordinati delle 4 banche poste in “risoluzione” nel novembre del 2015, sarà composto da un presidente (il presidente Raffaele Cantone o un suo delegato) e due componenti scelti, rispettivamente, dal presidente del Consiglio e dal ministro dell’Economia tra persone di «comprovata imparzialità, indipendenza, professionalità e onorabilità».

La scelta potrà cadere anche su magistrati ordinari, amministrativi, contabili e avvocati dello Stato in pensione da non più di due anni. Per ogni componente verrà poi scelto un supplente e, se saranno molti i ricorsi di chi punta a un rimborso fino al 100% di quanto perduto (rinunciando così alla strada del forfait all’80%), si potranno nominare altri collegi.

È quanto prevede il Dpcm che regola i criteri di nomina e le modalità operative dei collegi arbitrali promessi ben 17 mesi fa dal precedente Governo. Il testo, acquisiti i pareri delle commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato, ha incassato ieri il via libera definitivo del Consiglio dei ministri.

Nella nuova versione è stata estesa la definizione di «investitore» tutelato che consente il ricorso alla procedura arbitrale al coniuge, al convivente more uxorio e ai parenti entro il secondo grado in possesso degli strumenti finanziari a seguito di trasferimento con atto tra vivi.

La camera arbitrale Anac dovrà fissare, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del Dpcm, le linee guida e la valutazione della sussistenza o meno delle violazioni degli obblighi informativi lamentati dai ricorrenti sulla base delle norme previste dal Testo unico della finanza. E il ministero dell’Economia, con un ulteriore decreto, fisserà i compensi degli arbitri, che saranno a carico del Fondo di solidarietà e liquidati dal Fondo interbancario di tutela dei depositi, che ne è il gestore.

Se il processo di costituzione dei collegi arbitrali fa un nuovo, timidissimo, passo avanti, dal fronte degli indennizzi forfettari non giungono notizie di grande speditezza d’esecuzione. La scorsa settimana, rispondendo a un’interrogazione parlamentare, il sottosegretario Pier Paolo Baretta ha spiegato che il totale delle pratiche presentate a fine gennaio era di 15.130 (numerosissime le “contestazioni”), quelle liquidate al 31 marzo 6.239, quelle al vaglio 8.258, mentre 168 sono stati i ricorsi respinti. A fine marzo gli indennizzi effettivamente rimborsati sono arrivati a 77,47 milioni di euro. Ai tempi delle “risoluzioni” delle 4 banche regionali l’Economia aveva indicato in 10.559 i clienti che avevano investito i propri risparmi in strumenti subordinati (l’1% su oltre un milione di clienti) per un controvalore complessivo di 329,2 milioni di euro.

© Riproduzione riservata