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Vivendi-Mediaset, via ai negoziati

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Vivendi-Mediaset, via ai negoziati

(Reuters)
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Trattative al via tra Mediaset e Vivendi, nel tentativo di porre fine alla lite che contrappone i due gruppi dall’estate dello scorso anno quando stato disatteso il contratto per il passaggio della pay-tv Premium sotto le insegne francesi. Per la prima volta sono coinvolte direttamente le strutture aziendali. In campo, a quanto risulta a Il Sole-24Ore, sceso infatti il capo del legale della media-company transalpina Frdric Crpin, che siede anche nel consiglio Telecom. Dall’altra parte, il Biscione schiera l’avvocato d’affari Sergio Erede. Ci sono stati gi incontri tra i due fronti, per ora ancora in una fase iniziale. Sul tavolo la joint Canal Plus-Tim che potrebbe allargarsi a Mediaset e la discesa di Vivendi nel capitale di quest’ultima per lo meno entro il tetto del 10%. Se si riuscir a trovare la quadra, il “trattato di pace” dovr per ottenere anche la benedizione dell’Agcom. Tempi stretti per il negoziato che si dovr concludere, nel bene o nel male, entro l’anno.

Sul tavolo sono destinate a finire la joint Canal plus-Tim e la discesa di Vivendi nel capitale Mediaset, nel primo tentativo concreto di porre fine alla lite che ha diviso su Preium il gruppo che fa capo a Vincent Bollor e quello che fa capo a Silvio Berlusconi. A quanto risulta a Il Sole-24Ore i contatti, finora confinati nell’ambito dei consulenti legali, sono entrati infatti in una fase nuova, coinvolgendo per la prima volta le strutture aziendali. Dalla parte dei francesi, a tirare le fila dei negoziati sceso recentemente in campo Frdric Crpin, il capo del legale di Vivendi che siede anche nel board Telecom.

Crpin affiancato dall’avvocato Giuseppe Scassellati, partner dello studio Cleary Gottlieb, che ha seguito la pratica fin dall’inizio. Alla schiera dei legali della media company transalpina - Filippo Modulo dello studio Chiomenti si occupato dei rapporti con l’Antitrust Ue e ora anche del versante golden power - , si aggiunto ultimamente anche il nipote del giurista Giuseppe Tesauro, Claudio, che non solo presidente di Invitalia (l’agenzia ministeriale che sta sopra a Infratel), ma anche partner dello studio BonelliErede. Per quanto si tratti di un consulente molto ascoltato dal presidente Telecom, nonch ceo di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, non risulta che Tesauro sia coinvolto al tavolo del negoziato con Mediaset, che dalla parte del Biscione vede schierato in prima persona il titolare dello studio, Sergio Erede, affiancato dal capo del legale dell’azienda televisiva Pasquale Straziota.

I contatti tra le due formazioni sono gi stati avviati e - se si riuscir a trovare la quadra - l’accordo sar probabilmente suggellato dai referenti ultimi dei due gruppi, il presidente-azionista di Vivendi, Vincent Bollor e il fondatore di Mediaset Silvio Berlusconi. No comment da entrambe le societ perch i negoziati, a quanto risulta, sono ancora in una fase iniziale. I tempi per sono stretti per il tentativo di ricomposizione che coinvolge, da una parte, il piano industriale - la collaborazione a tre, con Tim, nei contenuti - e, dall’altra, il piano finanziario - la ritirata di Vivendi nel capitale di Mediaset. L’asta dei diritti per la Serie A infatti prevista a fine anno e alla vigilia di Natale, il 19 dicembre, si terr l’udienza sul mancato rispetto del contratto su Premium davanti al giudice del Tribunale di Milano, Vincenzo Perozziello, che ha invitato a esperire un tentativo di ricomposizione.

“L’ipotizzata joint 20% Canal Plus e 80% Tim ha ottenuto dal cda della compagnia telefonica l’ok a essere finalizzata”

 

L’ipotizzata joint 20% Canal Plus e 80% Tim - per la quale gi stato siglato un term sheet che assegna ai francesi la responsabilit dei contenuti - ha ottenuto dal cda della compagnia telefonica l’ok (a maggioranza) a essere finalizzata. Cos com’, per, il progetto nasce monco: Telecom non ha n struttura n competenze a riguardo, Canal plus non ha contenuti “italiani” da offrire. Mediaset potrebbe fornire quelle competenze e quei contenuti che oggi mancano. Un accordo sul piano industriale non potrebbe tuttavia prescindere da un’intesa “riparatoria” sulla scalata, che dovrebbe ottenere necessariamente il benestare dell’Agcom. Da una parte escluso che Fininvest-Mediaset accettino il socio “ingombrante” col 30%, dall’altra l’Authority delle comunicazioni non potrebbe autorizzare un’alleanza a tre in violazione del Tusmar. Considerato che Mediaset ha gi approvato un buy-back fino al 10% del capitale e che Fininvest avr ancora qualche margine di manovra, non escluso che una parte delle azioni dei francesi possa essere assorbita dallo stesso gruppo Berlusconi. Per la legge, basterebbe che Vivendi restasse sotto al 10%, mentre per la parte rimanente strumenti come il bond convertendo o l’equity swap potrebbero aiutare a limitare i danni da realizzo. Sempre ammesso che i due contendenti si convincano a sotterrare l’ascia di guerra e che si arrivi davvero a firmare il trattato di pace.

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