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Tesla, fondi attivisti contro Elon Musk

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Tesla, fondi attivisti contro Elon Musk

«Una domanda noiosa, stupida e sfigata». La mancata risposta di Elon Musk sui ritardi accumulati da Tesla per produrre la Model 3, nella conference call con gli analisti del 2 maggio, ha fatto scoppiare il panico tra gli investitori. Facendo scendere le azioni oltre l’8% a Wall Street. Lunedì si è saputo che Musk, subito dopo il crollo, ha acquistato azioni Tesla per 9,8 milioni di dollari: si è trattato dell’acquisto più importante per il ceo della casa automobilistica californiana da marzo 2017 secondo i file depositati alla Sec. Musk, 46 anni, già primo azionista di Tesla è salito con le azioni a sconto, comprate «short» dopo il crollo seguito alla conference call, a una quota vicina al 20% del capitale. Il titolo ha già recuperato. Ma i malumori, le critiche e i dubbi tra gli azionisti restano.

Il fondo attivista CtW Investment Group, che gestisce più di 250 miliardi di dollari di asset per i fondi pensione dei sindacati, e che è tra gli investitori di Tesla, si oppone alla rielezione di tre componenenti del consiglio di amministrazione della società di auto elettriche durante l’assemblea annuale degli azionisti in programma il prossimo 5 giugno.

Il fondo CtW invita anche gli altri azionisti di Tesla a votare «no» per la rielezione di Kimbal Musk, il fratello del ceo Elon Musk. E ugualmente di votare contro la riconferma nel board di Tesla di James Murdoch, il figlio di Rupert, attuale ceo di Twenty-First Century Fox  - che tra l’altro, stando alle ultime indiscrezioni, non sarebbe gradito neanche nel board di Disney, nel caso in cui la società di Topolino dovesse avere la meglio su Comcast nella gara per acquisire Fox. Il terzo componente del Cda di Tesla inviso al fondo attivista CtW e al fondo pensioni dei sindacati, è Antonio Gracias che viene da un fondo di private equity e che nel board ha la funzione di «Lead independent director», il punto di riferimento per le istanze degli amministratori indipendenti.

In una lettera, il direttore esecutivo del fondo attivista, Dieter Waizenegger, senza mezzi termini, scrive che «Tesla ha mancato il raggiungimento dei suoi critici obiettivi di produzione ed ha conseguentemente dissipato i precedenti progressi verso la redditività. Invece di riconoscere la necessità di avere amministratori davvero indipendenti nel board, Tesla ha scelto di rinominare tre persone che sono l’esemplificazione dell’incapacità dell’azienda a evolversi». Tesla ha bruciato circa 4 miliardi di dollari l’ultimo anno nel tentativo di riorganizzare i processi per la Model 3.

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