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«Hera, le fusioni non sono finite»

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«Hera, le fusioni non sono finite»

  • –Tiziana Montrasio

Presidente Tommasi, tutte le aziende del settore puntano a rafforzarsi con le aggregazioni, ma solo voi avete condotto in porto ben 22 operazioni che hanno trasformato Hera in un colosso da 4,5 miliardi di ricavi. Avete ancora margini per crescere?

L'M&A rappresenta una costante nella nostra pianificazione strategica e nel nostro track record. Tutti questi processi, a partire dalla grande fusione iniziale che ha dato vita ad Hera, hanno seguito prevalentemente una logica di contiguità territoriale, essendo le attività basate su reti - gas, acqua ed elettriche - con sinergie crescenti quanto maggiore è la loro interconnessione. Basti pensare che a meno di 5 anni dalle fusioni, abbiamo aumentato il Mol delle aziende fuse in media del 25%. In linea con il nostro track record, puntiamo a proseguire su questa strada con un contributo atteso in arco piano di circa 100 milioni di euro alla crescita del Mol di gruppo.

Negli anni in cui il settore era travolto dal risiko delle aggregazioni e anche Hera era tirata per la giacchetta, voi difendevate la strategia di crescita per ‘piccoli passi'. Alla fine la vostra semina sembra aver dato buoni frutti, come recita anche l'ultima semestrale.

Dopo 15 anni di crescita continua, per linee organiche ed esterne, che hanno permesso al nostro gruppo di quadruplicare il margine operativo lordo, puntiamo a un ulteriore miglioramento dei risultati, con l'ambizione di arrivare a superare il miliardo di Mol nel 2020 e di generare flussi di cassa in crescita per auto finanziare gli investimenti, un aumento del dividendo dell'11% in arco piano e un ulteriore rafforzamento della solidità finanziaria. Obiettivi supportati dai risultati già raggiunti a fine 2016 e nei primi sei mesi di quest'anno, in alcuni casi superiori alle stesse attese degli analisti. Al 30 giugno il Mol ha raggiunto 505,9 milioni di euro, in crescita del 7,6%, e l'utile netto per gli azionisti è cresciuto di oltre il 16%, a quota 141 milioni, con positivi flussi di cassa che hanno permesso di finanziare la distribuzione annuale dei dividendi e le recenti operazione di M&A.

In quale dei settori contate di crescere ancora, dopo la recente acquisizione della trevigiana Aliplast?

Guardiamo con interesse ai mercati liberalizzati della vendita di energia e del trattamento dei rifiuti, settori con occasioni interessanti nei quali abbiamo realizzato in poco più di un anno sei operazioni: nell'ambiente, oltre ad Aliplast, abbiamo acquisito Geo Nova, Waste Recycling e il ramo impianti di Teseco, mentre nell'area energia sono entrate nel nostro perimetro Julia Servizi e Gran Sasso. Le opportunità emergono quando un imprenditore decide di uscire dal proprio business e, visto l'elevato numero di aziende operanti nei settori di nostro interesse, pensiamo che ne possano arrivare altre nei prossimi anni.

Vi aspettate segnali importanti anche dal fronte normativo che possano agevolare ulteriori aggregazioni nel vostro settore?

In Italia c'è ancora una frammentazione di aziende multiutility molto superiore a quella di qualsiasi altro Paese europeo, per spingere le partecipate pubbliche ad aggregarsi sarebbe auspicabile un segnale forte sul piano normativo rappresentato dalla piena applicazione del Decreto Madia. Questa consentirebbe peraltro l'assegnazione tramite gara anche delle concessioni già scadute delle attività di raccolta e spazzamento delle strade, gare che il gruppo Hera auspica da tempo per superare finalmente la già richiamata frammentazione, l'incertezza dell'attuale assetto delle gestioni, anche attraverso una maggiore omogeneizzazione. Senza dimenticare il possibile trasferimento all'Aeegsi delle competenze sull'ambiente che garantirebbe lo sviluppo di una regolamentazione efficace nell'ultima delle attività regolate rimaste senza un riordino ormai necessario.

Il vostro piano industriale al 2020 proietta un Mol superiore a 1 miliardo di euro e investimenti per circa 2,5 miliardi di euro, quali sono le highlight industriali?

Efficienza, innovazione e sostenibilità sono alcuni temi chiave del nostro piano industriale sviluppato nell'ambito dei nuovi trend legati a Industria 4.0, Economia Circolare e Customer Experience. Intendiamo continuare a promuovere uno sviluppo fondato su un bilanciato mix tra crescita organica e per linee esterne. Per la crescita interna puntiamo innanzitutto sulle maggiori efficienze, grazie a numerose attività messe in campo, e promuoviamo l'espansione nel trattamento dei rifiuti e nei mercati della vendita di energia con l'obiettivo di raggiungere 2,4 milioni di clienti energy al 2020. La crescita organica, che ha contribuito con circa 30 milioni di euro all'aumento medio annuo del Mol di Hera a partire dalla sua fondazione, nel piano industriale al 2020 trova conferma in una serie di progetti che prevedono l'innovazione di processi, impianti e modalità operative in ogni ambito di azione del gruppo. Un esempio è la recente partnership con Baker Hughes di General Electric per il recupero di energia, la riduzione dei consumi e la maggiore efficienza sulle nostre reti di distribuzione del gas.

Nella distribuzione gas le gare proseguono a rilento, ma è un appuntamento chiave per Hera e i suoi competitor

Siamo il terzo maggiore operatore del Paese e in arco piano puntiamo a consolidare la nostra posizione aggiudicandoci le prossime gare negli ambiti in cui già oggi possediamo una quota maggioritaria. Il livello di competizione sarà sicuramente elevato. Oggi ci sono oltre 200 operatori nella distribuzione del gas, secondo le nostre previsioni dovrebbero rimanerne circa una ventina dopo l'assegnazione delle gare. Ci aspettiamo prevalentemente concorrenti di piccole dimensioni, ma siamo pronti a competere anche con operatori più grandi, forti della profonda conoscenza maturata nei territori specifici.

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