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Entra nel vivo l’asta per Persidera, il 20 novembre le offerte

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gli asset televisivi del gruppo Telecom

Entra nel vivo l’asta per Persidera, il 20 novembre le offerte

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Verso le prime offerte concrete per le frequenze televisive di Telecom Italia. Per il 20 novembre prossimo – secondo quanto risulta a Radiocor Plus – sono attese le proposte non vincolanti dei soggetti interessati ad acquisire Persidera, la joint venture tra Tim e Gedi Gruppo Editoriale nelle infrastrutture (multiplex) per la trasmissione del segnale audiovisivo. La dismissione della quota di controllo di Tim, che possiede il 70%, è una condizione indicata dalla Unione europea per autorizzare il controllo di fatto di Vivendi sul gruppo italiano di tlc. In questi giorni, è stato distribuito ai pretendenti che hanno manifestato interesse l’information memorandum funzionale alla presentazione delle offerte: a questa fase seguirà una due diligence nel mese di dicembre con i soggetti selezionati dai venditori insieme agli advisor Barclays e Lazard.

Le infrastrutture ospitano i canali in chiaro di Sky, Discovery e Viacom

Persidera, che nel 2016 ha realizzato ricavi per 80,8 milioni e un margine operativo lordo di 42 milioni, detiene cinque infrastrutture di rete (3 ex Tim e 2 ex L’Espresso) con una copertura della popolazione italiana tra il 94% e il 96% e ospita, quali canali principali, i canali in chiaro di Sky (Cielo, Tv8, SkyTg24), quelli del gruppo Discovery Italia (tra cui Real Time, Deejay Tv e DMax), i canali di Viacom (Paramount, Spike) e di De Agostini oltre a Ctv di Città del Vaticano. Rispetto allo scorso anno, tra i contratti più importanti non c’è più quello relativo a La7 e a La7d passati sulle infrastrutture di Cairo Communication. Per gli asset televisivi di Telecom si tratta del quarto tentativo formale di vendita nel giro di una decina d’anni (i primi due furono nel 2008 e nel 2009 , mentre l’ultimo nel 2013 fu parte della trattativa che finì con il passaggio di La7 a Urbano Cairo), ma i paletti dell’Ue dovrebbero questa volta essere decisivi per le strategie di dismissione del gruppo tlc anche se, come è emerso nelle indiscrezioni dei giorni scorsi, l’incertezza regolatoria in Italia sulle frequenze televisive sta raffreddando l’interesse di investitori esteri e alimentando la convinzione che l’operazione sia destinata in primis a acquirenti “italiani”.

I fondi F2i e Clessidra, ma anche Rai Way tra i potenziali compratori

A questo proposito potenziali investitori segnalati come piu' attenti al dossier sono i fondi F2i e Clessidra, mentre tra gli industriali Rai Way ha espresso esplicitamente un interesse pur nascondendo le insidie regolatorie rappresentate innanzi tutto dal tetto di cinque multiplex per un singolo operatore indicato dalla Commissione europea. Una formula per la controllata della Rai potrebbe essere quella di trovare un accordo con l'acquirente per ottenere la gestione dell'asset. Il tema cruciale è poi quello del valore economico delle attività in vendita. Telecom ha affidato a Credit Suisse una valutazione che e' funzionale a regolare i suoi rapporti con l'azionista di minoranza Gedi in caso di vendita: i due soci infatti hanno in essere dal giugno 2014 degli accordi che regolano l'eventuale dismissione e che assegnano rispettivamente a Gedi un diritto di co-vendita (possibilità di cedere la sua quota in caso di cessione del pacchetto di maggioranza) e a Telecom un diritto di trascinamento (possibilità di estendere ai soci di minoranza l'offerta ricevuta per il proprio pacchetto di maggioranza). L'esercizio di tali diritti è però condizionato alla presenza di una offerta economica quantomeno pari a un valore stimato da un soggetto terzo.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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