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Oggi i conti Fca, il nuovo ceo Manley alla prima prova del mercato

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DOPO MARCHIONNE

Oggi i conti Fca, il nuovo ceo Manley alla prima prova del mercato

Il marchio Jeep è stato il principale motore della crescita di Fca degli ultimi anni (Afp)
Il marchio Jeep è stato il principale motore della crescita di Fca degli ultimi anni (Afp)

Con l’addio a Sergio Marchionne, morto questa mattina nella clinica svizzera dove era ricoverato, la Borsa attende con trepidazione la presentazione dei conti di Fca, primo appuntamento ufficiale per Mike Manley nel nuovo ruolo di capoazienda.

Lunedì scorso a Torino, al Lingotto, si sono riuniti i manager di prima linea di Fca che fanno parte del Gec, il Group Executive Council, organismo decisionale del gruppo. Sotto la guida del nuovo amministratore delegato Manley, responsabile ora anche delle attività europee dopo l’uscita improvvisa di Alfredo Altavilla, si è proceduto con l’esame dei settori operativi per individuare le linee strategiche per ogni brand e ogni regione in cui il gruppo è presente.

Un appuntamento chiave e preparatorio in vista della presentazione dei dati del trimestre, in agenda oggi. Un trimestre che ha già un “titolo” perché è quello dell’azzeramento del debito, risultato preannunciato da Sergio Marchionne lo scorso primo giugno a Balocco, in occasione della presentazione del piano industriale del gruppo Fca. E che rappresenta per Manley il primo banco di prova nei rapporti con la comunità finanziaria.

Il manager presenterà i conti semestrali e per la prima volta parlerà con gli analisti in conference call nel ruolo di amministratore delegato. Manley, che dal 2009 è a capo del marchio Jeep e dal 2015 anche di Ram, avrà al suo fianco il direttore finanziario, Richard Palmer, manager che faceva parte della short list dei possibili successori di Marchionne.

L’appuntamento di oggi rappresenta dunque a tutti gli effetti il debutto ufficiale per il nuovo Ceo di Fca che inevitabilmente dovrà confrontarsi con una eredità pesante, con un predecessore il cui carisma e la cui visione strategica sono ardui da replicare. In egual misura, nei report degli analisti si riconoscono però i meriti di un manager che, a capo di Jeep dal 2009, è riuscito a far crescere lo storico brand americano dei fuoristrada a livelli di eccellenza, facendolo diventare motore trainante dell’intera Fca.

Pochi i dubbi sulle sue capacità di portare a compimento il piano industriale 2018-2022, tanto più che il passaggio di consegne e quella successione già programmata da tempo al vertice del gruppo automobilistico arriva in un momento di grande solidità finanziaria e industriale.

Fca ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con un utile netto adjusted di 1,038 miliardi di euro (+55% sul primo trimestre 2017), un ebit adjusted di 1,611 miliardi (+5%), e ricavi netti a 27,027 miliardi (-2%). Per la fine dell’anno il gruppo ha modificato le previsioni alla luce della decisione di procedere con lo scorporo di Magneti Marelli, operazione già avviata, come riportato dal Sole24 Ore dello scorso 18 luglio e che si realizzerà per il tramite di un veicolo olandese.

Fca aveva indicato di aspettarsi ricavi netti di circa 125 miliardi di euro, un adjusted ebitda uguale o superiore a 8,7 miliardi, con un utile netto adjusted di circa 5 miliardi e un eps adjusted diluito pari a 3,2 euro per azione, con un capex tra 8 e 8,5 miliardi. In occasione della presentazione del piano industriale il primo giugno scorso a Balocco, considerando il piano di scorporo di Magneti Marelli, i target del gruppo escludendo questa divisione sono di ricavi netti di circa 120 miliardi di euro, un ebitda adjusted uguale o superiore a 8,2 miliardi di euro e un utile netto adjusted di circa 4,7 miliardi di euro. Senza Magneti Marelli l’eps adjutes diluito è stimato in 3 euro e il capex tra 7,4 e 7,9 miliardi di euro.

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