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Mercati, tra gli operatori resta il sereno. Ottimismo su borsa e spread

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Mercati, tra gli operatori resta il sereno. Ottimismo su borsa e spread

Rimane improntato all’ottimismo il sentiment dei mercati finanziari che sembrano aver ben recuperato dal balzo della volatilità registrato in febbraio. È quanto emerge dal sondaggio di aprile condotto da Assiom Forex fra i suoi associati in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor. Nel complesso il totale di coloro i quali vedono mercati in rialzo o stabili si attesta all’84%, lo stesso livello di un mese fa ma in netto miglioramento rispetto al 76% registrato fra la fine di gennaio e la metà di febbraio. Nello specifico si confermano al 39% quanto prevedono rialzi dei mercati azionari, con un 35% che vede rialzi compresi fra il 3 e il 10 per cento e un ulteriore 4% che invece non esclude rialzi superiori al 10%. Si confermano al 45% quelli che prevedono mercati stabili mentre i pessimisti rappresentano il 16% del totale.

Di questi il 15% vede la possibilità di ribassi compresi tra i 3 e i 10 punti percentuali mentre un ulteriore 1% scommette su un crollo superiore al 10%. «Nel complesso i mercati azionari restano con il vento in poppa – ha commentato il presidente di Assiom Forex, Luigi Belluti - a prescindere dalla prospettiva di una fine del Qe e di un euro in possibile sofferenza. Il combinato disposto di un’economia europea ormai in ripresa e l’avvio verso la conclusione del programma di acquisti straordinari deciso dalla Bce porterebbero maggiore ottimismo sulle Borse del Vecchio Continente più che sui possibili ulteriori guadagni della valuta di riferimento».

Cambi: per 83% operatori euro resterà stabile o calerà
Il sensibile rallentamento fatto registrare dall’euro nel corso delle ultime sedute è destinato a durare anche nel corso dei prossimi mesi. Ben l’83% degli operatori ritiene infatti che la moneta unica rimarrà stabile nei confronti del dollaro o perderà altre posizioni, una percentuale in forte aumento rispetto al 68% registrato un mese fa. Un risultato che conferma peraltro quanto emerso durante la riunione del consiglio direttivo della Bce del 26 marzo, riunione durante la quale, secondo quanto spiegato dallo stesso Mario Draghi, il tema della volatilità dell’euro non è stato discusso essendosi il valore della valuta indebolito rispetto ai mesi precedenti. Nello specifico, il 53% degli operatori (da 41% un mese fa) ritiene che l’euro rimarrà stabile mentre per il 30% (27%) sono pronosticabili ribassi che per l’1% saranno molto sensibili. Solo per il 17% invece l’euro tornerà ad apprezzarsi, una percentuale in sensibile riduzione rispetto a un mese fa (32%).

Per 67% operatori ribasso spread destinato a durare
Il ridimensionamento dello spread registrato in queste settimane non è un fenomeno temporaneo. Il 67% degli operatori Assiom Forex (erano il 45% in marzo) vede uno spread compreso fra i 100 e i 150 punti mentre per il 25% degli operatori (dal 41%) è plausibile un rientro nella soglia compresa tra 150 e 175 punti. Attualmente il differenziale si aggira attorno ai 120 punti. Scende di conseguenza dal 14% all’8% il numero di quanti ritengono possibile uno sforamento di quota 175 punti con un 1% che non esclude un ritorno sopra quota 200 punti. «Per quanto riguarda lo spread – ha commentato il presidente di Assiom Forex Luigi Belluti - a due mesi dalle elezioni italiane e con tutte le incertezze di un futuro governo ancora da dissipare, gli investitori sembrerebbero indicare un punto di equilibrio in un livello di spread ancora in diminuzione rispetto alle rilevazioni del mese precedente».

Il quadro geopolitico non minaccia l'economia globale
Il peggioramento del quadro geopolitico, fra guerra in Siria, sanzioni alla Russia e tensioni commerciali – quadro per fortuna rasserenato in parte dal processo di pace fra le due Coree – non rappresenta una seria minaccia per l’economia globale. Secondo il 63% degli operatori Assiom Forex che hanno preso parte al sondaggio, economia e geopolitica seguiranno due percorsi relativamente separati ed è anche possibile che le minacce della Casa Bianca in materia di dazi si rivelino solo una strategia di negoziazione. Il rimanente 37% ritiene invece che se non si troverà una soluzione diplomatica ai vari dossier aperti, vi è il rischio che si vada incontro a un rapido peggioramento della congiuntura con forti tensioni sui mercati valutari e a una battuta d’arresto delle borse.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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