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Bacardi rileva Patron Spirits, produttore di tequila, per 5,1…

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Superalcolici fascia “premium”

Bacardi rileva Patron Spirits, produttore di tequila, per 5,1 miliardi di $

(AP Photo/J Pat Carter)
(AP Photo/J Pat Carter)

Che sia “bum bum” o “sale e limone” la tequila ha sempre il suo fascino. Anzi, negli ultimi anni, i consumi del celebre liquore messicano negli Stati Uniti si sono impennati soprattutto tra i più giovani, che la preferiscono a rum e vodka. Tra il 2005 e il 2015, secondo le ultime statistiche, il mercato dell'acquavite di agave nel mondo è cresciuto del 65% con i cosiddetti Millennial (i giovani) che puntano soprattutto sulla fascia “premium”. E nel solo 2016, il fatturato della tequila a livello globale ha dimostrato di sapere andare in controtendenza: +5,2% mentre il mercato generale degli alcolici calava dell'1,3%.
Non stupisce così, che proprio questa nicchia del mercato dei super alcolici, appunto la tequila fascia premium, stia registrando negli ultimi mesi operazioni straordinarie a catena. L'ultima, in ordine di tempo, è quella annunciata ieri sera e che ha visto il gruppo Bacardi (famoso per produrre l'omonimo rum) sborsare 5,1 miliardi di dollari per rilevare tutta la Patron Spirits International, di cui deteneva già il 25% dal 2008, e che è proprietaria dell'omonimo marchio di tequila. La scommessa? Rafforzare il proprio portafoglio di alcolici, che già comprende tra gli altri le vodka Eristoff e Grey Goose piuttosto che il vermouth italiano Martini, con un marchio forte come Patron, fondato 25 anni e sempre più diffuso tra chi vede ormai la tequila (buona) come un lusso e non più come un alcolico da festa del liceo.

Patron è leader del mercato americano della tequila premium con ricavi 2016 attorno a 1,6 miliardi di dollari, ma negli ultimi tempi la concorrenza non manca. A partire da Casamigos, la tequila ultra premium nota per essere stata inventata da George Clooney e altri due amici (l'imprenditore della ristorazione Rande Gerber, marito di Cindy Crawford e l'immobiliarista Mike Meldman) e venduta nei mesi scorsi al colosso Diageo - che controlla tra l'altro marchi come Smirnoff, Tanqueray, Baileys o Johnny Walker – per la bellezza di 1 miliardo di dollari complessivi. Un'avventura iniziata quasi per caso – l'idea nacque in vacanza tra un bicchiere e l'altro, ovviamente di tequila – e si stima frutterà a Clooney un primo incasso di oltre 230 milioni di dollari lordi.

E sempre nei giorni scorsi la francese Pernod Ricard aveva acquistato le minorities della tequila Avion, di cui già deteneva l'84%. Anche qui parliamo di un alcolico di fascia premium. Non è un caso che la star della boxe Floyd Mayweather, accreditato in tutta la propria storia sportiva di 1 miliardo di dollari di guadagni, abbia “prestato” il proprio nome per una bottiglia celebrativa di Avion in occasione dell'incontro in cui ha mandato ko Connor McGregor e battuto il record di Rocky Marciano raggiungendo 50 vittorie a fronte di zero sconfitte in carriera. Una bottiglia, ovviamente, in edizione limitata per un match storico, al modico prezzo di 1500 dollari.

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