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La Cina prende il controllo di Anbang (e del Waldorf Astoria di New…

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Assicurazioni

La Cina prende il controllo di Anbang (e del Waldorf Astoria di New York)

Pechino non vuole rischiare il collasso di Anbang Insurance Group, il gruppo assicurativo cinese proprietario, tra l’altro dell’iconico hotel Waldorf Astoria di New York. Così le autorità cinesi hanno deciso di assumere il controllo diretto da subito, e per un anno , del terzo assicuratore del paese che rischia l’insolvenza per sospette attività illegali dopo che l'ex patron è stato perseguito per «reati economici» . E, quindi anche il controllo del lussuoso hotel newyorkese.

Niente nazionalizzazione del capitale
La China Insurance Regulatory Commission (Circ), la Commissione cinese di vigilanza sulle attività delle assicurazioni, attraverso una nota, ha annunciato che assumerà, per un anno, la gestione del gruppo precisando che il controllo non è accompagnato da una nazionalizzazione del capitale, dal momento che Anbang continuerà a operare come un gruppo privato. Anbang ha violato i regolamenti assicurativi «seriamente» mettendo in pericolo la sua capacità di rimborsare i propri debiti, ha affermato la Commissione che assicura come «i diritti legittimi e gli interessi dei clienti assicurativi e degli stakeholder saranno protetti in modo efficace».

Nel 2014 comprò il Waldorf Astoria per la cifra record di 1,95 miliardi $
Fondato nel 2004 da Wu Xiaohui che vantava legami «politici» con la famiglia del leader riformista Deng Xiaoping di cui ha sposato la nipote Zhuo Ran , Anbang è passato da semplice assicuratore immobiliare ad essere un colosso finanziario che ha investito molto all'estero. In particolare il gruppo è finito sotto i riflettori nel 2014 comprando il Waldorf Astoria per la cifra record di 1,95 miliardi di dollari e negli ultimi anni ha aumentato il numero di acquisizioni di gruppi assicurativi esteri: il sudcoreano Tong Yang Life, il Vivat dei Paesi Bassi e il belga Fidea. Anbang è il primo gruppo cinese a diventare oggetto di una misura così radicale dopo che lo scorso anno Pechino ha ordinato a diverse importanti compagnie del paese di ridurre gli investimenti stranieri. Se il gigante Wanda ha ottemperato vendendo per miliardi di dollari gli asset nel settore del turismo, Anbang aveva in qualche modo fatto resistenza, dichiarando a luglio di non avere piani di vendita dei suoi investimenti. Tuttavia il gruppo aveva dovuto annunciare a metà giugno 2017 le dimissioni del suo emblematico patron, Wu Xiaohui, ufficialmente «per motivi personali» . La stampa cinese aveva quindi denunciato il suo arresto che non è mai stato confermato ufficialmente.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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