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Spotify, debutto boom a 165,9 dollari poi frena. A Milano volano…

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La giornata dei mercati

Spotify, debutto boom a 165,9 dollari poi frena. A Milano volano Fca e Mediaset

Andamento titoli
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Chiusura contrastata per le Borse europee (segui qui l'andamento dei listini), con Milano che ha vantato la performance migliore in progresso dello 0,44% (segui il FTSE MIB) , spinta in alto da Fiat Chrysler Automobiles e Mediaset. Hanno invece chiuso in calo le altre Borse europee, con Francoforte che è risultata la peggiore. Gli indici del Vecchio Continente sono rimasti prudenti, nonostante il rimbalzo di Wall Street, che tuttavia ieri aveva registrato una seduta in profondo rosso, con numerosi titoli tech venduti a piene mani. A ricreare uno scenario più positivo è stato il debutto di Spotify, che ha segnato il primo scambio in progresso del 26% rispetto al prezzo di collocamento, a 165,9 dollari per poi essere scambiata attorno ai 155 dollari. La società guidata dal fondatore e ceo Daniel Ek in avvio valeva 29,5 miliardi di dollari rispetto ai 23,5 miliardi delle ultime valutazioni dei giorni scorsi, che fissavano il prezzo a 134 dollari ad azione. Il gigante dello streaming musicale fondato in Svezia nel 2006 ha deciso di entrare a Wall Street con una quotazione diretta, senza usare le banche come «agente stabilizzante» per sostenere le azioni se dovessero crollare all'improvviso.

Oltre al debutto di Spotify, a rasserenare gli animi hanno contribuito anche gli strategist di BlackRock, che hanno espresso un giudizio favorevole sulla Borsa americana, pur ammettendo che un aumento del protezionismo statunitense e un balzo dei rendimenti dei Treasury potrebbero rappresentare degli ostacoli al loro outlook ottimista. D'altra parte la situazione rimane fluida nell’attesa di sviluppi sul fronte geopolitico internazionale, soprattutto dopo la decisione di Pechino di domenica scorsa di introdurre dazi alle merci americane, per circa 3 miliardi di dollari, in risposta alle recenti decisioni assunte dal presidente, Donald Trump, in tema di commercio internazionale. Mossa interpretata dagli esperti come un avvertimento che preannuncia nuove strette da parte della Repubblica Popolare.

Fca in festa per i dati su vendite negli States, bene anche Moncler
A Piazza Affari Fiat Chrysler Automobiles ha vantato un progresso del 7,3%, festeggiando il dato migliore delle attese sulle immatricolazioni americane, salite a marzo del 14%, e nell'attesa dei numeri sulle vendite in Italia (che tuttavia hanno segnato un calo del 12,8%). Negli States sono volate soprattutto le vendite di Jeep, che salendo del 45% hanno toccato un record. Della galassia Agnelli hanno fatto bene anche le Ferrari (+0,78%) e le Exor (+0,87%), mentre hanno frenato le Cnh Industrial (-1,5%). Sono andate bene le Moncler, volate del 6,3% mentre il mercato inizia a scommettere sugli impatti positivi del progetto Genius presentato durante la settimana milanese della moda.

Mediaset spinta dall'accordo con Sky, debole Telecom

Mediasetè stata premiata con un progresso del 6,4%, dopo l’accordo del tutto a sorpresa che la società ha annunciato la scorsa settimana con Sky Italia. Accordo che pone fine alle schermaglie e contese tra le due aziende tv. L’intesa comporta uno scambio di canali, con Sky che sbarcherà nel digitale terrestre su bande di frequenza detenute dal Biscione (dove inserirà una parte dell'offerta sportiva). E Premium che invece sarà presente nel bouquet satellitare del gruppo controllato da Murdoch. Gli analisti hanno inoltre puntato l’indice sul fatto che Mediaset avrà anche un'opzione per cedere a Sky, entro i mesi di novembre-dicembre, una Newco in cui farà confluire le attività dell`area `Operation pay` di Premium. Per Equita «l'accordo è molto positivo per Mediaset», visto che per gli esperti porterà ricavi addizionali attorno a 70 milioni a partire dal prossimo anno. Valore che potrebbe salire a 80-90 milioni «se l`accordo sarà esteso a fine anno alle re-transmission fees».

