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la giornata dei mercati

Wall Street dà la carica alle Borse. A Piazza Affari (+0,9%) Mediaset va ko

Andamento titoli
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Le Borse europee hanno chiuso la settimana con toni positivi, accelerando nel finale (Parigi +0,91%, Francoforte +1,06%, Madrid +0,6% e Londra in aumento dello 0,6% circa) e Milano non ha fatto eccezione, con un guadagno dello 0,9%, che però non è bastato a portare in positivo il bilancio settimanale del FTSE MIB (-1% circa). A spingere gli acquisti sui listini sono stati l'accordo, per quanto fragile, trovato al vertice Ue sui temi dell'immigrazione, dopo gli attriti dei giorni scorsi, e l'allentamento delle tensioni commerciali. Sul tema dei dazi l'amministrazione americana ha preferito fare calmare le acque, evitando ulteriori tweet, mentre il dipartimento al Tesoro ha definito un'esagerazione le indiscrezioni secondo cui il presidente Donald Trump sarebbe pronto a ritirare gli Stati Uniti dall'Organizzazione mondiale del commercio (Wto). Ulteriore sostegno ai listini è arrivato anche da Wall Street, in rialzo nell'ultima seduta della settimana, nonostante alcune indicazioni deludenti arrivate dal fronte dei consumi.

A Milano rimbalza Prysmian, bene Fca con possibile interesse Hyundai
A Piazza Affari ha svettato Prysmian (+4,66%%), in rimbalzo dopo i forti cali dei giorni scorsi seguiti al taglio delle guidance e alle notizie sull'aumento di capitale, seguita dalle banche, sostenute anche dal calo dello spread (il differenziale di rendimento tra BTp decennali e Bund di pari scadenza ha chiuso a 238, contro i 246 della chiusura di ieri). A passo rapido anche Fiat Chrysler Automobiles(+1,82%), sostenuta dall'allentamento delle tensioni sui dazi e dai rumor su una possibile offerta in arrivo da parte della coreana Hyundai, che per il momento non ha confermato., affossata da un giudizio negativo di Morgan Stanley sui network televisivi in generale e sul gruppo italiano in particolare, a causa della maggiore penetrazione delle piattaforme Amazon e Netflix.

Mediaset e Tv europee pagano report di Morgan Stanley

In coda al listino, Mediaset (-4,56%), in compagnia del competitor in Europa, su cui pesa la scure del giudizio di Morgan Stanley. Secondo la banca d'affari americana le indicazioni che arrivano dagli Stati Uniti per il settore suggeriscono che l'aumento della penetrazione delle piattaforme Svod (Subscription video on demand) e Ott (Over-the-top) deprime i programmi della tv lineare e l'incremento dei ricavi pubblicitari. Sulla base di un uguale andamento atteso in Europa Morgan Stanley ha abbassato la raccomandazione di tutti i principali operatori con l'esclusione dell'inglese Itv e della svedese Mtg. Su Mediaset e sulla sua controllata spagnola, Morgan Stanley passa da «equalweight» a "underweight" con target di prezzo ridotti rispettivamente a 2 euro (da 3,8) e a 6,30 (da 10,90). Sul titolo , ma in modo secondario, si riflette anche i comunicato emesso ieri da Simon Fiduciaria, a cui sono intestate fiduciariamente azioni di proprietà di Vivendi pari al 19,9% del capitale, che è stata esclusa dalla partecipazione all'assemblea: la nota secondo qualche interpretazione potrebbe preludere all'impugnazione delle delibere assembleari da parte della fiduciaria.

Bene le banche, fuori dal Ftse Mib vola Notorious
a Milano sono andate bene le banche, in particolare quelle più esposte all'andamento dei titoli di stato e, quindi, alle oscillazioni dello spread. A fine seduta Ubi Bancaha guadagnato il 3,33%, Banco Bpm il 2,11%, Unicredit l'1,58% e Bper lo 0,45%. Fuori dal listino principale in controtendenza Mps (-1,64%) e bene Banca Carige (+2,5%), che ha annunciato la nomina di Michele Ungaro a direttore generale di Banca Cesare Ponti, che fa parte del gruppo. Tornando al Ftse Mib, ha accelerato nel finale, chiudendo a +1,55%, Recordati: secondo indiscrezioni di stampa sarebbe ormai alle battute conclusive la trattativa per la vendita del gruppo alla private equity Cvc, pronta a rilevare dalla famiglia una quota di controllo del gruppo. Il rialzo di Fca spinge anche la galassia Agnelli, in particolare Exor (+3,37%) e Ferrari (+0,95%). In coda al Ftse Mib, oltre a Mediaset, ci sono anche Tenaris (-0,25%) e Unipolsai (-0,21%). Recupera invece terreno sul finale Salvatore Ferragamo (+1,16%), in ribasso per ampia parte della seduta: va comunque detto che il titolo cede il 16% circa da quando, il 19 giugno, la holding di famiglia, Ferragamo Finanziaria, ha collocato in Borsa 5,9 milioni di azioni, pari al 3,5% del capitale, riducendo la quota di controllo al 54,3%. Fuori dal listino principale, da segnalare il balzo di Notorious Pictures (+7,06%), dopo l'accordo con Mediaset per la concessione in via esclusiva dei diritti di sfruttamento free Tv di un pacchetto di opere cinematografiche. Bene anche Orsero (+3,58%, dopo essere arrivata a guadagnare quasi il 6% durante la seduta): la società ha avviato ieri il percorso per il passaggio da Aim di Borsa Italiana all'Mta, segmento Star. Male invece Energica Motor Company (-5,31%), che tira il fiato dopo il rally di ieri, innescato da dati migliori delle previsioni sul fatturato del primo semestre, e Prismi (-5%), che ritraccia dopo i guadagni precedenti, ma continua a guadagnare circa il 90% finora nel 2018.

