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Carige, via libera alla cessione di 950 milioni di Npl

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Carige, via libera alla cessione di 950 milioni di Npl

  • –Raoul de Forcade

Banca Carige ha dato il via libera alla cessione, entro giugno, di 950 milioni di non performing loans e alla definizione degli advisor bancari che l’asssietranno nella creazione del consorzio di garanzia per l’esecuzione dell’aumento di capitale, che probabilmente scivolerà verso l’autunno, e nella creazione del veicolo in cui racchiudere gli altri Npl della banca (di un valore di circa 2,4 miliardi).

Ieri il cda dell’istituto di credito genovese, votando queste delibere all’unanimità, ha fatto un passo avanti sul percorso tracciato dall’ad Guido Bastianini e sancito dal piano industriale 2016-2020 approvato lo scorso 28 febbraio.

In particolare, il consiglio, spiga una nota di Carige, ha dato l’ok alla «cessione, da concludere in tempi brevi e comunque entro il 30 giugno 2017, di un portafoglio di crediti non performing di circa 950 milioni, ad un valore almeno in linea con le previsioni di piano, ad un veicolo di cartolarizzazione con utilizzo della garanzia dello Stato italiano sulla tranche senior (Gacs)».

La previsione era che il valore degli Npl ceduti arrivasse almeno al 30% del loro valore nominale (il fondo Apollo, in precedenza, aveva offerto di acquistarli al 17%circa), sulla falsariga di quanto ottenuto dall’altra banca italiana che ha avviato questo percorso, cioè la Popolare di Bari. Fonti vicine al dossier, peraltro, confidano in una percentuale migliore di quella strappata dalla popolare perché, dicono, «la qualità del credito di Carige appare di standing più elevato».

Il cda ha inoltre esaminato, aggiunge la nota, «le proposte di cinque primarie banche di standing internazionale e ha conferito mandato all’ad per la finalizzazione degli incarichi per l’assistenza nell’attività di definitiva strutturazione ed esecuzione delle operazioni di aumento di capitale e di scissione del ramo d’azienda comprensivo del residuo portafoglio di sofferenze».

Toccherà ora a Bastianini, dunque, vagliare le proposte delle cinque banche che hanno manifestato il loro interesse per l’operazione Carige e scegliere quelle che riterrà più idonee all’incarico: presumibilmente saranno due. Nelle scorse settimane erano emersi diversi nomi, tra i quali Credit Suisse e Citibank, mentre sembra essere tramontata l’ipotesi Imi.

I soggetti scelti seguiranno la costituzione del consorzio di garanzia per l’aumento di capitale e anche la strutturazione del veicolo. Questo fa presumere che l’aumento di capitale di Carige (previsto di 450 milioni) non arriverà in tempi brevissimi ma entro l’autunno. Del resto, Bastianini, durante l’ultima assemblea degli azionisti, aveva detto che l’operazione di aumento di capitela sarebbe avvenuta «a cavallo dell’estate».

Ora, dunque, per Carige si apre un precorso tecnico-finanziario che porterà alla definizione sia del consorzio di garanzia per l’aumento sia dell’iter di scissione di ramo d’azienda per il nuovo veicolo. Tutto poi tornerà al cospetto del cda, che si riunirà il 9 maggio per l’approvazione della trimestrale, ma esaminerà le delibere relative all’aumento, e alla convocazione dell’assemblea per approvarlo, in una successiva seduta, probabilmente a fine maggio.

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