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Il piano di Del Vecchio per Ieo e Monzino: aumento da 500 milioni

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sanità privata

Il piano di Del Vecchio per Ieo e Monzino: aumento da 500 milioni

  • – di Marigia Mangano

Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica, sembra intenzionato a voler giocare un ruolo attivo nelle future scelte dell’Istituto europeo di oncologia, di cui detiene il 18,46% attraverso la sua fondazione. Secondo indiscrezioni nelle ultime settimane Del Vecchio insieme a Francesco Milleri, ceo di Luxottica e amministratore della Fondazione, starebbero mettendo a punto un piano di rafforzamento dello Ieo. Insieme a loro anche UniCredit che partecipa con il 16% la Delfin H, poi trasformata in Fondazione.

Il progetto prevederebbe una serie di opzioni per far crescere l’istituto europeo di oncologia e il Centro cardiologico Monzino. Tra queste sarebbe anche contemplata una massiccia ricapitalizzazione. Alcune fonti riferiscono che sarebbe di oltre 500 milioni, con la fondazione di Del Vecchio pronta a versante almeno 300. Si tratta ad ogni modo di un piano “interno” che non sarebbe stato ancora presentato agli altri soci dello Ieo, partendo da Mediobanca, primo socio con il 25,37%. Tuttavia, seppur in modo del tutto informale, il terreno sarebbe stato sondato. Nella misura in cui, Del Vecchio avrebbe fatto sapere ad alcuni azionisti di essere disposto a sottoscrivere per almeno 300 milioni una robusta capitalizzazione dell’istituto fondato da Umberto Veronesi.

La proposta, che ha raggiunto i destinatari, avrebbe suscitato qualche perplessità nel variegato azionariato dello Ieo. Prima di tutto per le modalità di comunicazione: se e quando si parlerà di un piano di ricapitalizzazione dello Ieo l’unica sede in cui discuterla è il cda, è il ragionamento che condividono diversi azionisti. Tanto più che l’ad dello Ieo, Mauro Melis, sta ultimando il piano industriale che dovrebbe essere presentato al consiglio del 20 di giugno e, lì, si potrà capire il fabbisogno finanziario della società, che peraltro può contare su 70 milioni di liquidità (nel 2017 ha segnato un utile di sei milioni su 332,9 milioni di ricavi).

Più in generale, l’impressione tra alcuni soci dello Ieo, è che Del Vecchio voglia rafforzare la sua presenza nel libro soci, dove da statuto c’è un tetto massimo del 30% e una clausola di prelazione. In assenza di venditori, l’unica strada per pesare di più è rappresentata proprio dalla ricapitalizzazione che, se non sottoscritta pro quota, potrebbe portare il patron di Luxottica vicino alla soglia limite, diventando di fatto primo socio dello Ieo.

Oltre a Mediobanca con il 25,37%, figurano infatti nell’azionariato UnipolSai (14,37%), Intesa SanPaolo (7,37%), Pirelli (6,06%), Allianz (5,86%), Generali (5,8%), Banco Bpm (5,77%) e Mediolanum (4,62%) oltre a posizioni minori. In questo quadro complesso Del Vecchio e Milleri non si muovono Insieme a UniCredit. Proprio rilevando le quote di Rcs e UniCredit, che erano azionisti rispettivamente con il 5,4% e il 13,4% del gruppo ospedaliero, Del Vecchio è entrato nel libro soci dello Ieo. Ma nel caso della banca di piazza Gae Aulenti non si è trattato di una vendita pura.

UniCredit è diventata azionista con il 16,5% della Fondazione. Una alleanza che si replica nel capitale di UniCredit, dove Delfin detiene una quota del 2% circa. Non solo. Lo statuto appena riscritto alla luce della trasformazione in “Fondazione Leonardo Del Vecchio” fotografa una UniCredit molto presente nel funzionamento del governo societario.

Si scopre così che all’articolo 15 del documento è previsto un diritto particolare di nominare un membro non esecutivo del consiglio di amministrazione della società, oggi rappresentato da Alfredo Maria de Falco che insieme allo stesso Milleri siede anche nel board dello Ieo. Sono state poi individuate delle “Materie non delegabili” che possono essere assunte “solo qualora consti anche il voto favorevole del consigliere nominato da UniCredit”.

Si tratta di “trasferimenti a qualsiasi titolo o altri atti di disposizione delle partecipazioni detenute nella società Istituto Europeo di Oncologia ed esercizio dei diritti da esse derivanti; proposte di aumento di capitale con esclusione o limitazione del diritto di opzione”. Insomma, nell’alleanza tra UniCredit e Del Vecchio quando si parla dello Ieo il peso dei due soci è identico.

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