In Europa bene le banche e tecnologici
Seduta positiva per le piazze del Vecchio Continente, sostenute in particolare dal rimbalzo dei tecnologici (+1,66% l'indice Euro Stoxx 600 Tecnologia) e dal comparto farmaceutico (+1,5% l'Euro Stoxx 600 Farmaceutica). Piace il progetto del colosso svizzero Novartis (+4,34% il titolo a Zurigo) sullo scorporo di Alcon. A Francoforte da segnalare il rialzo di Deutsche Bank (+1,69%), che non ha risentito della bocciatura della divisione americana nel secondo round di stress test della Federal Reserve, che si è concentrata sui piani di distribuzione di capitali sotto forma di dividendi e riacquisti di titoli propri. In generale i risultati dei test sono stati snobbati da tutto il comparto bancario europeo (indice Euro Stoxx 600 Banche +0,82%), con Credit Agricole e Societe Generale in rialzo dello 0,7% a Parigi. In rialzo anche il colosso delle telecomunicazioni China Mobile (Chl), quotata anche a Milano (+20,91% il titolo), che ha siglato un accordo con Htc per una partnership su un programma del 5G in Cina.

Novartis, spin-off divisione oftalmica e buyback fino a 5 mld
A Zurigo corre Novartis che ha annunciato un progetto di spinoff di Alcon, la divisione oftalmica per la cura degli occhi, in una società indipendente quotata separatamente, e l'avvio di un buy back di azioni fino a 5 miliardi di dollari da eseguire entro la fine del 2019. Il gruppo farmaceutico spiega in una nota che lo spinoff previsto consentirebbe a Novartis e Alcon di concentrarsi completamente sulle rispettive strategie di crescita. Il completamento della transazione è soggetto alle condizioni generali di mercato ai ruling fiscali, alla convalida finale del Consiglio di amministrazione e all'approvazione degli azionisti in occasione dell'Assemblea generale 2019, in linea con il diritto societario svizzero.

L'euro sopra 1,16, rialzo per i prezzi del petrolio
Sul fronte valutario l’euro si conferma in rialzo sopra la soglia degli 1,16 dollari e si attesta a 1,1667 dollari, contro gli 1,1583 della chiusura di ieri. La moneta unica è scambiata a 129,306 yen, contro i 127,63 della chiusura precedente, mentre il cambio dollaro/yen è a 110,733. Ancora in rialzo i prezzi del petrolio, che si conferma ai massimi dal 2014: i future del Wti ad agosto crescono dell'1,09% a 74,25 dollari al barile, mentre quelli ad agosto del brent acquistano l’1,93% a 79,35 dollari.

Inflazione Eurozona al 2% annuo a giugno: accelera l'euro
Accelera l'euro dopo la pubblicazione della lettura flash del dato sull'inflazione di giugno dell'eurozona.

Secondo Eurostat, il tasso è indicato al 2% annuo rispetto all'1,9% di maggio. L'ultima volta che il tasso di inflazione era a quel livelle e' stato a febbraio 2017. Ad aprile e maggio il tasso annuale di inflazione nella zona euro era all'1,3%, a febbraio all'1,1%, a gennaio all'1,3% (come a giugno 2017). L'analisi di Eurostat indica che i prezzi dell'energia hanno subito il tasso di rialzo annuale più alto: 8% contro 6,1% a maggio. Seguiti dai prezzi di alimentari, alcol e tabacchi (2,8% contro 2,5%), servizi (1,3% contro 1,6%) e beni industriali non energetici (0,4% contro 0,3%). Se si escludono i prezzi dell'energia l'inflazione si e' attestata a quota 1,4% (come a maggio)

Uk, il Pil cresce dello 0,2% trimestre su trimestre
Il Pil della Gran Bretagna è cresciuto dello 0,2% congiunturale nel primo trimestre, e non dello 0,1% come precedentemente stimato. Su base tendenziale l'aumento è stato dell'1,2%, in linea con le stime. La crescita del quarto trimestre è stata rivista a +1,3% da +1,4% tendenziale.

In Usa consumi sotto le stime, salgono redditi
A maggio, quinto mese in cui la riforma fiscale Usa è entrata in vigore, gli americani hanno visto crescere i loro salari e hanno speso di più. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio, le spese per consumi sono salite dello 0,2% sul mese precedente ma sotto le stime degli analisti pari a un +0,4%. I redditi personali sono aumentati dello 0,4%, esattamente quanto atteso. Inoltre, la fiducia dei consumatori americani ha deluso gli analisti. Secondo quanto riportato dall'Università del Michigan, il dato finale sulla fiducia dei consumatori per il mese che sta per finire si è attestato a 98,2 punti dai 99,3 di metà giugno e dai 98 punti di fine maggio, lontano dai 101,4 punti di fine marzo ed equivalenti ai massimi del 2004. Le stime erano per un dato a 99 punti. Nel giugno 2017 il dato aveva raggiunto i 95 punti.

(Il Sole 24 Ore Radiocor )

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