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posizioni in azioni ordinarie e risparmio

Il fondo Elliott muove su Telecom Italia, attacco a Vivendi. «Soglie non superate»

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Si apre un nuovo capitolo nella vicenda Telecom Italia. Il fondo Elliott Management di Paul Singer sta accumulando quote nel gruppo tlc per cercare di contrastare la modalità con cui Vivendi sta guidando la società. Lo ha riportato per prima l’agenzia Bloomberg citando alcune fonti, secondo le quali Elliott sta valutando l’ipotesi di proporre propri consiglieri per il board di Telecom e spingere per altri cambiamenti all'interno della società. Il mercato ha mostrato di credere da subito alla notizia, tanto che all’apertura delle contrattazioni a Piazza Affari il titolo Tim ha registrato un balzo del 6 per cento. Il pacchetto di azioni rastrellate sarebbe tale da permettere al nuovo socio di avere voce in capitolo nella nomina di consiglieri d'amministrazione e impostare una differente condotta del gruppo telefonico. Il quorum per presentare una propria lista è del 5 per cento.

Secondo le indiscrezioni Elliott sarebbe andato già oltre questa quota ma un portavoce ha fatto sapere che il fondo attivista «ha una partecipazione in azioni ordinarie e di risparmio di Telecom Italia» e che «la posizione in azioni ordinarie è tale da non superare, ad oggi, le soglie che impongono la divulgazione ai sensi delle leggi italiane applicabili», cioè il 5 per cento. «Sebbene Elliott - ha proseguito il portavoce - potrà ulteriormente aumentare la propria partecipazione in Telecom Italia (e nel qual caso renderà pubblico il superamento delle soglie superate in conformità alle leggi italiane), non sta cercando e non cercherà di raggiungere il controllo di Telecom Italia».

Quanto a Telecom, il presidente Arnaud de Puyfontaine ha ostentato tranquillità: «Sono contento del lavoro svolto. Tutti gli azionisti sono benvenuti ed è una cosa positiva che la società sia considerata attraente dagli investitori». Il manager ha poi preannunciato «grandi notizie su Tim» uscendo dal consiglio di amministrazione iniziato questa mattina attorno alle 10. Il Cda è chiamato ad approvare i conti del 2017 e il piano industriale.

La mossa a sorpresa di Elliott sarebbe dovuta alla preoccupazione per il calo delle azioni di Telecom e della sua performance finanziaria da quando Vivendi ha assunto il controllo. L’assemblea annuale di Telecom Italia è in calendario il prossimo 24 aprile e in quella occasione Elliott potrebbe presentare i suoi candidati al board, nel quale il gruppo francese del finanziere bretone Vincent Bolloré controlla dieci poltrone su 15. Come si diceva la notizia dell’ingresso di Elliott arriva in un momento delicato: a ridosso delle elezioni e nel giorno del Cda della società chiamato a varare il piano industriale del ceo Genish, che prevede la separazione della rete.

Il fondo Elliott è diventato uno dei più impegnati azionisti attivi sul mercato, spingendo per cambiamenti in almeno 25 società. Nel suo mirino sono finite, fra le altre, BHP Billiton e NXP Semiconductors.

Il fondo è noto in Italia, tra l’altro, per aver finanziato gli acquirenti cinesi del Milan, investendo oltre 300 milioni di euro che dovranno essere restituiti nel prossimo ottobre con gli interessi.

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