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Petrolio record, occhi puntati su Opec. A Piazza Affari test trimestrali

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Petrolio record, occhi puntati su Opec. A Piazza Affari test trimestrali

Andamento titoli
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L'indebolimento dell'euro (-0,4% a 1,1609 dollari), dopo la pubblicazione del rapporto di ottobre sul mercato del lavoro Usa, sostiene sui mercati azionari i titoli dei gruppi votati all'export e permette a Francoforte e Parigi di chiudere in positivo, mentre i bancari piegano Piazza Affari alla vigilia della settimana dei conti trimestrali di molti istituti di credito. E' Madrid però ad accusare la flessione più significativa (-1%).

Il FTSE MIB ha chiuso le contrattazioni in flessione dello 0,14% ma tiene quota 23mila punti e nell'ottava il bilancio è positivo: +1,5% circa. Il paniere delle 40 big di Piazza Affari è diviso in due tra un settore finanziario in rosso (-2,2% Unicredit e -2,5 Bper, -1,1% Generali e -1% Unipolsai) e un gruppo di titoli industriali ed esportatori in evidenza: +2,8% Campari, +2,5% Stmicroelectron grazie alla prospettive di vendita di iPhone X Apple di cui è fornitore, +2,4% Fiat Chrysler Automobiles che ha toccato i nuovi massimi a 15,8 euro per azione. La peggiore del Ftse Mib è stata tuttavia Atlantia: le voci spagnole sulla contesa con Acs per Abertis e l'attesa dei conti trimestrali hanno fatto scattare le prese di beneficio (-3%) su un titolo ieri ai massimi.

Vendite su tlc e banche, balzo Renault
Sull'azionario europeo banche sottotono in tutta Europa, complice in primo luogo il tonfo di Societe Generale (-4%) dopo la trimestrale chiusa con un utile in flessione e conti complessivamente inferiori alle aspettative. Seduta da protagonista a Parigi per Renault (+3,9%) all'indomani dell'annuncio della vendita del 4,7% del capitale da parte dello Stato francese: una operazione attesa da molto tempo che, a detta degli analisti, ha pesato sulle performance del titolo negli ultimi due anni. Vendite anche sul comparto delle telecomunicazioni a causa del crollo ad Amsterdam di Altice (-22%) legato al deludente andamento dei conti in due dei suoi mercati principali, Stati Uniti e Francia. Male a Londra Bt (-1,5%) dopo conti trimestrali deboli con ricavi in flessione dell'1,5%.

Usa, +261mila posti lavoro ottobre, deficit commercio in linea con le stime

La seduta di venerdì è stata segnata dall'atteso rapporto mensile sul mercato del lavoro statunitense. In ottobre le aziende americane sono tornate ad assumere, invertendo la tendenza rispetto al mese scorso, quando i posti di lavoro erano calati per la prima volta da settembre 2010. Superato l'impatto negativo degli uragani Harvey e Irma, che hanno colpito Texas e Florida tra agosto e settembre, il mercato del lavoro ha ricominciato a espandersi, come confermato anche dalle revisioni al rialzo dei dati dei mesi precedenti. Il tasso di disoccupazione è calato piu' delle stime. Negli Stati Uniti sono stati creati 261.000 posti di lavoro, mentre gli analisti attendevano un aumento di 315.000 unità. Come riferito dal dipartimento al Lavoro, il tasso di disoccupazione è sceso dal 4,2% al 4,1%, mentre la previsione era per un dato invariato. In settembre il deficit commerciale degli Stati Uniti è cresciuto, come previsto, sulla scia dell'aumento delle importazioni al massimo da gennaio. Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Commercio, in agosto il deficit è salito dell'1,7% a 43,5 miliardi di dollari, in linea con le previsioni degli analisti.

Settimana segnata da record Wall Street e corsa greggio: +2% Francoforte
E' stata una settimana complessivamente positiva per le Borse europee grazie, in primo luogo, all'esempio di Wall Street, capace di continui record, e al supporto al settore energetico fornito dai prezzi del barile di petrolio tornati ai livelli massimi da oltre due anni (+2% il guadagno del Wti e +1,3% quello del Brent in sette giorni). Il cambio euro/dollaro schiacciato sulla soglia di 1,16 ha fatto il resto insieme ad alcune trimestrali in grado di orientare i listini al rialzo. Francoforte, nonostante un giorno di stop per festività, ha registrato un complessivo +2% nell'ottava, mentre Madrid (+1,57%) ha recuperato terreno dopo che sono scese le probabilità di arrivare a una Catalogna indipendente da Madrid.

Oil&gas protagonista: Saipem e Tenaris capofila sul Ftse Mib

E' stato l'oil&gas il settore al centro degli acquisti in Europa (+2,9%) e, a Milano, Saipem e Tenarissono salite in doppia cifra (+14% e +11,9% rispettivamente). In forte ascesa, grazie ai conti, Cnh Industrial (+8,7%). Maglia nera invece per il settore bancario reduce dalle indicazioni della Bce su un quantitative easing (e quindi su uno scenario a tassi bassi) destinato a durare ancora a lungo: -3% Unicredit, -2,2% Intesa Sanpaolo.

Arrivano le trimestrali delle banche e di Generali, venerdì tocca a Telecom

Chiusa la settimana delle banche centrali, con Fed, Bank of England e Bank of Japan ad orientare i mercati sulle proprie politiche monetarie, la prossima ottava si presenta meno intensa almeno sul fronte macro. A livello globale, sarà importante seguire il viaggio di 11 giorni di Trump in Asia, il primo da presidente Usa in carica. In Europa, la settimana si apre con la pubblicazione da parte della Bce dei dettagli dei titoli del Qe in scadenza nel 2018 e con la riunione dell'Eurogruppo sul tema dell'unione bancaria. Sempre lunedì, il numero uno della Bce Mario Draghi partecipa al Forum sulla supervisione bancaria. Giovedì sara' la volta della pubblicazione del bollettino economico della Bce e della pubblicazione delle previsioni economiche della Commissione Ue, mentre riprenderanno anche i negoziati Brexit. Sull'azionario, la settimana sarà intensa ancora per quanto riguarda le trimestrali, soprattutto a Piazza Affari: pubblicheranno i dati alcune tra le maggiori società del Ftse Mib da Intesa a Prysmian, da Enel a Bper, da Generali ad Azimut e Mediolanum, da Poste a Banco Bpm, da Telecom ad Atlantia. Sul fronte del greggio, martedì sarà da seguire la presentazione del World Oil outlook dell'Opec, anche in considerazione del fatto che il petrolio ha toccata nel corso della settimana appena conclusa i livelli più alti dagli ultimi due anni. Il mercato guarda al un possibile prolungamento del taglio della produzione deciso dall'Opec. Il cartello si riunirà alla fine di novembre per discutere le prossime mosse e come procedere dopo la scadenza dell'accordo attuale, che sarà a marzo prossimo.

BTp: spread con Bund chiude a 142 punti, rendimento all'1,79%
Chiusura di seduta poco movimentata per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il titolo tedesco di pari durata ha terminato la settimana a 142 punti, uno in meno rispetto alla vigilia e sullo stesso livello del closing di mercoledì. Il rendimento dei decennali italiani si attesta all’1,79%, in lievissima flessione rispetto all’1,80% di ieri. Nell'ottava il decennale italiano è stato al centro di un movimento significativo: il rendimento è passato dall'1,944% all'1,79% mentre lo spread è passato dall'area 156 punti a quella di 142.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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