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Fca scivola in Borsa sul calo delle vendite Usa

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Fca scivola in Borsa sul calo delle vendite Usa

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Le vendite di auto Fiat Chrysler negli Usa sono calate del 7% nel mese di aprile, a 177mila unità dalle 190mila dello stesso mese del 2016. Nei primi quattro mesi dell’anno le consegne sono diminuite dell’8% a 691mila unità (da 750mila). Tra i marchi del gruppo italo-americano, bene i pick up di Ram (+5%) e l’Alfa Romeo, che grazie alla Giulia ha aumentato le consegne da 59 a 677 unità (poco meno di 1.800 nel quadrimestre); in crescita anche Maserati (da 1.066 a 1.265 unità ad aprile). In calo Jeep (-17%), Chrysler e Dodge (-3% per i due marchi) e Fiat (-18% nel mese e -13% da inizio anno).

Una parte significativa del calo di aprile viene dalle vendite a flotte (scese del 21%) ed è dovuta «alla strategia di ridurre le vendite ai noleggi di breve termine»; le vendite al dettaglio sono diminuite del 3% a 146.800 unità. Il titolo Fiat Chrysler Automobilesin Borsa, che già perdeva oltre l’1% prima dell’annuncio, dopo la diffusione dei dati è scivolato fino a un -4,5% scendendo sotto quota 10 euro.

In calo anche le rivali
Il calo delle vendite e quello in Borsa coinvolgono anche le altre due big di Detroit. General Motors alle 17 cede oltre il 3% a Wall Street dopo che le sue vendite di auto e light truck sul mercato Usa sono diminuite del 6% ad aprile; Ford è in ribasso del 3,7% su una riduzione del 7% delle consegne. Il calo di tutti i costruttori è in parte giustificato da un giorno lavorativo in meno rispetto all’aprile 2016, ma il rallentamento anche di Toyota (numero tre negli Usa)  conferma un raffreddamento della domanda che preoccupa gli investitori.

Aumentano le scorte
Secondo la società di consulenza J.D. Power le case automobilistiche fanno ricorso a sconti generosi per sostenere la domanda, ma le scorte continuano a salire: «I concessionari Usa hanno in media 70 giorni di scorte - afferma -, il livello più alto dal 2009». «Con la domanda al dettaglio ferma e le scorte a livelli record, i costruttori sono di fronte alla difficile scelta fra il concedere forti sconti e tagliare la produzione» dice Deirdre Borrego, general manager della sezione automotive data di J.D. Power.

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