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TITOLI TECNOLOGICI

Apple, Google, Facebook, Amazon & C. Che anno sarà per i big dell’hi-tech

Epa
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Apple, Google, Facebook, Microsoft, Amazon sono colossi sovranazionali, più ricchi e potenti di intere aree del mondo. Capaci persino di influenzare i risultati delle elezioni americane. I numeri dell’anno che si è appena chiuso: ogni minuto nel mondo vengono scambiati 16 milioni di messaggi, si spendono in media 750mila $ su siti di e-commerce e 900mila persone entrano in Facebook.

La pervasività delle «big five» si riflette anche sull’andamento borsistico. A Wall Street, l’S&P 500 ha archiviato l’anno con la performance migliore da otto anni a questa parte e un aumento vicino al 20%. Gran parte del merito va ai titoli tecnologici che hanno trainato i listini. Tra gli undici settori di cui è composto l’indice benchmark Usa, quello hi-tech ha messo un segno un rialzo di oltre il 37%. A fare da traino, sono le «big five». Facebook, nonostante le polemiche legate alle «fake news» e alle inchieste aperte dal Congresso Usa sulle elezioni americane che sarebbero state influenzate dalla Russia attraverso la pubblicità e le false notizie su Hillary diffuse dal social network, chiude l’anno con un rialzo del titolo del 53,3%. Fa meglio Amazon, il colosso del commercio elettronico di Jeff Bezos, appena salito al primo posto nella classifica dei paperoni di Fortune surclassando Bill Gates, grazie ai risultati delle vendite nel «black friday» e nel periodo natalizio. Secondo diversi analisti, Amazon è diventato talmente gigantesco, che oltre a mettere in crisi il retail tradizionale, nel prossimo futuro supererà anche Apple nel podio delle società a maggiore valore. Donald Trump tre giorni fa con un tweet ha attaccato Bezos. Trump ha chiesto ad Amazon di pagare di più alle poste americane per le sue spedizioni: «Amazon diventa sempre più ricca e le Poste Usa sempre più povere. Dovremo caricare molto di più su Amazon», scrive Trump. Un cinguettio che ha fatto perdere l’1% in Borsa alla società nell’ultimo giorno di contrattazioni, con una variazione da inizio anno comunque del 55,9 per cento.

Le azioni di Google, il colosso tecnologico che controlla tra le altre cose YouTube, hanno guadagnato il 32,9% in un anno. Attraverso la sua holding Alphabet che è la testa di ponte nell’innovazione a 360 gradi, dall’auto a guida autonoma all’intelligenza artificiale e tanto altro. La società con maggiore capitalizzazione al mondo resta Apple: da settimane ormai si parla del raggiungimento della quota dei mille miliardi di market cap per la casa della Mela. Apple, che a fine gennaio comunicherà i risultati del primo trimestre fiscale 2018, ha chiuso le contrattazioni in calo sulle voci di vendite sotto le aspettative per l’iPhone X, anche per il pasticcio delle batterie e del software “taroccato” ai vecchi iPhone. In Borsa però il titolo Apple da inizio anno ha avuto un incremento del 46,1 per cento.

In ogni caso i colossi del tech americano entrano nel 2018 sulla difensiva. Con i regolatori e i politici che in Europa e dall’altra parte dell’Atlantico cominciano a chiedersi seriamente fino a dove possano spingersi. In Europa l’Antitrust ha condannato Google al pagamento di una multa da 2,4 miliardi di euro per il suo servizio di shopping online. Ed è ancora aperto un procedimento contro Big G che dovrebbe giugere a conclusione nel 2018 per il suo sistema operativo Android, il più diffuso sugli smartphone. A maggio in Europa inoltre entreranno in vigore le nuove regole per la tutela della privacy, il Regolamento europeo per la protezione dei dati: le aziende rischiano multe fino al 4% del fatturato annuo per il mancato rispetto.

Se le «big five» si muovono con prudenza, in Cina i grandi gruppi hi tech crescono a doppia velocità. Tencent, provider internet proprietaria di QQ.com, il più diffuso portale cinese, di social network, servizi di messaggistica istantanea(TencentQQ), portali web, servizi di e-commerce, e piattaforme multigiocatori di gaming online, a novembre è stata la prima società cinese a superare i 500 miliardi di dollari di market cap. Il provider cinese ha scavalcato Alibaba e tallona da vicino il social di Mark Zuckerberg: le azioni Tencent nel 2017 sono salite del 114,5%. Alibaba nelle festività del «black friday» cinese, l’11/11, ha fatturato 25,4 miliardi $ in un giorno. La società di Jack Ma,secondo Mkm partners, nel 2020, cioè tra due anni, arriverà a una capitalizzazione di mercato di mille miliardi di dollari, quella che da mesi sta cercando di raggiungere senza successo Apple. Nel 2017 il titolo Alibaba ha avuto un aumento del 96,3%. In Asia, che è il mercato a crescita più rapida per il digitale, Alibaba ha superato Google: il suo browser UC ha più utenti di Chrome.

Secondo Gartner, nel 2018 il mercato del software registrerà una crescita del 10%, il doppio rispetto alla crescita media dell’hi-tech. Altri settori “caldi” su cui da tempo sono puntati gli interessi degli investitori sono il cloud, i big data, l’intelligenza artificiale e tutti i servizi legati alla finanza. Nel complesso per i prossimi anni gli esperti prevedono una crescita ulteriore del digitale sempre più strategico per tutti i business. Cosa che dovrebbe portare a un giro d’affari vicino ai 3.500 miliardi $ annui le imprese hi-tech favorite anche da un calo del dollaro.

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