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Milano chiude in rosso nel giorno della fiducia a Conte, lo spread risale

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la giornata dei mercati

Milano chiude in rosso nel giorno della fiducia a Conte, lo spread risale

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Giornata nervosa per Piazza Affari, segnata dall’esordio del premier Giuseppe Conte al Senato. La Borsa milanese, dopo una mattinata in altalena, alla fine ha allargato le perdite e chiuso la seduta con un rosso dell'1,18% sotto i 21.800 punti, con lo spread che ha chiuso in netto rialzo a 239 punti. Una performance, quella di Milano, che l’ha resa la peggiore in Europa. Gli indici sono scivolati in territorio negativo proprio in concomitanza con l'inizio del discorso programmatico di Conte a Palazzo Madama, dove il neo premier ha espresso la volontà di agire con forza per adeguare la governance europea, chiedendo di riaprire il dialogo con la Russia e fermare le sanzioni. Parole che hanno lasciato perplessi gli analisti di Borsa rispetto alla futura azione di governo e che, forse, ha lasciato delusi chi si aspettava un’agenda più stringente e concreta.

A pagarne maggiormente il prezzo, spingendo giù il Ftse Mib, sono stati i big bancari, tutti in negativo, da Intesa Sanpaolo (-3,83%) a Unicredit(-3,56%), passando per Bper (-3,4%) e Ubi Banca(-3,21%). Le vendite sono state in scia con il report di Jp Morgan di lunedì che esprimeva cautela sul settore a causa dell'allargamento degli spread tra i titoli di Stato. Male anche Azimut (-4,09%). In controtendenza a Milano c’è stata Stmicroelectron, che ha terminato la seduta con un rialzo del 4,34%, in testa alla classifica dei titoli migliori. Ma è stato tutto il settore tech che ha guadagnato in Europa grazie ai nuovi record del Nasdaq sull’altra sponda dell’Atlantico, mentre l'indice Dow Jones, su cui pesano le tensioni commerciali, non ha aiutato i listini europei.

Sul fronte macroeconomico, gli indici Pmi dell'Eurozona sono risultati sostanzialmente in linea con le previsioni. La sorpresa positiva è arrivata dall'Italia, dove l'indicatore del settore servizi è salito in maggio a 53,1 punti dai 52,6 di aprile, al di sopra dei 52,8 punti previsti dal mercato. L'indice relativo all'intera Eurozona, d'altra parte, è sceso a 53,8 punti da 54,7, appena sotto ai 53,9 attesi dagli analisti.

Saipem, analisti ok su contratto in Medio Oriente
Tornando ai titoli a maggiore capitalizzazione, Saipem rialza la testa sostenuta dal maxi contratto ottenuto in Medio Oriente. La notizia ieri non era riuscita a scaldare il titolo, penalizzato (-2,72%) insieme a tutto il settore dalla debolezza del greggio, ma è tornata oggi all'attenzione del mercato grazie anche ai giudizi positivi con cui è stata accolta dagli analisti. Ieri Saipem ha annunciato di essersi aggiudicata un nuovo contratto E&C Offshore in Medio Oriente del valore di circa 1,3 miliardi di dollari. La commessa prevede le attività di ingegneria, approvvigionamento, costruzione e installazione relative a due condotte di esportazione da 32 pollici, due condotte di interconnessione da 24 pollici in lega anti-corrosione, riser, elementi di raccordo tra le condotte e varie strutture sottomarine. La notizia, hanno sottolineato gli analisti di Equita, è «positiva in quanto aumenta la visibilità sulle nostre stime 2019». «Il contratto - proseguono gli esperti - rappresenta il 15% circa della raccolta ordini da noi attesa nel 2018 e il 31% della raccolta ordini della divisione offshore E&C». Rassicurante anche il giudizio degli analisti di Morgan Stanley, secondo i quali «l'annuncio dovrebbe allentare alcune delle preoccupazioni del mercato su un inizio d'anno lento sul
fronte degli ordini nel primo trimestre 2018».

St corre con settore tecnologico da record, in luce Astaldi
StMicroelectronics, d'altra parte, è tra i migliori di Piazza Affari grazie al buon momento del settore tecnologico europeo (+1,63% il sottoindice Stoxx). Le quotazioni del comparto hanno raggiunto i massimi da 17 anni sulla scia della chiusura record fatta segnare ieri dal Nasdaq a Wall Street a cui ha fatto seguito oggi ancora una seduta positiva per il comparto. Gli acquisti non si fermano comunque a Milano e premiano anche gli altri big continentali del comparto: a Francoforte Infineon Technologiessale così del 2,7%, mentre ad Amsterdam si mette in luce AsmlHolding (+2,9%). Al di fuori del Ftse Mib si mette in evidenza Astaldi(+0,6%), sostenuta dalle indiscrezioni, riportate dal Sole 24 Ore, che danno ormai nelle fasi finali la cessione della joint venture che controlla il terzo ponte sul Bosforo. Secondo il quotidiano gli advisor Citi e Morgan Stanley stanno raccogliendo le offerte vincolanti. Per il veicolo che controlla il ponte, nato dall'alleanza tra Astaldi e la turca Ic Ictas, ci sarebbero due offerte da gruppi turchi e il resto da conglomerate asiatiche, tra cui la cinese China Merchant Group. «Ricordiamo che la cessione del terzo ponte sul Bosforo è un passo fondamentale nel piano di rafforzamento di Astaldi - commentano gli analisti di Equita - essendo tra le clausole sia per l'ingresso del gruppo giapponese IHI nel capitale sia per la formazione del consorzio di garanzia» sull'aumento di capitale da 300 milioni.

Euro attorno a 1,17 dollari, ancora in calo il petrolio
Sul mercato dei cambi, l'euro oscilla attorno a quota 1,17 dollari ed è indicato a 1,1687 (1,1689 ieri in chiusura). La moneta unica vale anche 128,29 yen (128,17), mentre il rapporto dollaro/yen e' a 109,78 (109,65). Tornano a scendere i prezzi petrolio, dopo il ribasso di ieri: il future luglio sul Wti cede lo 0,34% a 64,53 dollari al barile, mentre la consegna agosto sul Brent si attesta a 74,19 dollari (-1,47%).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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