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Aumento ai supplementari per Carige. Da assegnare 144 milioni

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Il rafforzamento della banca ligure

Aumento ai supplementari per Carige. Da assegnare 144 milioni

(Imagoeconomica)
(Imagoeconomica)

Il primo tempo si era chiuso a quota 331 milioni, il secondo termina a 353 milioni: serviranno dunque i supplementari per completare l'aumento di capitale di Carige. Anche dopo l'asta dei diritti inoptati, la sottoscrizione della ricapitalizzazione in opzione da 500 milioni si ferma al 71%, rendendo necessario l'intervento di soci storici, nuovi investitori e forse del consorzio di garanzia per coprire i mancanti 144 milioni necessari per raggiungere il target Bce di 500 milioni. L'aumento di capitale di Carige in opzione risulta finora sottoscritto per un controvalore di 353,7 milioni di euro. Nonostante l'asta di titoli nei giorni scorsi abbia fatto il tutto esaurito, la maggior parte di coloro che ha comprato i diritti non li ha poi esercitati e pertanto la percentuale di adesione sale solo di un 5% rispetto al 66% annunciato al termine della prima fase dell'operazione.

Ora tocca a Malacalza decidere se rafforzarsi dal 17,6% attuale
Per raggiungere l'obiettivo chiesto da Bce di un aumento di capitale in contanti da almeno 500 milioni di euro entro il 31 dicembre sarà necessario dunque l'intervento dei garanti a vario titolo dell'operazione. Nel «doppio» aumento, in opzione e riservato, Carige ha raccolto complessivamente 400 milioni (353 milioni da offerta in opzione e 46 milioni dagli obbligazionisti). Restano a disposizione titoli per sottoscrivere altri 144 milioni. Lo schema prevede a questo punto che Malacalza Investimenti possa decidere se rafforzarsi ulteriormente esercitando l'impegno di intervenire per massimi 69 milioni di euro e salendo così dall'attuale 17,6% fino a un massimo del 28%.

Ulteriore paracadute da soci, nuovi investitori e consorzio

Una volta definita la posizione del primo socio, entreranno in campo i quattro soggetti che hanno siglato con Equita Sim una sub-garanzia per complessivi 120 milioni (40 milioni Chenavari, 30 Fondiario, 30 Sga e 20 Gabriele Volpi). Se anche dopo questo step non fosse raggiunto il target di 500 milioni di euro, sarà necessaria la garanzia del consorzio delle banche (Credit Suisse, Deutsche Bank e Barclays) in parallelo con i due soggetti che hanno firmato contratti di garanzia proporzionale. Questi due investitori sono impegnati complessivamente per 35 milioni di euro.

Tempi più lunghi per l'alleanza con Ibm nelle attività Ict della banca

Intanto nel consiglio di amministrazione di oggi, secondo quanto risulta a Radiocor Plus, il consiglio di amministrazione di Carige avrebbe richiesto ulteriori approfondimenti sul tema prima di deliberare la riorganizzazione dell'Ict in outsourcing che rappresenta uno dei punti del piano di efficientamento inseriti nel business plan al 2020. La partnership, secondo quanto riportato dalle indiscrezioni di stampa, dovrebbe ricalcare lo schema messo a punto nel 2012-2013 da Unicredit con la creazione di UniCredit Business
Integrated Solutions e la successiva cessione della quota di maggioranza (51%) a Ibm. Il consiglio di amministrazione di Carige è ancora in corso e, tra i punti all'ordine del giorno, ha l'esame dei rilievi della Vigilanza Bce sulla governance e su alcuni consiglieri dell'istituto: in particolare, Francoforte avrebbe messo sotto osservazione la posizione di Ilaria Queirolo (Direttore del dipartimento di Diritto Privato Internazionale e Commerciale dell'Università di Genova) per le competenze in materia bancaria, richiedendo un percorso di aggiornamento, e quella di Stefano Lunardi (dottore commercialista) per i numerosi incarichi attualmente ricoperti.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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