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Super-Apple e rinvio dazi spingono l'Europa. Milano al top dal 2009

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Super-Apple e rinvio dazi spingono l'Europa. Milano al top dal 2009

Andamento titoli
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I conti record di Apple e il fantasma dei dazi che (per ora) si allontanano dall'Ue hanno spinto le Borse del Vecchio Continente, che chiudono tutte in positivo. Questo nonostante i dati deboli sull’economia europea e dall’altro lato dell’Atlantico il dollaro si rafforza ma a frenare Wall Street è l’attesa per la riunione Fed sui rialzi dei tassi di interesse. Dopo Francoforte la piazza migliore stavolta è proprio Milano, dove il Ftse Mib guadagna l’1,19% e scavalca agevolmente la soglia dei 24.200 punti (ai massimi da ottobre 2009).

Il biglietto verde in rialzo ha spinto Brembo (+5,63%), seguita da STMicroelectronics (+4,63%), che ha festeggiato le buone previsioni di Apple, primo cliente del gruppo italo-francese. Oltre al boom di utili, il colosso di Cupertino ha lanciato anche un buyback record da cento miliardi. Bene anche Ferrari (+3,63%) e la galassia Fca (+2,48%), con i dati positivi delle immatricolazioni negli Usa in aprile (ma in calo in Italia). Acquisti alla fine anche su Telecom, che ottiene un +2,32% in vista dell'assemblea del 4 maggio con la sfida Ellitt-Vivendi che ogni giorno si arricchisce di un nuovo capitolo sull'eventuale permanenza, o meno, di Amos Genish.

Usa, +204mila posti lavoro settore privato aprile, sopra le stime
Crescita al di sopra delle previsioni dell'occupazione nel settore privato americano ad aprile. Il dato, che anticipa il rapporto sul lavoro che sarà pubblicato venerdì, conferma i progressi del settore. Secondo il rapporto mensile redatto da Macroeconomics Advisers e dall'agenzia che si occupa di preparare le buste paga Automatic Data Processing, il mese scorso sono stati creati 204.000 posti di lavoro in più su marzo, mentre le stime erano per +190.000. Secondo Adp, diventerà sempre più difficile per i datori di lavori trovare il personale con le giuste competenze.

Con Apple scattano gli acquisti sui tech
L'azionario europeo ha chiuso quindi in positivo (segui qui l'andamento dei principali indici), con i titoli tech in luce (segui qui l'andamento dei settori europei) . Piazza Affari è stata tra le migliori, con il FTSE MIB oltre i 24mila punti e sui massimi dall'ottobre 2009, proprio grazie alla spinta di St.


A Parigi corre Vivendi, al cda del 17 evoluzioni su Universal Music Group
Netto rialzo finale per Vivendi alla Borsa di Parigi (+3,88%), in attesa di novità su Universal Music Group. La media company francese ha annunciato che «in occasione del consiglio di sorveglianza del 17 maggio il direttorio presenterà i primi lavori riguardanti le ipotesi di evoluzione del capitale di Umg». Sulla scorta di questa comunicazione il mercato parigino, che punta sull'annuncio di una Ipo dell'assai redditizia divisione musicale americana, sta spingendo al rialzo la quotazione di Vivendi. Da tempo la quotazione in Borsa di Umg rientra nelle aspettative degli analisti e qualche operatore commenta che l'operazione avrebbe anche il merito di spostare i riflettori dalle difficoltà che il gruppo Vivendi sta incontrando in Italia, dove è imminente lo show-down con il fondo attivista Elliott all'assemblea del 4 maggio diTelecom Italia, di cui il gruppo francese è primo azionista.

Rallenta a +0,4% la crescita dell'Eurozona nel primo trimestre
Nel primo trimestre 2018 la crescita del Pil nella zona euro si è attestata sullo 0,4% rispetto a +0,7% nell'ultimo trimestre 2017. Andamento analogo nella Ue: +0,4% dopo +0,6%. Rispetto al primo trimestre 2017, il Pil è cresciuto nella zona euro del 2,5% e nella Ue del 2,4% dopo +2,8% e +2,7% rispettivamente nel trimestre precedente. E' la stima flash preliminare di Eurostat. Nel secondo e nel terzo trimestre 2017 il pil nella zona euro era aumentato dello 0,7%. Eurostat pubblicherà le stime flash il 15 maggio e le stime definitive il 7 giugno.

Pil, Istat stima +0,3% in primo trimestre, +1,4% tendenziale
Nel primo trimestre dell'anno l'Istat stima una crescita del Pil italiano pari allo 0,3% congiunturale e all'1,4% tendenziale. Il primo trimestre ha avuto tre giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative del primo trimestre 2017. La variazione acquisita per il 2018 è pari a +0,8 per cento. All’inizio del 2018, commenta l'Istat, l’economia italiana è cresciuta a un ritmo congiunturale dello 0,3% segnando un risultato analogo a quello del trimestre immediatamente precedente e confermando il rallentamento rispetto alla dinamica più marcata registrata nella prima parte del 2017. La lieve decelerazione emersa nel periodo più recente determina un contenuto ridimensionamento del tasso di crescita tendenziale che scende all’1,4 per cento (dall'1,6% dell'ultimo trimestre del 2017). In ogni caso, con il risultato del primo trimestre la durata dell’attuale fase di espansione dell’economia italiana si estende a 15 trimestri; il livello del Pil risulta ancora inferiore dello 0,9% rispetto al precedente picco del secondo trimestre del 2011 ma superiore del 4,4% rispetto all’inizio della fase di recupero.

Il dollaro spinge l'euro sulla soglia di 1,20, "balla" il prezzo del petrolio
Anche nell'ultima seduta è stato protagonista il dollaro che continua ad apprezzarsi verso tutte le principali valute. Il cambio euro/dollaro è così sceso sotto quota 1,20 sotto la media a 200 giorni per la prima volta da aprile dello scorso anno (segui qui l'andamento del dollaro contro le principali valute e qui quello dell'euro). In forte deprezzamento anche la sterlina dopo il dato sul Pmi manifatturiero di aprile che ha deluso le aspettative. Sul fronte delle materie prime, resta "ballerino" il prezzo del petrolio: il Wti sale mentre il Brent scende (segui qui l'andamento del greggio in tempo reale) dopo la notizia che le scorte Usa sono cresciute più delle stime e in vista di possibili nuove sanzioni contro l'Iran.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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