Finanza & Mercati

Generali, utile a nove mesi da 1,4 miliardi. I premi restano stabili

  • Abbonati
  • Accedi
Assicurazioni

Generali, utile a nove mesi da 1,4 miliardi. I premi restano stabili

Generali segna nei primi nove mesi dell’anno un utile netto di 1.463 milioni, in flessione del 9,9% dallo stesso periodo del 2016, per effetto anche delle attività operative cessate di -253 milioni, con una minusvalenza sulle attività olandesi. L’utile è in linea al consensus degli analisti che si attestava a 1.427 milioni. Prima delle attività cessate il risultato cresce del 7,2 per cento. I premi sono stabili a 51.638 milioni, come è stabile il risultato operativo per 3.620 milioni.
«I risultati dei primi nove mesi confermano l’ottimo andamento della nostra performance - afferma nella nota sui conti Generali il group cfo Luigi Lubelli -. Il business continua a crescere grazie all’esecuzione della nostra strategia determinando: l’aumento dei premi Danni, in particolare nel ramo Auto; la significativa raccolta netta del Vita, ai vertici in Europa a 8,2 miliardi, grazie principalmente ai prodotti unit-linked e protection; il forte aumento negli asset under management di terzi, superiore al 13 per cento. La ricerca continua dell’eccellenza tecnica è evidenziata dall’ottimo combined ratio, nonostante l’aumento dei sinistri catastrofali, e dalla notevole crescita della marginalità della nuova produzione Vita - prosegue Lubelli -. La riduzione dei costi, le minori svalutazioni e la diminuzione del costo del debito finanziario completano il quadro della nostra performance del periodo. L’utile netto al lordo delle attività operative cessate cresce del 7,2% e sottolinea il solido livello della nostra redditività ricorrente».

Alla fine dei nove mesi Generali segna un preliminary regulatory solvency ratio, che rappresenta la visione regolamentare del capitale del gruppo e si basa sull’utilizzo del modello interno unicamente per le compagnie che hanno ottenuto la relativa approvazione da parte dell’Ivass, e sulla standard formula per le altre compagnie - è pari a 195% (da 178% del 2016). L’economic solvency ratio, che rappresenta la visione economica del capitale ed è calcolato applicando il modello interno all’intero perimetro del gruppo, si è posizionato a 215% (da 194%). Il significativo aumento è dovuto alla generazione normalizzata di capitale, al netto del dividendo di competenza, e all’andamento positivo dei mercati finanziari. Rispetto al risultato operativo, la flessione nel segmento Vita riflette la performance tecnica al netto delle spese di gestione assicurativa.

In calo del 4,9% il risultato operativo del segmento Danni, che comprende sinistri catastrofali per circa 260 milioni di euro, tra cui i recenti uragani statunitensi di agosto e settembre e le tempeste che si sono abbattute nell’Europa centrale in luglio e agosto. II combined ratio si attesta al 93% (+0,7 punti percentuali dai 9 mesi del 2016). Nella raccolta, il Vita evidenzia un recupero rispetto al semestre pur attestandosi in flessione dello 0,7 per cento. La raccolta Danni cresce dell’1,4 per cento. La nuova produzione in termini di valore attuale dei premi si attesta a 32.138 milioni, in calo dell’1,5%. Il valore della nuova produzione sale del 56,7% a 1.341 milioni.

© Riproduzione riservata