Gli esperti della sim hanno rivisto al rialzo le stime sull’ebit del 12% e sull’utile netto del 2019 e del 2020 del 22%. Anche il target di prezzo sulle azioni è stato rivisto a 3,9 euro, in progresso dell’11% rispetto a quello precedente. Nonostante questo, Equita raccomanda prudenza tenendo conto dell’andamento incerto del mercato pubblicitario e tenendo inoltre conto che Vivendi, che detiene una quota del 29,9% del capitale, potrebbe vendere la partecipazione decidendo di abbandonare il progetto di creare un media player in Sud Europa. Secondo indiscrezioni il gruppo francese starebbe invece per annunciare il trasferimento della quota del 20% in Mediaset in un trust, in modo da rispettare i dettami della legge Gasparri che vieta una concentrazione nel comparto dei media e delle tlc.

Il gruppo francese controlla infatti una quota superiore al 23% di Telecom Italia, di cui risulta essere anche azionista di fatto. La posizione del gruppo transalpino, tuttavia, potrebbe cambiare se nel corso delle assemblee del 24 aprile e del 4 maggio sarà nominato un cda a maggioranza di membri indipendenti, grazie all’intervento del fondo Elliott. Intanto i titoli della compagnia di tlc hanno perso l’1,5%, nel giorno in cui è stato annunciato che l’ordine del giorno dell’assemblea del prossimo 24 aprile è stato integrato con la richiesta di Elliott di nominare sei consiglieri, che per altro andrebbero a sostituire i sei consiglieri che hanno rassegnato le dimissioni lo scorso 22 marzo.

Banche stabili, occhi puntati su Intesa Sanpaolo

Le azioni bancarie hanno registrato un andamento abbastanza stabile. Gli orcchi sono rimasti puntati su Intesa Sanpaolo (+0,12%), sull’ipotesi che il gruppo sia sul punto di firmare un’intesa con un big dell'asset management, al quale potrebbe cedere una quota di minoranza di Eurizon. A rivelare il progetto che si delinea all’orizzonte è stato lo stesso consigliere delegato, Carlo Messina, in un'intervista. L'obiettivo, ha sottolineato il manager, è quello di contrastare i competitor sul terreno digitale. Unicredit ha guadagnato lo 0,13%, Mediobanca lo 0,4%, mentre Banca Pop Er ha perso lo 0,3%,Banco Bpmlo 0,23% e Ubi Bancalo 0,11%.

St la peggiore del Ftse MIb, male anche Leonardo e Saipem

STMicroelectronics (-2,9%), ha registrtato la performance peggiore del Ftse MIb, pagando dazio al timore che Apple nei prossimi anni riveda la propria politica di produzione e dunque ritiri commesse ai principali fornitori. Rumor che ieri hanno fatto precipitare le azioni di Intel, che tuttavia oggi hanno aperto in rialzo. Secondo indiscrezioni, infatti, la casa di Cupertino dal 2020 produrrà in casa i microprocessori per i computers Mac. Gli analisti hanno ricordato che le commesse di Apple per St nel 2017 hanno rappresentato il 10,5% del fatturato complessivo dell’azienda, livello che secondo quest’anno dovrebbe salire al 13,9%. Comunque a Piazza Affari sono andate male anche le Leonardo - Finmeccanica (-2,2%) e le Saipem (-1,79%).

Euro debole sotto 1,23 dollari, petrolio in rialzo

Sul fronte valutario l'euro 'euro si è indebolito nei confronti del dollaro, violando al ribasso la soglia di 1,23 (segui qui l'andamento delle valute). In rialzo i prezzi del petrolio, che hanno allungato il passo nel pomeriggio (segui qui l'andamento del barile).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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