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Cala il rosso 2017 per holding di Scaglia, no revisori a conti gruppo 2016

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La cassaforte lussemburghese

Cala il rosso 2017 per holding di Scaglia, no revisori a conti gruppo 2016

Conti ancora in rosso per S.m.s. Finance, la holding lussemburghese di Silvio Scaglia, anche se la perdita nel 2017 si è ridotta a 85 milioni di euro dai -258 milioni dell’anno precedente. Come indicano i documenti consultati da Radiocor, inoltre, la società di revisione contabile Crowe ha dato «parere contrario» alla certificazione dei conti consolidati 2016, chiusi con una perdita di 127 milioni, alla luce della mancata svalutazione della controllata La Perla Management, ceduta nel febbraio 2018 all’olandese Sapinda. Nel 2017, intanto, gli asset sono diminuiti a 200 milioni di euro da 356 milioni, che già erano in netto calo rispetto ai circa 800 milioni del 2015. Le entrate da partecipate sono pari a zero contro 223 milioni nell’anno precedente. Nel corso del 2017 S.m.s Finance ha proceduto a svalutazioni per 104 milioni, dopo le correzioni per 480 milioni nel 2016. I risultati riporti a nuovo sono negativi per 156 milioni.

Venduto un Picasso, restano un Cessna e un dipinto di Kees Van Dongen

Tra gli eventi segnalati dal bilancio, la vendita nel giugno dello scorso anno di un quadro di Pablo Picasso per 31 milioni di sterline che nel bilancio 2016 figurava con un valore di 16 milioni. Tra gli asset restano un aereo Cessna e un dipinto di Kees Van Dongen del valore di 4,8 milioni di euro. Alla holding fanno capo la Pacific Global Management che ha chiuso il 2017 con una perdita di 825mila euro e che ha un valore netto di bilancio di 88 milioni, la Vent de l’Est domiciliata a Guernesy che ha segnato una perdita di 6,7 milioni (valore di bilancio 1.094 euro), la Pacific Capital che ha perso 104 milioni di euro e il cui valore si è ridotto a 269mila euro e l’italiana Regina delle Alpi, in perdita per 335mila euro e con un valore di bilancio di 2,7 milioni. Tra gli asset figura poi il 33% della Yewno, domiciliata nel Delaware, in rosso per 7,5 milioni e con un valore contabile di 13 milioni. Nell'opinione del cda, «non c'e' stato una permanente riduzione del valore delle controllate e di conseguenza non ha proceduto ad alcun adeguamento del valore». Il 10 agosto 2017 il cda della S.m.s ha deciso di aumentare il capitale, «con un contributo in natura, di 250 milioni di euro, portandolo da 31 milioni a 281 milioni, con l’emissione di 2,5 milioni di nuove azioni del valore nominale di 100 euro ciascuna», che - spiega la relazione - deriva dalla cancellazione di un prestito della stessa entità da parte di un azionista. Come risulta poi dai documenti depositati, l’aumento è stato interamente sottoscritto da Silvio Scaglia, mentre la ex moglie Monica Aschei ha rinunciato al diritto di prelazione. È stato lo stesso Scaglia ad indicare nei mesi scorsi di essere in fase di divorzio. In aprile 2017, riporta poi il bilancio 2017, «la società e un azionista hanno raggiunto un accordo di compensazione relativo a un prestito di 69 milioni da questo azionista». Il debito risulta nell’insieme in calo a 158 milioni da poco meno di 480 milioni.

Su bilancio consolidato 2016 pesa la non svalutazione di La Perla

Un altro capitolo, ma collegato agli eventi più recenti di S.m.s, è il bilancio consolidato 2016 del gruppo, depositato oggi. La perdita ammonta a 127 milioni da -38 milioni nel 2015 e riflette «la negativa performance» di Pacific Global, la sub holding attraverso cui vengono fatti gli investimenti finanziari del gruppo, «dovuta alla riorganizzazione della La Perla Global Management», che ha causato perdite operative per 100,7 milioni di euro alla Pacific Global Management, che controlla anche l’agenzia di modelle Elite World. Alla Pacific Global fa capo anche «un ampio portafoglio di titoli quotati di società di grande e media capitalizzazione, diversificate sia geograficamente e per settore, come pur un ristretto numero di posizioni di private equity». I revisori della Crowe-C-Clerc rilevano però nella loro relazione che la vendita della La Perla è avvenuta «per un valore che è di circa 180 milioni di euro inferiore a quello delle sue attività nette alla fine del 2016», ma che «i fatti e le circostanze» indicano che il valore era già invariato tra la fine del 2016 e la determinazione del prezzo di vendita, il che è indicativo di una svalutazione, che non è tuttavia inclusa nei conti. Per questo motivo «i conti consolidati non forniscono una visione veritiera ed equa della posizione finanziaria consolidata di S.m.s. Finance e delle sue controllate a fine 2016». Nel cda di S.m.s Finance, in base alla documentazione, siedono Silvio Scaglia, la ex-moglie Monica Aschei, Paolo Barbieri e Serge Marion.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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