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iPhone X, AirPods, Cina e servizi: che cosa guardare nella…

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stasera i conti

iPhone X, AirPods, Cina e servizi: che cosa guardare nella trimestrale Apple

(Afp)
(Afp)

Questa sera Apple renderà pubblici i risultati del trimestre più importante, quello che comprende dicembre e che dunque beneficia della spinta dei regali fatti durante le festività natalizie. C’è una certa trepidazione rispetto alle performance degli iPhone, di gran lunga il prodotto più importante per Apple, dopo che alcuni analisti hanno parlato di vendite sotto le attese per iPhone X. La maggior parte di loro si aspetta una forchetta tra 80 e 82 milioni di telefoni venduti, una crescita del 5% anno su anno, con ricavi complessivi per 87 miliardi di dollari (+10%) e utile per azione di 3,83 dollari.

Incognita iPhone X
«Saranno risultati da leggere con attenzione, per fare valutazioni bisogna aspettare i dati veri - commenta Roberta Cozza, direttore della ricerca per Gartner -. In particolare andranno osservate le performance dell’iPhone X. Ci aspettiamo comunque che la maggior parte delle vendite di questo modello arriveranno nei primi mesi del 2018». Il punto interrogativo riguarda che cosa farà, o ha già fatto, chi oggi ha un iPhone 6 o 6 S. «Se decideranno di aspettare, si allungherà il ciclo di vita del prodotto. Su questo potrebbe avere un effetto, che però mi immagino limitato, lo sconto che applica Apple sulla sostituzione di batteria».

Il caso batterie da sostituire
Il tema batterie e degli iPhone rallentati, ora che è stata aperta un’indagine anche negli Stati Uniti, è uno dei più caldi: quanto costerà a Apple lo sconto da 89 a 29 euro/dollari? Avrà un impatto negativo sul tasso di sostituzione del telefono?

«Se anche le vendite di iPhone X dovessero essere sotto le attese, bisogna vedere gli altri modelli. In particolare iPhone 7 sta ancora dando buoni risultati e l’impatto sui margini, visto l’elevato costo di produzione di iPhone X, potrebbe non essere negativo».

Il calo del mercato cinese
La Cina avrà un peso enorme. Nel 2016 il Paese valeva il 25% delle vendite di iPhone (in volumi), contro il 33% degli Stati Uniti e il 17% dell’Europa occidentale. «Nel 2017 potrebbe scendere al 23 per cento. Sembra che iPhone X in Cina non abbia entusiasmato, perché gli utenti sono abituati a schermi più grandi».

Può aver pesato il prezzo elevato di iPhoneX, oltre i 1000 dollari? «Credo che non sia stato un problema negli Stati Uniti e in Europa, specie nei Paesi dove la formula commerciale prevalente è l’abbonamento. In Cina potrebbe aver avuto un peso». Secondo alcuni analisti sentiti dal Financial Times, se Apple non dovesse dare lo spaccato di vendita dei singoli modelli, il prezzo medio darà indicazioni: se sarà sopra gli 800 dollari vorrà dire che c’è stata una forte domanda per l’X.

Mercato in contrazione?
Alla luce dei risultati in calo nel segmento smartphone anche per Samsung, si può parlare di segnali di contrazione del mercato? «Il mercato è certamente maturo, dove c’è crescita non è a due cifre, specie nei Paesi dove si vendono i top di gamma. Restiamo comunque positivi: nel 2017 sono stati venduti 1,56 miliardi di telefoni, nel 2018 saranno in crescita a 1,66 miliardi».

Oltre l’iPhone
Ci sarà poi da osservare la divisione servizi: app, musica, giochi, film, Apple Pay, Apple Care, iCloud. Qui l’azienda di Cupertino sta investendo e da diversi trimestri cresce in maniera importante: nell’ultimo ha raggiunto 8,5 miliardi di dollari (+34% su anno). Poi da osservare la categoria “altri prodotti”, dove si trovano Apple Watch, Airpods e dove tra poco ci sarà HomePod, lo smart speaker domestico che sarà in vendita, non in Italia, dal 9 febbraio. In particolare le cuffie senza fili a Natale potrebbero aver registrato buoni numeri.

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