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Generali, conti spinti dal ramo danni

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Prima trimestrale 2018

Generali, conti spinti dal ramo danni

Generali, il Leone di Trieste
Generali, il Leone di Trieste

Il risultato tecnico del settore Danni e la migliore gestione finanziaria spingono l’utile di Generali nel primo trimestre del 2018 che vede crescere anche l’indice di solidità patrimoniale.
Nel primo scorcio dell’anno la società ha registrato un risultato operativo di 1,253 miliardi, in crescita del 4,9% e profitti per 581 milioni, in aumento dell'8,6%. Entrambe le voci sono superiori al consensus degli analisti che stimavano un utile netto di 575 milioni e un risultato operativo in linea con quello del primo trimestre 2017 e vicino a 1,2 miliardi.

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Scende il combined ratio
In questo contesto il fattore chiave è stato certamente il combined ratio che è sceso al 91,4% (gli analisti lo immaginavano in crescita al 93,2%), in calo di 1,6 punti percentuali. Una contrazione che ha incrementato la reddittività del comparto Danni che non a caso ha archiviato il primo trimestre dell’anno con un risultato operativo in ascesa del 14,1 per cento. Questo nonostante l’impatto negativo di 76 milioni di euro di sinistri catastrofali legati alle tempeste in Francia e Germania. Stabile invece il risultato operativo nel Vita mentre è stato positivo l’andamento del segmento Holding, grazie soprattutto al contributo fattivo delle attività di investments e asset management.

Il piano dismissioni «sta andando bene»
Riguardo ai premi, il giro d’affari è complessivamente cresciuto a 18,6 miliardi, in aumento del 2,5% a perimetro omogeneo, ossia non considerando l’impatto delle cessioni avvenute nell’ultimo anno. Proprio riguardo al piano di dismissioni il cfo Luigi Lubelli, nel corso di una conference call con le agenzie di stampa, ha sottolineato che «il processo sta andando molto bene» e che Generali è già «sopra l’obiettivo annunciato al mercato (1 miliardo di euro, ndr)».
Tornando ai premi, più nel dettaglio il Vita ha registrato un incremento delle polizze unit linked (+9,9%) mentre il Danni ha visto il suo giro d’affari salire complessivamente dell’1,4 per cento. Questo nonostante il rallentamento del segmento auto sia in Italia (-4,5%), complice la contrazione del premio medio e del portafoglio, che in Germania (-1,4%), per via delle azioni a sostegno di un miglioramento della redditività del canale broker.
Infine, riguardo all’indice di Solvency, il Preliminary Regulatory Solvency Ratio si è attestato al 211% contro il 208% di fine anno mentre l’Economic Solvency Ratio al 233% dal 230% del 2017.

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