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Euro verso 1,21 dollari frena le Borse. Milano tiene con Unipol e Fca

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la giornata dei mercati

Euro verso 1,21 dollari frena le Borse. Milano tiene con Unipol e Fca

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La corsa dell'euro/dollaro, che ha sfiorato in giornata quota 1,21 toccando i massimi da quattro mesi, ha condizionato la prima seduta del 2018 dei listini azionari europei che solo nella seconda parte della seduta con la vivacità di Wall Street (segui qui l'andamento delle Borse Usa) e gli acquisti su minerari e energia hanno limitato il passivo. Solo Madrid ha chiuso le contrattazioni in positivo, ma Piazza Affari ha terminato molto vicina alla parità con uno -0,04% del FTSE MIBe uno -0,01% del Ftse All Share. Cali intorno al mezzo punto percentuale per Francoforte, Parigi e Londra.

Euro/dollaro ai massimi da settembre

Il cambio euro/dollaro, risalito di circa l'1,7% da Natale, è stato l'osservato speciale alla riapertura dei mercati finanziari tra lo scetticismo degli operatori sul fatto che l'andamento dell'inflazione Usa consenta le tre previste strette monetarie della Fed nel 2018 e le parole del membro Bce Coeure sul probabile stop al Quantitative Easing dall'autunno 2018: il picco del rally della moneta unica, a 1,2083, è stato raggiunto dopo la pubblicazione dell'indice Pmi manifatturiero di Markit per l'eurozona che ha toccato a dicembre i massimi dal 1997. Il movimento ha portato così il cambio a un passo dal top del 2017 toccato a settembre, a 1,2093, e a poca distanza da quota 1,21 segnata l'ultima volta a gennaio 2015. Nel pomeriggio comunque il cambio si è riportato in area 1,2049 (1,2005 venerdì).

Unipol e Fiat Chrysler le miglior i del Ftse Mib

Tornando a Piazza Affari, è stata Unipol (+3,3%) la migliore del Ftse Mib seguita da Fiat Chrysler (+1,7%) che si è risvegliata dall'iniziale debolezza legata all'andamento del dollaro in attesa dei dati sulle immatricolazione di dicembre in Italia e negli Usa. Vivace anche Leonardo (+1,6%) che a fine gennaio presenterà il nuovo piano industriale. Sottotono Brembo(-1,9%) e le utility.
Correzione nel finale per il barile di petrolio (-0,4% Wti a 60,16 dollari, -0,8% Brent a 66,3) che per larga parte della seduta è stato sostenuto dai timori legati alle tensioni in Iran. A compensare questo fattore rialzista è stata invece la riapertura dell'oleodotto Forties nel Mare del Nord e i dati sulla produzione Russia di greggio e sull'export iracheno.

Cementieri in evidenza: sale Buzzi Unicem, Cementir vende l'Italia

Giornata positiva per il settore autostradale, anche se Atlantia ha poi chiuso in flessione, dopo i rialzi dei pedaggi annunciati a fine 2017. In rialzo per Buzzi Unicem (+1,5%) dopo le indicazioni, ribadite nella "Lettera al risparmiatore" de Il Sole 24 Ore, sull'obiettivo di riportare in positivo la marginalità lorda delle attività italiane. Intanto nel settore del cemento è stato perfezionato oggi il passaggio del 100% delle attività italiane di Cementir (-1%) al gruppo Italcementi-Heidelberg per 315 milioni di euro. Tra le altre quotate industriali del Ftse Mib, in evidenza Pirelli & C (+1,2%) mentre il comparto del credito ha mostrato titoli contrastati con Unicredit (+0,8%) e Banco Bpm (+0.9%) in luce mentre hanno accusato una flessione Mediobanca (-0,4%) Intesa Sanpaolo (-0,6%) e Bper (-1,2%).

LA RIMONTA DELL'EURO
Dollari per un euro

Niente rimbalzo per Carige dopo nuovi paletti Bce 2018

Piatta, nonostante una prima parte di seduta positiva, Bca Carige dopo i nuovi requisiti patrimoniali prudenziali stabiliti da Bce per il 2018: il "paletto" fissato dallo Srep 2018 è dell'11,175%, in riduzione dall'11,25% del 2017. Bene Telecom Italia (+0,7%) e i petroliferi (+0,7% Tenaris, +0,4% Saipem, +0,2% Eni).
In forte rialzo Mondadori (+5,7%) grazie alle indiscrezioni di stampa su un possibile piano di integrazione delle attività francesi con quelle di Lagardere e Marie Claire.

Pmi manifatturiero ai massimi storici
Il settore manifatturiero dell’Eurozona ha concluso in maniera positiva il 2017. Forti tassi di espansione della produzione, nuovi ordini e livelli occupazionali hanno spinto l’Indice finale IHS Markit Pmi del settore manifatturiero dell’Eurozona a raggiungere a dicembre 60,6 dal 60,1 di novembre: risultato che rappresenta quello migliore mai raggiunto dalla metà del 1997, data di inizio dell’indagine. «L’espansione - si legge nel comunicato di Markit - è stata guidata dal sottosettore dei beni di investimento, che ha inoltre segnalato una crescita record del Pmi. Il tasso di miglioramento del sottosettore dei beni intermedi è rimasto simile a quello record di novembre. Pur rimanendo elevata e ben al di sopra della media a lungo termine, il sottosettore dei beni di consumo ha riportato una crescita più lenta».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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