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Doppio deal nel beauty a inizio 2018

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Doppio deal nel beauty a inizio 2018

Inizia con un uno-due l’anno delle operazioni straordinarie per il comparto beauty. Segno di una vivacità per un mercato che anche quest’anno è atteso in crescita di circa il 4 per cento. Perché ci interessa? L’Italia produce il 65% delle materie prime del mercato cosmetico internazionale.

I movimenti del comparto, quindi, hanno un interesse particolare per il nostro Paese, anche quando avvengono a latitudini particolarmente lontane. Come nel caso dell’acquisizione da parte del private equity MidOcean Partners di BH Cosmetics. Il brand, nato a Los Angeles, è stato nel 2017 il secondo più cercato su Google fra quelli di cosmetica. L’investimento del fondo chiuso punta ora a far crescere la società affiancando nell’azionariato i fondatori. Nata nel 2009, Bh Cosmetics ha sviluppato negli ultimi anni una piattaforma di e-commerce che le ha permesso di diventare un player internazionale, anche grazie a una capillare presenza sui social media.

Per un fondo che investe in cosmetica, uno che disinveste. È il caso dell’irlandese Broadlake, che ha ceduto la quota di maggioranza detenuta in Vita Liberata. Ad acquisire la partecipazione è stata l’americana Crown Laboratories per una cifra che, secondo le indiscrezioni, dovrebbe aggirarsi attorno ai 30 milioni di dollari. Fondata nel 2003 da Alyson Hogg, Vita Liberata è stata la prima società a produrre un brand di solari completamente non tossici. Nel 2012 ha visto l’investimento del fondo, che negli ultimi cinque anni ha sostenuto l’espansione sia di brand, sia di mercati (26 oggi in tutto), sia di canali distributivi. Ora la società entra a far parte di un gruppo industriale più grande, all’interno del quale Hogg deterrà la presidenza della divisione consumer. Per altro Crown Laboratories nell’operazione è stata affiancata da un altro fondo di private equity, il newyorkese Hildred Capital Partners.

Per il comparto in generale, comunque, le stime sono positive anche per il 2018. Il 2017 dovrebbe chiudersi per il settore con una crescita pari al 6% (è stata +6,5% nel 2016), mentre la marginalità dovrebbe vedere un aumento con l’Ebitda margin atteso a 17,1% contro il 16,8% dell’anno precedente. Dati questi presentati da EY e riferiti a gruppi del calibro di L’Oréal, Estée Lauder, Coty, Shiseido, Beiersdorf, L’Occitane, Natura. Realtà molto diverse dal mercato frammentato che ancora sopravvive in Italia: «Le prime 20 aziende italiane per fatturato rappresentano il 35% del mercato e hanno una marginalità superiore alla media del settore 14% contro il 12% nel 2016, ndr)» spiega R oberto Bonacina, partner lead advisory Fashion & Luxury di EY. Un mercato, quindi, che potrebbe vedere qualche operazione straordinaria anche in Italia nel corso del 2018,

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