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Se Cattaneo vale oltre 400 dipendenti della sua ex Telecom Italia

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Se Cattaneo vale oltre 400 dipendenti della sua ex Telecom Italia

(ansa)
(ansa)

Quei 25 milioni incassati in un colpo solo ne fanno il recordman assoluto delle maxi-liquidazioni aziendali. Non tanto per la cifra in sè, ma per l’intensità. Quel bonus incassato da Flavio Cattaneo per l’uscita da Telecom Italia si è prodotto in soli 15 mesi di lavoro. Fanno 1,66 milioni al mese o se volete 55mila euro per ogni giorno che l’ex ad del gigante telefonico ha passato seduto sulla sua scrivania.

Si dirà che è il mercato, bellezza. Cattaneo ha prodotto risultati, c’era un contratto che prevedeva cifre di quell’entità. Qualcuno quel contratto l’ha prima firmato poi ne ha dato seguito. Nulla di illecito per carità.

Resta sulla carta quel numero che letto così non può che fare impressione. Basti raffrontarlo con il costo del lavoro complessivo del gruppo Telecom. I 57mila dipendenti nel 2016 sono costati 3,1 miliardi di euro con un costo pro-capite di poco meno di 60mila euro l’anno. È come se con la maxi-buouscita da 25 milioni il solo Cattaneo valesse quanto a remunerazione il costo di oltre 400 dipendenti della sua ex azienda. Le statistiche dicono che in media un manager può arrivare a valere 100 volte la remunerazione pro-capite di un normale dipendente . Qui siamo a 4 volte tanto. Di cifre già per sè esorbitanti.

Cattaneo, dalla sua, porta i risultati aziendali a giustificare il ricco emolumento. Ed è giusto sia così. Nel capitalismo di mercato le cifre dovrebbero per logica essere valutate sulla base delle performance, della cosiddetta creazione di valore. Se ne produci tanto e viene distribuito agli stakeholder allora anche quei 25 milioni possono essere del tutto congrui.

Da questo punto di vista Cattaneo ha le sue buone ragioni. Sotto la sua gestione gli indicatori di performance sono migliorati senza dubbio. A giorni avremo i dati della semestrale che confermeranno il buon lavoro dell’ex ad. Buon lavoro che si era già palesato con l’ultima trimestrale.

Vediamola. Da marzo 2016 (Cattaneo è salito sulla tolda di comando ad aprile) a marzo 2017 i ricavi del gruppo sono saliti del 2,6% in crescita di 120 milioni. Meglio ancora la redditività industriale salita in 12 mesi dell’8% con un progresso di 150 milioni secchi e con un rapporto tra Mol e ricavi tornato a salire sopra il 40% e attestatosi a 41,8%. Debito netto sotto controllo a 25 miliardi e flussi di cassa operativi che sono saliti di oltre 300 milioni in soli 12 mesi di cura Cattaneo.

Se la si guarda così quei 25 milioni sono stati ben guadagnati. Anche se buona parte dello sforzo di miglioramento è finito sulle spalle dei dipendenti. Cattaneo che ha fama di ristrutturatore (ha compiuto il turnaround di Ntv e ha fatto bene in Terna) ha agito da subito sul costo del lavoro.

La voce di salari e stipendi è calata in 12 mesi, da marzo 2016 a marzo 2017, di ben 88 milioni portando il peso del costo del lavoro sui ricavi dal 19% al 15,8%. Buona parte del miglioramento dell’Ebitda arriva proprio dal taglio del costo del lavoro. Anche qui si può discutere . Cattaneo costato 25 milioni ne ha fatti risparmiare 88 milioni sulla pelle dei 50mila lavoratori Telecom.

Ma al di là del giudizio (aperto) sulla compatibilità economica del trattamento riservato a Cattaneo e in genere ai grandi manager e al giudizio un (po’ meno aperto) sul piano etico, resta il nodo dei contratti d’oro ai manager.

Quello di Cattaneo a leggere la relazione sulla remunerazione della gruppo Telecom pare un invito a nozze. Poco rischio molta resa a prescindere dai risultati.

Forse non si sa, ma Cattaneo non solo aveva la buonuscita d’oro già blindata, ma ha avuto anche la buon entrata. È succecco con Iorio alla Popolare di Vicenza, la buon entry l’aveva anche l’ex ad di Telecom. Cattaneo al momento dell’assunzione come ad (12 aprile 2016) si è visto riconosciuti 2,5 milioni di euro come bonus d’ingresso motivato «dalla perdita di opportunità». Cattaneo inoltre godeva di un emolumento fisso annuo lordo di 1,4 milioni, cui si è aggiunta una componente variabile di altri 1,4 milioni. In più c’erano le azioni telecom. Stock option per 4,4 milioni con un prezzo d’esercizio a 0,99 euro. Come informa il documento, avendo Cattaneo raggiunto gli obiettivi del 2016, a marzo del 2017 gli è stato riconosciuto un bonus per ben 9,34 milioni di euro lordi.

Sarebbe bastato questo a rendere più che remunerativa l’avventura di pochi mesi nel gruppo telefonico. Ma alla fine grazie anche allo Special Award , inventato da Telecom per motivare i suoi manager, ecco che quei 15 mesi di permanenza sulla tolda di comando hanno reso molto di più. Venticinque milioni che da ieri rendono Cattaneo ancora più ricco di quanto lo era già.

Ora per Telecom tocca sottrarre dagli oltre 80 milioni tra taglio di stipendi ed esuberi subiti dal personale i 25 milioni ricevuti in un colpo solo dal suo ex ad.

Il risultato sorprendente della cura sui costi sarà un po’ meno strepitoso.

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