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BlackRock cresce, ma non batte le stime

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BlackRock cresce, ma non batte le stime

  • –Riccardo Barlaam

BlackRock aumenta asset gestiti, fatturato e utile netto, ma meno del previsto e va giù in Borsa. Nel secondo trimestre la società d’investimento, prima al mondo per asset gestiti, ha deluso le aspettative degli analisti, nonostante i passi avanti. Gli asset sono aumentati del 16%, a 5.690 miliardi di dollari. La società ha riportato utili netti per 857 milioni di dollari, in rialzo dell’8,6%, aiutati dall’aumento delle commissioni. Il fatturato è salito del 6% a 2,97 miliardi di dollari, sotto i 2,99 miliardi previsti. Gli investimenti azionari hanno registrato uscite nette di capitale per 600 milioni di dollari. Gli investimenti nel reddito fisso hanno invece riportato ingressi netti per 7,1 miliardi di dollari. L’indice societario sugli ETF ha messo a segno un record ingressi netti di capitale di lungo termine per 73,8 miliardi, compresi 51,8 miliardi di dollari nell’azionario e 21 miliardi nel reddito fisso. Ingressi però che non si sono tradotti nell’aumento del fatturato r sperato dagli analisti. Tuttavia, dal 2007 BlackRock ha più che triplicato gli asset gestiti. Passando da 1.300 a 5.690 miliardi di dollari attuali. Nell’ultimo anno fiscale (chiuso a dicembre) il fatturato era stato sempre in leggero calo rispetto alle attese: 11,2 miliardi di dollari (-2%) per il minore rendimento di equity e prodotti alternativi. Sulla scia anche il calo degli utili netti- 3%, a 3,2 miliardi di dollari. Da inizio anno, in ogni caso, a Wall Street, le azioni di BlackRock hanno guadagnato l’11,49%, con una capitalizzazione di mercato di circa 69,2 miliardi. Ieri il titolo ha perso oltre il 3% dopo la diffusione della trimestrale sotto le stime.

Il 66% del fatturato di BlackRock arriva dal mercato americano, il 30% dall’Europa e il 5% dall’Asia Pacifico. La società ha 70 uffici in 30 paesi. E ha clienti e investimenti in oltre 100 nazioni: suoi investimenti sono nel 90% delle prime 100 aziende mondiali (presenti nell’indice di Fortune 100). Ma i suoi clienti sono per lo più istituzioni e grandi società: organizzazioni sovranazionali, governi, banche centrali, fondi pensione, fondi sovrani, compagnie assicurative, fondazioni e charities.

Sempre in tema di società finanziarie, l’americana KKR rompendo con la tradizione del settore del private equity in cui i piani di successione restano segreti fino all’ultimo, ha per la prima volta indicato i successori dei suoi fondatori Kohlberg, Kravis e Roberts. Si tratta di due quarantenni, Scott Nuttall e Joseph Bae, entrati nella società newyorchese vent’anni fa, promossi ieri co-presidenti e co-direttori operativi e cooptati nel cda.

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