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Rendono più dei BTp ma sono costose: segreti e vantaggi delle polizze…

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assicurazioni

Rendono più dei BTp ma sono costose: segreti e vantaggi delle polizze vita

Con un rendimento medio lordo 2017 del 3% circa le polizze Vita rivalutabili si distinguono, ancora una volta, nel piatto mondo dei tassi zero. Un dato del tutto simile del 2016, quando le gestioni analizzate riconducibili a prodotti ancora in commercio, hanno ottenuto una rivalutazione lorda pari a 3,18 per cento.

Questo è quanto emerge dall’Osservatorio Mia di Prometeia, che offre una fotografia dei risultati comunicati nelle scorse settimane dalle compagnie assicurative e relativi alle “gestioni separate” collegate a polizze in collocamento. Delle soluzioni queste che, al momento, sono ancora molto apprezzate in quanto sostanzialmente immunizzate dal rischio del rialzo dei tassi che si potrebbe concretizzare nel prossimo periodo. La raccolta delle cosiddette polizze di ramo I continua a rappresentare il 65% della nuova produzione: dopo un 2017 in cui questi contratti avevano raccolto oltre 50 miliardi, anche gennaio inizia bene, con 4,3 miliardi.

Queste gestioni hanno un funzionamento che contabilizza i titoli al costo storico (e non ai valori di mercato) e ciò ha consentito di chiudere con un bilancio positivo anche il biennio 2008-2009. Inoltre il risultato netto realizzato viene di solito consolidato e acquisito dall’assicurato e, dulcis in fundo, il ramo I non paga il bollo sugli investimenti (0,2% annuo).

Si tratta, è bene ricordarlo, di rendimenti lordi che vanno alleggeriti dai costi trattenuti dalla compagnia (variabili generalmente da un minimo di 0,5% a un massimo di 2%). Poi al conto vanno sottratti anche i caricamenti iniziali che, secondo una recente analisi di Ivass, possono sfiorare anche il 5%. Sono da mettere in conto poi eventuali costi per uscite anticipate (di solito nei primi cinque anni).

Fatte queste doverose premesse, va detto anche che ormai questi prodotti, a causa della garanzia sui premi netti versati rivalutati (che pesa sui bilanci delle compagnie per l’elevato assorbimento di capitale richiesto da Solvency II), difficilmente vengono venduti “stand alone” dalle compagnie, se non mediante multiramo (che investono quindi anche sulle unit linked). Queste ultime tipologie contrattuali, stando a una recente pubblicazione Ania, hanno raccolto, nel solo mese di gennaio, 2 miliardi di euro (equamente ripartiti tra ramo I e polizze finanziarie).

Guardando ai risultati realizzati dalle singole gestioni separate si riconferma che sul mercato esistono situazioni molto eterogenee. Alcuni gruppi, che hanno contenuto gli afflussi di nuova raccolta sui vecchie gestioni, riescono ancora a superare il 4%. È il caso di Intesa Sanpaolo Vita con Fondo Cresci Solido che con il 4,41% ha superato addirittura il risultato del 2016 (4,17%). Sopra il 4% anche due fondi di Reale (Valuta Reale e Previ Reale), mentre Reale due, è il fanalino di coda con lo 0,95% .

Chi valuta questi contratti, che fra qualche tempo potrebbero anche essere oggetto di rivisitazione, deve analizzare sia i costi sia gli andamenti della gestione e la sua composizione: qualche linea stenta a coprire le spese pagate.

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