Finanza & Mercati

La Guardia di finanza negli uffici di Ferrovie Nord Milano

  • Abbonati
  • Accedi
ipotEsi reati finanziari

La Guardia di finanza negli uffici di Ferrovie Nord Milano

Acquisizione di atti da parte della Guardia di finanza negli uffici di Ferrovie Nord Milano. A confermarlo sono stati i vertici della stessa società quotata e controllata dalla Regione Lombardia con il 57,57% e partecipata da Ferrovie dello Stato con il 14,74 percento. Fnm è la holding della società Trenord, presieduta da Andrea Gibelli, che si occupa di gestire il trasporto su ferro della Regione Lombardia, e che in questi ultimi mesi ha avuto un’espansione anche in altri territori (ci sono state ad esempio l’acquisizione di quote della partecipata del trasporto veronese e dell’interporto di Genova).

Negli ultimi anni - con i precedenti vertici - è stata oggetto di un’inchiesta sulle spese personali ai danni dell’azienda; lo scorso anno è stata avviata un’altra inchiesta, di cui il processo è ora alle prime battute, relativamente ad una presunta infiltrazione mafiosa di una società subappaltante nei lavori per il collegamento tra il primo e il secondo terminal dell’aeroporto di Linate (inserito nel dossier Expo e terminato da poco). Questi procedimenti riguardano reati contro la pubblica amministrazione.

In questo caso potrebbe esserci un approfondimento in corso per reati finanziari o legati all’andamento del titolo. La holding Fnm in questi ultimi mesi è stata al centro dell’attenzione per l’ipotesi di fusione con Atm e Fs, per dare vita ad un unico polo più efficiente in Lombardia e a Milano. Da mesi si susseguono riunioni tecniche con rappresentanti delle varie istituzioni e delle società: Comune di Milano e Regione Lombardia insieme a Fs e Fnm. Ci sarebbero già le prime valutazioni industriali di un gruppo da oltre 2 miliardi di ricavi, almeno 700 milioni di potenziali investimenti e 15mila dipendenti. Questa ipotesi ha trovato, dal punto di vista politico, sostenitori in Regione e diverse contrarietà in Comune, mentre Fs ha sempre rivendicato il diritto di avere un ruolo di controllo.

Lo scorso febbraio il gruppo Fnm ha confermato l’esistenza di «analisi e valutazioni preliminari in merito alla fattibilità di un’eventuale operazione di integrazione», precisando che «gli sviluppi verranno comunicati al mercato con le modalità e i termini di legge». Il giorno 14 febbraio il titolo Fnm è stato sospeso in Borsa per eccesso di rialzo. Il giorno precedente, il 13 febbraio, era stato il presidente Gibelli, in un’intervista rilasciata all’agenzia Mf-Dowjones, a spiegare che il progetto si sarebbe realizzato entro giugno.

Nello stesso momento c’era invece cautela da parte del Comune, che comunicava di non aver ancora definito il dossier e di non aver preso posizione sull’ipotesi di fusione.

© Riproduzione riservata