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la giornata dei mercati

Si apre spiraglio nella crisi, Milano (+0,5%) riparte con banche e petrolio

Andamento titoli
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Chiusura positiva per le Borse europee (segui qui l'andamento degli indici), dopo la debolezza della vigilia e nonostante le preoccupazioni provocate dalla decisione degli Stati Uniti di uscire dall’accordo sul nucleare in Iran. Mossa che ha messo le ali al prezzo del greggio, arrivato su nuovi massimi da tre anni. Milano ha vantato una delle performance migliori del Vecchio Continente, nonostante continui lo stallo politico sul Governo. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deciso di concedere ancora un giorno di tempo a Lega e Movimento 5 stelle per trovare una eventuale quadra. La posizione del Quirinale ha di nuovo spinto in alto lo spread, che invece in mattinata era sceso in area 126 punti: il differenziale si è portato sopra i 133 punti per chiudere a 131,9. Il Ftse Mib, dopo la frenata dell’1,6% del,a vigilia, ha chiuso le contrattazioni in progresso dello 0,51%, beneficiando del rimbalzo delle banche e del comparto petrolifero.

Bper in pole position tra le banche

A Piazza Affari si sono distinte le Bper, che hanno vantato la performance migliore dell’indice principale, salendo dell'8,2%. Il mercato ha festeggiato la trimestrale dell’istituto, chiusa con un utile netto da record di 251 milioni. Risultato che gli analisti di Equita hanno definito «molto sopra le attese». Tra l’altro i vertici di Bper hanno anche «rivisto in termini più ambiziosi i target di riduzione dello stock di crediti deteriorati rispetto a quelli contenuti nella Npe Strategy comunicata nel novembre dello scorso anno». A questo punto il nuovo obiettivo è di raggiungere un'incidenza dei crediti deteriorati lordi sul totale crediti in area 11,5% nel 2020 e sotto il 10% nel 2021. Gli esperti di Mediobanca hanno raccomandato un ‘Outperform’. Sono andate bene anche le Banco Bpm (+2,9%), nell'attesa dei numeri trimestrali diffusi a Borsa chiusa, e le Ubi Banca (+3,5%). Intesa Sanpaolo, all’indomani dei conti del primo trimestre, ha guadagnato lo 0,5%. E0 andata bene anche Unicredit (+1,2%), ieri sotto la lente dopo il botta e risposta tra il fondo Caius Capitale e la banca sulla situazione patrimoniale.

Saipem, Eni e Leonardo sugli scudi, bene anche Ferragamo

La volata del prezzo del greggio ha fatto salire le quotazioni di Saipem (+5,89%) edEni (+2,77%). Leonardo - Finmeccanica ha registrato un progresso del 3% sull’onda della trimestrale diffusa ieri e chiusa con ricavi in crescita del 3,8% a 2,451 miliardi, principalmente per effetto della ripresa degli elicotteri. Salvatore Ferragamo ha vantato un progresso dell’1,2%, beneficiando della scommessa che Micaela Le Divelec sia presto nominata ceo del gruppo. La manager vanta un’esperienza ventennale maturata in Gucci. Del settore della moda, sono salite dello 0,14% le Moncler, mentre hanno perso lo 0,7% le Tod's, nell’attesa dei conti diffusi a mercati chiusi.

Male galassia Agnelli, giù Telecom

Hanno invece sofferto le azioni della galassia Agnelli, con Fiat Chrysler Automobiles (-1,9%) e Ferrari (-0,7%) in retromarcia. D'altra parte i titoli continuano a vantare una delle performance migliori del mercato da inizio anno. Telecom Italia ha lasciato sul parterre l'1,5%, sulla notizia della sanzione da 74 milioni comminata dal Governo nell’esercizio della così detta Golden Power. Notizia che ha finito per mettere in secondo piano anche i conti superiori alle attese di Tim Brasil, che nel primo trimestre ha registrato ricavi di gruppo in aumento del 4,8% e un ebitda in progresso del 16 per cento. Intanto è scattato il conto alla rovescia anche per la trimestrale del gruppo, che il cda sarà chiamato ad approvare il prossimo 16 maggio.

Spread di nuovo a 131 punti. Rendimento all'1,88%

Lo stallo politico è tornato a spingere lo spread Btp/Bund, tornato sopra la soglia dei 131 punti rivista ieri dopo due mesi. Questa mattina, invece, il differenziale era sceso a 126 punti. . Il rendimento sul decennale italiano si attesta attorno al'1,88%. Intanto Oltreoceano i Trasury rendono il 2,99%. Ieri il numero uno della Fed, Jerome Powell, ha dichiarato che il mercato è ben allineato con le attese della Fed sul processo di rialzo dei tassi.

L'euro si conferma debole, dollaro in rialzo

Prosegue in rialzo il biglietto verde, che continua anche oggi a rafforzarsi contro le altre divise, dopo la decisione del presidente Trump di ritirarsi dall’accordo con l’Iran. Il cambio euro/dollaro continua a segnare nuovi minimi da fine 2017 (segui qui l'andamento dell'euro contro le principali divise e qui quello del dollaro).

Petrolio aggiorna nuovi massimi da tre anni dopo Trump e scorte Usa

Petrolio in gran rialzo. Il prezzo del greggio, sugli scudi già dopo la notizia dell'uscita degli Usa dall'accordo sul nucleare iraniano, ha allungato ancora il passo dopo la pubblicazione dell dato sulle scorte settimanali Usa di greggio, inaspettatamente calate. Il Wti è arrivato a salire di oltre il 3% aggiornando nuovi massimi da 3 anni . (segui qui le quotazioni in tempo reale).

Oltreoceano i prezzi alla produzione salgono meno delle attese

I prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono saliti ad aprile ma meno delle stime degli analisti. Come reso noto dal Dipartimento del Lavoro americano, i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,1% sul mese precedente, contro attese per un +0,2%. A marzo l'indice era cresciuto dello 0,3% (dato rimasto invariato). La componente "core" - quella depurata dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi dei beni alimentari ed energetici - è cresciuta dello 0,2% come previsto. Rispetto all'aprile 2017 il dato è salito del 2,6%, il rialzo più contenuto dallo scorso dicembre

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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