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Incertezza e valute a picco, così gli emergenti sono vittime del…

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capitali in fuga

Incertezza e valute a picco, così gli emergenti sono vittime del caos-dazi

Non si può toccare. Non si vede. È di fatto solo uno stato d’animo. Eppure l’incertezza (causata dai continui sbalzi politici di Donald Trump in America, dalla guerra dei dazi e dal caos in Europa) sebbene sia impalpabile sta già facendo le prime vere vittime: i Paesi emergenti. Turchia e Argentina in prima fila, ma anche Sudafrica e Brasile. È da ormai qualche mese che i capitali fuggono: tra maggio e giugno solo attraverso mercati azionari e obbligazionari i Paesi emergenti hanno perso quasi 15 miliardi di dollari. Ed è proprio questa fuoriuscita di capitali a causare il tracollo delle valute, con punte dal 17 aprile di -27% per l’Argentina, -12% per la Turchia, Sudafrica e Brasile, -10% per la Polonia. Il problema è che queste turbolenze valutarie, causate ovviamente anche da questioni interne, rischiano di creare vere e proprie crisi economiche. E questo può in futuro mettere un serio punto di domanda anche sull’economia globale.

Le cause della crisi
Ogni Paese ha le sue specificità e i suoi guai politici interni. Questo pesa sulle singole storie. Ovvio. Ma c’è un filo rosso comune che sta gravando su tutti i Paesi emergenti negli ultimi mesi: l’incertezza. L’indice del «rischio percepito» elaborato da Natixis è infatti salito velocemente negli ultimi mesi, passando da una situazione di calma a una di elevata agitazione. Tutto è nato con gli stimoli fiscali di Trump in America, che da un lato hanno fatto aumentare i dubbi sulla tenuta dei conti pubblici statunitensi e dall’altro hanno incrementato le aspettative di rialzi dei tassi da parte della Fed.

«Questa politica americana si sta rivelando destabilizzante e fonte di incertezza - osserva Patrick Artus, capoeconomista della banca francese Natixis -. Più la Fed alza i tassi più gli Stati Uniti attirano capitali, che escono dai Paesi più deboli». Cioè gli emergenti. «Il problema è che nessuno riesce a prevedere quello che Trump farà - aggiunge Kishore Mahbubani, ex diplomatico e professore alla National University of Singapore -. Non era mai accaduto che un presidente Usa diventasse fonte di instabilità così».

Questo discorso è ancora più vero per quanto riguarda la guerra dei dazi. Per ora non sta causando vere conseguenze economiche (perché per ora i dazi sono molto limitati), ma sta creando grande incertezza sul futuro. Nessuno sa come possa finire questa guerra. «Il commercio globale sta ancora crescendo a un ritmo del 4,4% a livello globale - osserva Simon Fraser, ex permanent secretary at the foreign and Commonwealth Office -. Il problema è il cambio di aspettative del mercato: questo sta modificando i comportamenti degli investitori».

Le vittime
A farne le spese sono i Paesi emergenti. L’incertezza porta capitali fuori dai loro confini, facendo tracollare le valute. Questo pesa soprattutto sui Paesi con deficit commerciali elevati e con bassi tassi di risparmio: questi Paesi hanno infatti bisogno di finanziare i deficit, ma se i capitali fuggono non riescono e devono farlo a tassi d’interesse sempre più elevati. Non è un caso che a soffrire i tracolli valutari maggiori sono i Paesi con i deficit maggiori come la Turchia (-5,54% del Pil a fine 2017 e ora sfiora il 6%), l’Argentina (-4,83%) e il Sudafrica (-2,47%).

Non solo: il tracollo delle valute importa inflazione in questi Paesi, perché le materie prime si pagano in dollari. Tutto questo costringe le banche centrali ad alzare i tassi d’interesse, con il rischio di strozzare l’economia interna. «Il pericolo - osserva Artus di Natixis - è di creare un circolo vizioso».

C’è poi un altro problema. Se la Federal Reserve Usa alza i tassi americani e se il dollaro si rafforza sulle valute emergenti, aumentano i problemi per le aziende di questi Paesi che sono in molti casi indebitate in dollari. Un caso tra tutti spiega bene il problema: in Turchia il debito delle aziende è per il 33% in valuta estera.

TORNA L’INCERTEZZA SUI MERCATI
Indice di Natixis sul rischio percepito. Dati in punti base. (Fonte: Natixis)

I CAPITALI ESTERI ESCONO DAI MERCATI EMERGENTI
Flussi netti mensili su azioni e bond in miliardi di dollari. (Fonte: IIF)

VALUTE E DEFICIT COMMERCIALE
Performance delle valute dal 17 aprile 2018 ad oggi e saldo delle partite correnti in rapporto al Pil. Dati in percentuale

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