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Moda, le piccole aziende del Sud tra bond e sostenibilità

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Moda, le piccole aziende del Sud tra bond e sostenibilità

Il “Made in Italy” sostiene la moda. Il settore, secondo le stime preliminari del Centro Studi di Confindustria Moda, ha registrato nel 2017 un fatturato vicino ai 94,2 miliardi di euro, in aumento del 3,2% sul 2016. E a contribuire al risultato sono molte imprese del Mezzogiorno. Alcune di queste, per allenarsi alle sfide della crescita e dell’internazionalizzazione, aderiscono al programma Elite, promosso da Borsa Italiana e Confindustria per le aziende ad alto potenziale di crescita. È il caso di Gi.Mel, azienda pugliese di abbigliamento d'alta gamma per bambini e molto attenta ai temi della sostenibilità ambientale; c’è poi MyChoice, impresa di Napoli che produce borse e accessori donna in pelle ed è pronta

all’emissione del primo bond sul mercato ExtraMot Pro. Infine c’è Kiton, espressione della tradizione sartoriale napoletana, azienda già molto conosciuta in Italia e nel mondo.

La pugliese Gi.Mel tra moda e sostenibilità ambientale
Dal 1977 Gi.Mel, fondata a Putignano (Bari) da Melina Giannoccaro, realizza e distribuisce abbigliamento e accessori per bambini, collaborando con importanti brand della moda junior. L’85% della produzione varca i confini nazionali, diretta verso 40 Paesi. Nel 2017 il fatturato di Gi.Mel è cresciuto del 30% rispetto al 2016, sfiorando i 18 milioni di euro. I dipendenti sono 52. Attenzione al sociale

e sostenibilità ambientale sono gli elementi che caratterizzano l’azienda. Gi.Mel entra in Elite nel 2018 con l’obiettivo di accrescere la propria visibilità. «Il programma – spiega Alberto Dalena, amministratore delegato di Gi.Mel – rappresenta un’occasione per affinare competenze e conoscenze, per preparare la squadra al prossimo futuro. Auspichiamo di diventare una buona opportunità per tutti gli investitori». I tempi per una quotazione non sono ancora definiti: «Risentiranno molto dei risultati che conseguiremo nel prossimo futuro – aggiunge Dalena - e della capacità di creare interesse intorno alla nostra reputazione e al nostro business model».

MyChoice, un bond e la ricerca di 70 addetti

MyChoice, fondata dai fratelli Mariano e Francesco Di Lillo, crea, produce e commercializza borse da donna e accessori in pelle. Con 250 dipendenti e un fatturato consolidato di gruppo (di cui fanno parte 4 società guidate dalla famiglia Di Lillo) vicino ai 30 milioni di euro, a settembre l’azienda si prepara a inaugurare, a Nola (Napoli), il primo stabilimento produttivo altamente innovativo, per un investimento complessivo di 5 milioni di euro. «Siamo alla ricerca di 70 risorse da inserire in organico in vista della nuova apertura – racconta Mariano Di Lillo, amministratore unico di MyChoice – ma non riusciamo a trovarle perché mancano le competenze tecniche». Da qui l’idea di realizzare, nell’Interporto di Nola, un’Accademia per la formazione di figure specializzate per il comparto pelletteria. È in fase di sottoscrizione poi l’emissione del primo bond sul mercato ExtraMot Pro. «La quotazione – aggiunge Di Lillo – non è una priorità, abbiamo ancora bisogno di crescere. Elite offre l’occasione di adottare una corretta struttura finanziaria e aumentare la nostra visibilità».

Kiton, la sartoria napoletana nota nel mondo
Fondata nel 1968 ad Arzano, Kiton conta oggi oltre 800 dipendenti, un fatturato 2017 di 126 milioni di euro (+7% sul 2016), 60 negozi monomarca nel mondo e la

presenza in oltre 200 punti distribuzione multimarca. I cinque siti produttivi sono tutti in Italia e un’ampia fetta del fatturato (circa l’85%) è generata dall’export. Gli Usa rappresentano il mercato principale, ma il brand è presente anche in Europa, Russia e Asia. «Il nostro lavoro – spiega Antonio De Matteis, amministratore delegato – si ispira da sempre al principio della qualità. Un elemento che deve caratterizzare tutto il processo produttivo e non il solo prodotto. Significa valorizzare le maestranze, improntare i rapporti con il cliente seguendo i dettami di questo principio». In Elite, l’azienda è entrata nell’ottobre del 2013 e oggi partecipa alla terza fase del programma (Get Value). «Abbiamo aderito all’iniziativa per approfondire la conoscenza delle opportunità offerte e confrontarci con altre aziende», aggiunge De Matteis. La quotazione, però, non rientra nei programmi a breve termine.

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