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Mps, il Tesoro indica Stefania Bariatti per la presidenza

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L’assemblea straordinaria della banca

Mps, il Tesoro indica Stefania Bariatti per la presidenza

Il ministero dell’Economia indica Stefania Bariatti, milanese, classe 1956, come nuovo presidente del Banca Monte dei Paschi. Lo si apprende da fonti finanziarie prima dell’avvio dell’assemblea chiamata al rinnovo degli organi, alla riduzione del capitale per perdite e alle modifiche dello Statuto. Bariatti, docente all’Università statale di Milano, è consigliere uscente della banca.
Il presidente uscente Alessandro Falciai - che soltanto venerdì scorso aveva resa nota l’indisponibilità alla ricandidatura nel cda perché indagato in un’altra vicenda - ha aperto l’assemblea staordinaria e ordinaria della banca con la presenza per la prima volta del Tesoro con il 68,2% del capitale seguito dalle Generali con 4,31% del capitale. Presenti anche alcuni fondi con una presenza complessiva di azionisti pari a oltre il 75% del capitale. Da notare che Banca Mps detiene azioni proprie per oltre il 3,1% del capitale.

Morelli: un anno per completare intervento Stato
Mps ha dovuto concentrare tutte le sue energie in quest'ultimo anno per completare l'iter dell'aiuto di Stato che «si chiude oggi con il rinnovo degli organi». Marco Morelli, amministratore delegato della banca, chiarisce che i tempi si sono rivelati molto più lunghi di quanto avrebbe immaginato il 23 dicembre scorso (presentazione della richiesta per la ricapitalizzazione precauzionale, ndr). «In questi dodici mesi la banca non ha potuto marciare in un regime normale - afferma Morelli in assemblea - il tema oggi e' far ripartire la macchina da un punto di vista degli impieghi e dei ricavi».

La versione di Falciai: «Addio scelta autonoma»
Falciai è partito proprio dal suo congedo, motivandolo come «scelta autonoma» nonostante l’apertura dell’indagine nei suoi confronti da parte dei magistrati della Procura di Savona, per le vicende della società Mondomarine di cui è azionista di maggioranza, non gli abbia fatto perdere i requisiti per la conferma al vertice della banca. «I miei obiettivi in questa vicenda sono gli stessi della magistratura e sono certo che verrà fatta chiarezza in tempi brevi». Il presidente uscente ha aggiunto che la banca «è in sicurezza» dopo cinque anni di incertezza al termine di un processo di salvataggio «che non era affatto scontato». Oggi, ha sottolineato Falciai, «ci sono tutte le premesse perché la vostra e la nostra banca torni a essere un player importante nella vita del Paese». Il manager ha così ringraziato il Tesoro per il sostegno importante dato alla banca e ricordato i risultati finora ottenuti per rimetterla in carreggiata con la cessione delle sofferenze e il taglio di costi mantenendo la pace sociale. Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche la città, in un passaggio del discorso che ha suscitato l’applauso dei piccoli azionisti presenti in sala. La scelta selta del manager uscente dimostra «il suo esemplare senso istituzionale», secondo il presidente della Fondazione Mps, Marcello Clarich, in un breve intervento in assemblea.

Responsabilità degli ex vertici «impregiudicate»
E quindi si è entrati nel vivo dell’assemblea dell’istitudo di credito in crisi. Le responsabilità degli ex vertici «restano impregiudicate nonostante la recente assoluzione di Mussari e Vigni dal reato di ostacolo alla Vigilanza». Questa la risposta scritta di Mps a un socio che ha chiesto se la banca intenda citare in giudizio le Autorità di Vigilanza alla luce della sentenza del processo di appello davanti al Tribunale di Firenze. La banca risponde che «la complessità delle condotte ascritte ai singoli soggetti, le contestazioni mosse e le responsabilità degli ex vertici della banca impongono massima cautela nel valutare l’assetto informativo di cui disponevano le Authorities e, per concerso, le eventuali responsabilità».

Recuperate 700 milioni di sofferenze
In una risposta a un socio contenuta nel fascicolo predisposto per l'assemblea, il Monte dei Paschi scrive di aver realizzato a ottobre «recuperi per circa 700 milioni» sul portafoglio delle sofferenze. I recuperi riguardano prevalentemente il portafoglio oggetto di cartolarizzazione. La banca nel piano di ristrutturazione concordato con Bruxelles ha previsto di cedere 26miliardi lordi di prestiti in sofferenza attraverso la cartolarizzazione realizzata con Quaestio e che vedrà la fuoriuscita dal bilancio della banca delle sofferenze entro il primo semestre del prossimo anno. La banca, inoltre, sta accelerando nella gestione dei deteriorati. Riguardo ai crediti 'unlikely to pay', gli ex incagli, Mps ha previsto una riduzione di 4,5 miliardi entro il 2019 di circa un miliardo e ha già superato il target a ottobre con un deleverage di circa 1,3 miliardi.

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