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Mps, i fondi restano nel capitale Al lavoro su una lista per il board

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Mps, i fondi restano nel capitale Al lavoro su una lista per il board

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Al Tesoro, forte del 70% del capitale, andrà senz’altro la maggioranza dei consiglieri che siederanno nel nuovo board di Mps. Ma non tutti. Generali, con il 4,3%, ha fatto intendere che si porrà come socio attivo, peraltro facendo trapelare che il supporto alle scelte del management non è scontato, e sta lavorando a una lista di minoranza. Ma anche i fondi vogliono avere voce in capitolo e puntano a farsi largo nel nuovo board che sarà eletto dall’assemblea delle prossime settimane.

La presenza degli istituzionali esteri vale più del 20% del capitale post-burden sharing, e comprende alcuni dei nomi noti tra gli investitori globali, da Blackrock a Vanguard, da Dimensional al fondo dei pensionati pubblici californiani, Calpers. Tutti avevano in mano alcune decine di milioni di bond subordinati della banca, e dopo la conversione forzosa si sono ritrovati (di nuovo) esposti sull’equity. Alcuni, per lo più gli hedge, a cui Bloomberg assegna una quota vicina all’1%, avrebbero già predisposto la loro exit strategy non appena il titolo tornerà a essere scambiato a Piazza affari, probabilmente tra un paio di settimane. Altri, secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore, sono intenzionati a rimanere nel capitale di Rocca Salimbeni, e per questo avrebbero manifestato al Tesoro e alla banca l’auspicio di avere uno o più rappresentanti nel nuovo board.

Con Via XX Settembre il canale è sempre aperto, con la banca, invece, i contatti sarebbero stati presi nei giorni scorsi, durante il road show che ha visto il ceo Marco Morelli presentare strategie e target della banca prima a New York e poi a Londra. Oltremanica il manager ha fatto tappa anche all’Annual conference di BofA Merrill Lynch, incrociando tra gli altri anche lo stesso Philippe Donnet. Come si evince dalla presentazione pubblicata sul sito della banca, agli investitori Morelli ha ricordato il nuovo punto di partenza in cui si trova il gruppo, forte di un Cet1 al 15,4%, gli obiettivi al 2021 (utile netto oltre il miliardo e costo del rischio a 58 punti base) così come la rinnovata spinta all’attività commerciale: ai 10 miliardi di raccolta del primo semestre si vuole ora affiancare la ripresa degli impieghi, come il vertice ha ribadito ai dipendenti incontrati nelle settimane scorse in un tour di più tappe.

Le due cose, ovviamente, vanno di pari passo: quanto più la banca è considerata in grado di portare avanti il suo turn-around, tanto più gli investitori hanno interesse a rimanere. Per ora, certo, sono reduci da una doppia batosta (prima la conversione forzosa e poi l’ingresso a sconto dello Stato), ma con il ritorno a Piazza affari - attualmente previsto per metà mese - si ritroveranno con azioni oggi valutate intorno ai 4-5 euro, dunque in linea con i multipli di banche come BancoBpm o Bper; rispetto a queste ultime, però, Mps è stata alleggerita degli Npl e irrobustita nel capitale, dunque le prospettive di ripresa potrebbero esserci.

Di qui, appunto, la scelta di rimanere almeno per ora nel capitale, e di piazzare qualche rappresentante in cda. Ciò a cui punterebbero è una lista di minoranza, come quella a cui sta lavorando Generali: possibile ma non probabile che tra i soci privati si converga su una sola formazione, diversamente si andrà alla conta. Con un’incognita determinante, cioè le regole che saranno fissate dal nuovo statuto sottoposto ai soci prima del voto. I consulenti del Tesoro hanno già formulato diverse proposte, l’obiettivo di Via XX Settembre - secondo quanto si apprende - è quello di offrire al mercato un benchmark in fatto di corporate governance, ma sugli spazi destinati alle minoranze nulla è ancora deciso; probabile, si apprende, che il cda rimanga di 13 componenti, con 9-10 posti assegnati alla maggioranza e gli altri alla minoranza (o alle minoranze nel caso in cui si mantenga la possibilità di più formazioni rappresentate). La scelta verrà compiuta nei prossimi giorni, cioè quando il cda - ormai pronto alle dimissioni - convocherà l’assemblea, prevista per la seconda metà di novembre.

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