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Mediobanca macina utili. Nagel, stretta Bce su Npl è un'opportunità

L'a.d. di Mediobanca Alberto Nagel
L'a.d. di Mediobanca Alberto Nagel
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Conti sopra le attese, titolo in rialzo in Borsa e un plauso alla Bce per le nuove regole sui crediti deteriorati. Mediobanca archivia così il primo trimestre dell'esercizio 2017-2018, con un utile netto di 300,9 milioni, in rialzo dell'11,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Molto meglio delle attese del mercato, che erano in media per profitti di 260 milioni. Mediobanca prende poi una posizione relativamente controcorrente rispetto al mondo bancario italiano: le nuove misure Bce sugli Npl rappresentano «un'opportunità », ha detto l'a.d. Alberto Nagel, sia per l'attività di credito al consumo effettuata tramite Compass («potenzialmente minore competizione sui margini e maggiori opportunità di accordi distributivi») sia per la divisione Cib («advisory, capital markets e credit management»).

Tornando ai conti, per Nagel «è stato un trimestre che ha visto tutte le componenti in crescita» . Oltre il consensus, infatti, anche il margine di intermediazione, salito di quasi il 13% a oltre 598 milioni di euro (stime a 585), mentre il margine di interesse è stato di 331,7 milioni (+5,6%) e le commissioni di 138 milioni (+30,5%). Tutti positivi i giudizi degli analisti, col titolo Mediobanca che ha preso subito la via del rialzo a Piazza Affari. Per gli analisti di Bofa-Merrill Lynch si tratta di un altro buon trimestre per la banca, che resta la 'top pick' nei finanziari italiani, mentre Citi e Kepler sottolineano il buon inizio di anno. Equita sottolinea che il trimestre ha superato le attese a ogni livello.

Tra gli altri elementi da mettere in evidenza, il costo del rischio è sceso ai minimi storici a 57 punti base dai 73 di giugno, anche grazie a rettifiche su crediti in calo del 39,7% a 54,6 milioni. Sul fronte patrimoniale, il coefficiente Cet1 calcolato con la metodologia standard è rimasto stabile rispetto a giugno al 13,3%. Sono in calo le attività deteriorate (-4% annuo le lorde e -5% le nette) e in aumento l'indice di copertura (al 55% per le deteriorate e al 71% per le sofferenze). Sul fronte delle nuove indicazioni Bce sui crediti deteriorati, c'è poi da dire che l'istituto applica già una politica in linea con le nuove regole sottoposte a pubblica consultazione. Se quindi «è chiaro che gli impatti di questa misura andranno capiti più nel dettaglio quando il testo sarà definitivo», ha spiegato Nagel, si può però già dire che nel gruppo «Compass ha da sempre la politica che chiede la Bce, anzi più restrittiva: quando una partita diventa deteriorata nel giro di un anno la svaluta del 95% e nel giro di 18 mesi la vende». Tra l'altro, Nagel ha detto che Compass è interessata sia a un accordo distributivo con Carige sia all'acquisto di Creditis: «Siamo disponibili alle condizioni che sono realistiche come ritorno all'investimento a fare entrambe le cose », ha chiarito il manager. Infine, Nagel ha confermato che sulla quota di Generali resta lo «scenario centrale, che è quello a cui rimaniamo, che è un alleggerimento del 3% nell'orizzonte di piano», ovvero entro il 2019.

(IL Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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